La Cgil abbandona il tavolo di trattativa sulla contrattazione salariale. L’obiettivo è di proteggere i lavoratori più deboli, evitando uno spostamento del baricentro della contrattazione verso la periferia. Ma è proprio così? Il tentativo della Cgil di rafforzare il ruolo del centro potrebbe indurre la Confindustria a non stipulare il contratto nazionale. E gli attuali assetti contrattuali penalizzano proprio i lavoratori più deboli, che la Cgil vorrebbe difendere.
Per tre anni l’esecutivo ha contato sulla ripresa economica per ridare respiro ai conti pubblici. Nel frattempo però i nostri conti pubblici hanno tratto vantaggio dai livelli eccezionalmente bassi dei tassi di interesse. Una ripresa sostenuta a livello europeo potrebbe però indurre la Bce ad aumentare i tassi di interesse. Se l’Italia poi non riuscisse ad agganciarsi al treno dell’Europa, l’effetto complessivo sui conti pubblici potrebbe riservare spiacevoli sorprese.
La legge sul conflitto di interessi cerca un difficile compromesso fra verifiche ex-post e filtri ex-ante. Non solo non risolve il problema di fondo, ma rischia di politicizzare la scelta del presidente delle Authorities.

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