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  1. Erminio Tonietto Rispondi
    Sono rimasto molto sorpreso e dispiaciuto per la mancata pertecipazione al voto degli europei. Avrei una proposta provocatoria, anche balzana, ma credo certo più sensata dell'astensionismo autolesionistico. Perchè non legare il peso del voto dei rappresentanti eletti da ciascun paese ad un "Coefficiente di rappresentatività" legato alla Percentuale dei votanti Opportunamente Corretta? Per esempio la formula potrebbe esprimersi così: Cr = 1 + OC * Pv. Dove Cr è il coefficiente di rappresentatività, Pv la percentuale dei votanti e OC è il coefficiente di proporzionalità, che a sua volta, ad ogni votazione, dovrebbe variare in funzione del valor medio della partecipazione di tutti gli stati europei. Ma forse... questa proposta richiederebbe una modifica della Costituzione Europea... , dico bene ?
    • La redazione Rispondi
      Secondo gli orientamenti prevalenti in Europa, il voto è un diritto, non un dovere (con l'eccezione del Belgio). Ne consegue che coloro che si astengono devono poter esprimere un voto (o un non voto) che abbia pari rappresentatività rispetto a coloro che decidono di votare. L'applicazione della sua formula, oltre che richiedere un adeguamento (all'unanimità) dei Trattati, come giustamente ipotizza, violerebbe tale principio. Piuttosto, occorre cogliere il segnale politico dell'elevata astensione, sopratutto nei nuovi Stati membri, e chiedersi come fare per correggerlo. Nell’attuale contesto geo-politico mondiale, è ormai evidente che, oltre alla politica economica, non è più possibile gestire in maniera autonoma questioni quali la politica estera, la sicurezza o l’immigrazione. Quando tale percezione sarà diffusa non solo tra (purtroppo, una parte) della classe politica, ma sarà patrimonio comune, l'astensione verosimilmente si ridurrà. Cordiali saluti