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  1. Riccardo Mariani Rispondi
    Non riesco a capire come una diminuzione della povertà relativa possa nascondere forti diseguaglianze. Sono confuso anche di fronte alla distinzione tra individui dotati di riserve e individui che ne sono sprovvisti. Parto dal presupposto che la povertà sia misurata in base ai redditi e che la differenza su come tali redditi siano impiegati (consumo o risparmio) attenga alle scelte individuali. Come dovrei intendere il fatto che alcune categorie di persone sono più esposte all’ inflazione di altre se l’ inflazione è già considerata nei dati ISTAT che concludono per una diminuzione della povertà relativa ? Se la povertà assoluta non è aumentata, se la misurazione della povertà tiene conto dei redditi reali, cosa indica il fatto che una famiglia povera ora tenda ad indebitarsi più di prima ? O l’ inflazione non è tenuta nel giusto conto o si tratta di scelte individuali. Una forte diseguaglianza nei redditi può essere preoccupante, molto meno, invece, una diversificazione nelle preferenze. Al di là del fatto scontato che chi ha redditi da “sopravvivenza” non sarà un forte risparmiatore, che rilevanza può avere il collegamento tra la questione della povertà a quello della scelta tra consumo e risparmio ? Cordiali saluti.
    • La redazione Rispondi
      Sono un po' confusa anch'io dalle sue osservazioni, che non mi è ben chiaro a che cosa si riferiscano. Ad ogni modo, che l'inflazione non colpisca nello stesso modo tutti i ceti è segnalato anche dall'articolo di Baldini uscito dopo il mio. Anche se complessivamente l'inflazione colpisce di più i più ricchi, perché hanno consumi più diversificati e sofisticati, l'aumento degli alimentari pesa di più su un bilancio risicato. E l'aumento del prezzo del biglietto del cinema può essere insostenibile per dei redditi modesti. Il tasso di inflazione è una media, ma le singole voci hanno un peso diverso sui bilanci individuali e familiari a seconda dell'entità di questi bilanci e dei bisogni. Aggiunga che a parità di inflazione, come mostrano i dati della Banca d'Italia, alcuni ceti sono stati in grado di mantenere il passo, in termini di reddito, altri invece no, ovvero i loro redditi sono aumentati meno dell'inflazione. Infine, non poter risparmiare, perché il proprio reddito è troppo basso, significa che non si hanno riserve in caso di bisogno. cordialmente, Saraceno