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  1. Alessandro Condina Rispondi
    I padri costituenti avevano valori condivisi e un'idea comune di Repubblica: su quella hanno modellato una Costituzione e una serie di istituzioni per molti versi avanzatissime e che hanno raggiunto gli obiettivi voluti (impedire la nascita di un nuovo fascismo, con troppi poteri in mano al governo). Questi di adesso (destra come sinistra, si badi) che non sono in grado di gestire la normale amministrazione, perché pretendono di emendare e migliorare un impianto così raffinato? L'errore, purtroppo, è stato introdurre e imporre un "federalismo" che non interessava a nessuno e che deve ancora dimostrare di ridurre e non aumentare burocrazia, lungaggini e sprechi della pubblica amministrazione. Il rischio, a mio avviso, è una deriva sul modello Chavéz in Venezuela.
    • La redazione Rispondi
      Non condivido l'idea che la nostra costituzione fosse perfetta e non dovesse essere modificata. Alcuni aspetti, tipo il bicameralismo perfetto sono chiaramente datati (e in effetti dopo le riforme Scandinave degli anni '70 non esistono più in nessuna parte del mondo). Condivido invece la necessità di rendere le modifiche costituzionali più difficili, nel senso di non consentire ad ogni maggioranza del momento di rifarsi la propria costituzione. Ma, come spiegato nell'articolo, dopo la modifica del sistema elettorale (non definito nella nostra costiruzione e per essere chiari in nessun altra costituzione) ciò richiede appunto....una nuova riforma costituzionale! Sul federalismo ho opinioni diverse dalle sue. Osservi che quasi tutti i paesi del mondo (moltissimi in Europa) hanno conosciuto negli anni 90 processi di decentramento finanziario e politico. Ciò suggerisce che ci siano, alla base di questi processi, fenomeni profondi e non soltanto "l'incompetenza" della nostra classe politica. Ne riparliamo in futuro. Massimo Bordignon
  2. Danilo FLORA Rispondi
    Una parte di colpa va ricercata anche a sinistra (D'Alema e la Margherita ne hanno molta responsabilità), in quanto è stato affossato il sistema francese a doppio turno, certamente più funzionale del cancellierato tedesco e sopratutto di questo sgorbio che è stato votato.
    • La redazione Rispondi
      Sono d'accordo. Anch'io ho preferenze per il sistema elettorale a doppio turno. Una ricerca che ho in corso sui comuni italiani suggerisce che laddove è applicato (comuni sopra i 15.000 abitanti), e nonostante la possibilità offerta di accorpamento delle liste al secondo turno, il sistema ha l'effetto di ridurre il ruolo dei partiti e degli elettori estremi nell'esecutivo, evitando i veti dei piccoli partiti all'azione di governo. Ne torneremo a parlare sulla voce.info. Massimo Bordignon