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  1. ER Rispondi
    voglio esporre il pensiero di un cittadino comune: a)devono venire in italia solo i cittadini extracomunitari richiesti espressamente per iscritto da una data azienda che non riesce a trovare cittadini italiani atti a ricoprire il posto diciamo dopo sei mesi di ricerca b) gli ex. dovranno venire a lavorare con un contratto a tempo determinato ed i costi sanitari e di alloggio dovranno interamente gravare sulla azienda richiedente che sara' anche corresponsabile civilmente e penalmente dei loro comportamenti c)su ogni posto di lavoro affidato ad ex. gravera' una tassa di solidarieta' corrisposta dal datore o lavoratore a favore delle famiglie italiane con uno o piu' figli d)al termine del contratto determinato l'ex. verra' rimpatriato a cura della sua azienda sempre cooresponsabile di una eventuale sua permanenza in italia. con queste piccole misure il contribuente italiano sara' completamente soddisfatto.
  2. Filippo Zanella Rispondi
    Cio' che non vedo emergere da i due filoni di articoli (conti pubblici e immigrazione) de "lavoce" incluso quest'ultimo ("Bastone e la carota"...) e' una quantificazione e qualificazione scientifica di cosa serve al paese in termini di "risorse umane". Le domande che ho in mente io, prima di iniziare a parlare di "giustizia", "equità'", "voto agli immigrati" etc. sono piuttosto banali, ma non ho trovato una risposta. Mi piacerebbe che qualche esperto si impegnasse a tracciare uno "scenario" di immigrazione, un "desiderata". Per esempio: Quanti immigrati servono e congiuntamente, con che qualifiche professionali per: - tenere in piedi il sistema previdenziale cosi' come lo conosciamo - far andare avanti l'economia italiana - avere una massa critica di persone da impiegare nel sistema di difesa -sviluppare il sistema/paese (fare impresa) - creare un ricambio generazionale credibile di classe dirigente E poi. Da dove sarebbe meglio venissero in termini di "time to market" (integrazione, velocita' d'inserimento, lingua...)queste persone? - paesi a tradizione cristiano/cattolica o meno? - paesi (tipo Argentina) ex ricettori di nostra emigrazione nel passato? - paesi con cui abbiamo delle forti relazioni diplomatico/commerciali (Albania...) - asia (Filippine/India/Cina...) Sarebbe meglio venissero con le loro famiglie o no? Far immigrare famiglie (adulti e minori) che pro e contro presenta? Localizzazione. Dov'e' che ci servono? - Citta' Nord? - provincia Nord? - citta' Centro? etc. Grazie dell'attenzione Saluti Filippo Z.
    • La redazione Rispondi
      Troppe domande, a molte delle quali non è peraltro possibile dare risposte. Un incremento dell'immigrazione dell'1% comporta mediamente un incremento del prodotto dello 0,3%. In Italia l'effetto è ancora più forte perchè gli immigrati vanno soprattutto nelle regioni a relativamente alta produttività (e carenza di manodopera) del nord, nord-est. Gli immigrati dei nuovi paesi dell'Unione Europea sono mediamente più istruiti dei lavoratori italiani. Potrebbero contribuire grandemente alla nostra crescita economica e al finanziamento dei nostri sistemi di protezione sociale e non avrebbero particolari difficoltà di integrazione. Ma il nostro Governo (assieme ad altri governi europei) sembra intenzionato a sbattere loro la porta in faccia. Tito Boeri