Il sindacato italiano è il più vecchio d’Europa. Nel 1995 ha mostrato grande lungimiranza accettando una importante riforma pensionistica, ma questa toccava solo marginalmente i diritti dell’iscritto mediano al sindacato. Oggi, invece, è sul piede di guerra. Ma non ha torto il sindacato a lamentare che la riforma proposta dal Governo altera le stesse regole del metodo contributivo, allora accettate da tutti, sindacato compreso.
Più figli aiuterebbero a migliorare gli equilibri previdenziali. Ma non saranno certo i bonus da mille euro ad aumentare la fertilità. Troppo bassi per incidere davvero sulla scelta di avere figli. Tra l’altro, i fondi sono stati sottratti dalla riforma degli ammortizzatori sociali, resa ancor più necessaria dal probabile inasprimento delle condizioni d’accesso alle pensioni d’anzianità e dallo stesso dirottamento del trattamento di fine rapporto verso i fondi pensione.
Molti inquietanti interrogativi sul caso Cirio. Non solo in virtù del comportamento delle banche capaci di rifilare i debiti a tanti piccoli risparmiatori. Una luce sinistra sul nostro diritto societario. E la riforma in atto non sembra destinata a migliorare le cose.

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