Si delineano i tratti salienti della riforma delle pensioni su cui la maggioranza avrebbe trovato un accordo. Si chiuderà uno dei canali per l’accesso alle pensioni d’anzianità nel 2008. Ma annunciare oggi la riforma e realizzarla nel 2008 rischia di scatenare fughe verso le anzianità, tali da compromettere i risparmi successivi.


La bassa crescita della spesa per consumi viene spesso ritenuta responsabile della contenuta dinamica della domanda e del reddito. Ma un attento esame dei dati rivela che non è così. Dunque le misure, allo studio del Governo, di sostegno alla spesa delle famiglie rischiano di essere poco efficaci nel rilanciare la domanda. Perché le famiglie anziché aumentare la spesa mettono da parte le riduzioni di imposte, come lamentato dal ministro Tremonti? Non per cattiveria, ma perché gli sgravi vengono percepiti dalle famiglie come transitori: minori imposte oggi saranno maggiori tasse domani, date la precaria situazione della finanza pubblica italiana.
Serve lo “sciopero dei consumatori“? Lo “sciopero” più efficace consiste nel rinunciare a comprare dai produttori che hanno aumentato i prezzi oltre la norma. Ma vi sono vantaggi anche in un’azione collettiva. Basta indirizzarla verso i giusti obiettivi.


Si torna a parlare di attacchi all’autonomia dell’università. Riproponiamo una riflessione sui possibili limiti degli interventi proposti dal Governo.

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