Finita l’estate, restano i problemi dei non autosufficienti. Se è imperativo incrementare le risorse da destinare all’assistenza, è altrettanto necessario chiarire le fonti di finanziamento. Tra le ipotesi, un significativo spostamento di risorse dalla spesa previdenziale, una modifica di quella ospedaliera e un prelievo fiscale aggiuntivo. Oltre a un riordino delle prestazioni agli invalidi. Così come deve essere risolto il nodo delle competenze tra i diversi livelli di governo. Il punto di partenza è una maggiore assunzione di responsabilità dello Stato.

Anche quest’estate i quotidiani si sono occupati molto degli anziani non autosufficienti. I problemi provocati dalle elevate temperature hanno messo in luce la debolezza delle politiche italiane destinate all’assistenza di questi cittadini, la scarsità della spesa pubblica dedicata ai servizi domiciliari, alle strutture residenziali e agli altri interventi necessari, di cui sono responsabili i Comuni (per il settore sociale) e le Regioni (per la sanità). Il rischio è che adesso, con l’arrivo dell’autunno, l’interesse diminuisca, come è accaduto lo scorso anno.

La sfida è duplice. Da una parte, bisogna mantenere elevata l’attenzione verso la necessità di incrementare le risorse per gli anziani non autosufficienti. Dall’altra, occorre formulare proposte concrete su come finanziare tale aumento. Nei prossimi mesi le opportunità di affrontare il tema non mancheranno, a partire dal confronto sulla Finanziaria.

Ogni serio progetto sull’assistenza agli anziani non autosufficienti deve fornire risposte chiare e dettagliate ad alcune domande sul finanziamento. Vediamole.

Si vogliono spostare risorse dalla previdenza?

Una possibilità consiste nell’incrementare la spesa recuperando risorse da altre voci della protezione sociale. Vanno in questa direzione le ipotesi attualmente in discussione di intervenire sulle pensioni e indirizzare parte delle risorse così liberate alla non autosufficienza. Esistono solidi argomenti a favore di un rilevante intervento sulla previdenza, già illustrati su lavoce.info .

È senz’altro auspicabile una diminuzione della spesa previdenziale per incrementare quella per gli anziani non autosufficienti. Tale aumento dovrebbe tuttavia essere significativo. Sarebbe del tutto inutile che il Governo, stretto tra i veti sulle pensioni e le pressioni a dare comunque un segnale in tema di non autosufficienza, compisse uno spostamento di risorse solo simbolico.

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Si vogliono riformare le prestazioni monetarie per gli invalidi?

Il riordino di queste prestazioni è tema ben più complesso di quanto fanno apparire le semplicistiche polemiche politiche sulla differente diffusione tra Nord e Sud. Peraltro, la delega per il riordino contenuta nella legge quadro dell’assistenza (L. 328/2000, art 24) non è stata ancora attuata e il confronto pubblico trascura l’argomento. Il dibattito sulle risorse da dedicare agli anziani non autosufficienti, invece, non può prescindere da un’ampia riflessione sull’indennità di accompagnamento e la sua possibile riforma.

Tra i nodi da considerare vi sono i criteri di accesso (bisogni assistenziali e condizioni economiche dei richiedenti), l’ammontare (possibilità di variarlo secondo il profilo degli utenti) e lo sviluppo di un legame con l’offerta di servizi (per promuoverne la fruizione).

Si vogliono spostare risorse dalla spesa ospedaliera?

La recente “Relazione sullo stato sanitario del Paese 2001-2002” ha confermato che una parte elevata della spesa sanitaria viene destinata a ricoveri ospedalieri non appropriati. Ai bisogni della collettività si risponderebbe meglio modificando la composizione della spesa sanitaria, così da ridurre la quota per gli ospedali e incrementare quella per l’assistenza dei non autosufficienti.

In questi anni diverse Regioni hanno compiuto passi in tale direzione, incontrando non poche difficoltà. La forte pressione esistente per il mantenimento della spesa ospedaliera e, anzi, le spinte verso la sua crescita (dovute a fattori come lo sviluppo di tecnologie sempre più costose e le aspettative crescenti dei cittadini) portano a chiedersi in quale misura questa strada sia effettivamente percorribile.

Si vogliono raccogliere ulteriori risorse dalla collettività?

Negli ultimi mesi si è discusso molto dell’ipotesi di richiedere ulteriori risorse economiche ai cittadini, attraverso forme di prelievo obbligatorio: uno specifico contributo sui redditi da lavoro, come in Germania, oppure una tassa finalizzata all’assistenza (tassa di scopo), come nelle intenzioni della commissione Affari sociali della Camera.
La discussione autunnale riparte dalla proposta di un fondo nazionale per la non autosufficienza, su cui c’è un accordo preliminare tra parlamentari di maggioranza e opposizione. Il fondo sarebbe finanziato con un prelievo fiscale specifico: un’addizionale Irpef dello 0,75 per cento a livello nazionale, cui le singole Regioni potrebbero prevedere addizionali aggiuntive per un valore sino a un ulteriore 0,50 per cento.
Vincoli macroeconomici e politici, tuttavia, rendono difficile un ulteriore aumento della pressione fiscale o contributiva.

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Come dividere gli oneri tra Stato, Regioni e Comuni?

Un nodo cruciale riguarda la ripartizione tra i diversi livelli di governo dell’incremento della spesa per gli anziani. Il rimpallo di responsabilità tra Stato e enti locali, che ha caratterizzato le polemiche d’agosto, sottolinea l’urgenza di affrontarlo e scioglierlo. La credibilità di qualsiasi ipotesi dipende molto dalle risposte che si danno a questo interrogativo. Il punto di partenza è la necessità di una maggiore assunzione di responsabilità da parte dello Stato, che dovrebbe incrementare le risorse da dedicare agli anziani non autosufficienti.

Per saperne di più

Beltrametti, L., 2003, Long-term care: una prospettiva di politica economica, in Guerra, M.C. e Zanardi, A. (a cura di), “La finanza pubblica italiana – Rapporto 2003”, Bologna, Il Mulino, pp 257-297.

Gori, C., 2003, Il finanziamento dell’assistenza per gli anziani non autosufficienti: strategie a confronto, in Falcitelli, N, Trabucchi, M. e Vanara, F. (a cura di), “Il governo dei sistemi sanitari tra programmazione, devoluzione e valorizzazione delle autonomie”, Bologna, Il Mulino, pp. 461-504.

Ranci, C. (a cura di), 2001, L’assistenza agli anziani in Italia ed in Europa. Verso il mercato sociale, Milano, Angeli.

 

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