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  1. M.R. Rispondi
    Il voto a maggioranza sulla politica estera e di difesa sarebbe difficilmente sostenibile per un ulteriore motivo. Nella nuova Europa a 25, Francia e Germania sarebbero verosimilmente state messe in minoranza (per semplicità, guardiamo solo al numero degli Stati e non alle popolazioni e alla ponderazione dei voti) sulla questione irachena. Ma le loro opinioni pubbliche iper-pacifiste avrebbero accettato un proprio coinvolgimento nella guerra deciso da altri Paesi, nonostante l'opposizione del proprio? In pratica, si porrebbe in certe circostanze un problema di legittimazione democratica. Se non si vogliono questi problemi, assai gravi, non sarebbe opportuno cominciare a riflettere sull'eventualità che gli organi costituzionalmente preposti a decidere, tra l'altro, della pace e della guerra non siano più composti dall'assemblea degli esecutivi nazionali, ma vengano democraticamente eletti dai cittadini del continente? Grazie.