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  1. luca iezzi
    Gentile prof. Scarampi Lei dice che "L'aspettativa di svalutazione del cambio è uno dei metodi più efficaci per indurre una liquidazione degli investimenti di portafoglio e una riallocazione dei flussi da parte di investitori stranieri". Ma, posto che i capitali cercano il rapporto rischio rendimento migliore, non si vedono alternative valide agli stati uniti, soprattutto per gli investimenti in azioni e obbligazione corporate. Le aziende statunitensi sono tuttora quelle con i fondamentali migliori ed operano su un mercato relativamente più dinamico rispetto all'Europa. E' opinione diffusa che l'attuale rialzo delle borse mondiale sia sostenuto per lo più dai risultati americani. Chi ha percentuali di crescita più alti (in Asia e in America latina) sconta l'incertezza internazionale e quindi finisce per ottenere percentuali marginali dei flussi finanziari . L'afflusso positivo in EUropa è generato dai rendimenti sicuri dei titoli di Stato, ma il taglio (speriamo!!) dei tassi da parte della bce e l'eccesso di domanda dovrebbe ridurre sempre più gli spread. In questo scenario gli investimenti di portafoglio in dollari diventeranno meno convenienti, ma parlare di "riallocazione" dei flussi in termini più consistenti di quelli attuali mi pare eccessivo grazie dell'attenzione
    • La redazione
      Condivido le sue osservazioni, nel senso che le alternative non sono ovvie. In termini di rendimenti sul capitale e livelli di valutazione non ritengo pero' i corporates Americani siano cosi' nettamente superiori ad altri, e, a mio avviso certamente il mercato differenziera' sempre piu' a favore di societa' attive in Asia, che ha ben poco in comune con l' America Latina. Il punto principale e' che una aspettativa positiva sui rendimenti Americani non e' scontata e se le aspettative cambiassero, si avrebbe un effetto molto negativo in presenza del vincolo estero. Vivo felicemente in America a non auspico che cio' accada, Cordialmente GSdC