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  1. Marco Rossi
    Cari Carlo e Tito, ho apprezzato il vostro articolo, ma divergo sulla vostra sentenza finale: "saranno i clubs più piccoli a rimetterci". Vi ricordo il lavoro di Gaucci senior, che pur tra varie boutade con gli extracomunitari non ci ha certo rimesso. Per inciso vi segnalo un caso visto in prima persona. Alcuni anni orsono gran parte dei giocatori della nazionale etiope in tourneè in Italia fuggirono dal ritiro chiedendo asilo politico. Il buon Gaucci li raccattò alcuni, tra cui quattro ragazzi che colloco presso la Virtus Chianciano allora nella categoria dilettanti. Essi presero casa di fronte a mia madre, e ci dilettavamo a verderli sgambettare negli allenamenti estivi. A settembre, tuttavia, la federazione negò loro il permesso di giocare in un club dilettantistico. Gaucci (un signore) pensò quindi ad utilizzarli ragazzi di fatica nelle sue scuderie: che io sappia, da allora i loro piedi sopraffini non calciano palloni di cuoio ma, casomai oggetti sferici di ben altro spessore ed odore. Viva la mano invisibile del nazionalismo italico!
    • La redazione
      Aneddoto interessante in attesa della pubblicazione di una Guaucciade, speriamo a sua cura. Comunque quello che lei dice avvalora la nostra tesi: sono i club più piccoli a rimetterci dalla chiusura delle frontiere. Cordiali saluti