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  1. il Governo deve agire per ridurr ele polizze RC auto. s econtiamo una media di 1.3 autop per cittadino, che l'auto è ormai d'obbligo per marito emoglie che lavorano (e figlio a carico), stimiamo a spanne una media di 1500-18000 euro di assicurazione che si possono ridurre drasticamente, mettendo in tasca per i consumi quasi 80 euro al mese. una cifra invidiabile, e ottenibile senza penalizzare datori di lavoro in difficoltà.
  2. marcello Rispondi
    Vorrei solo segnalare due dati: il primo riguarda il Regno Unito e il secondo la Germania. In entrambi i paesi le politiche non keynesiane (chiamiamole liberiste per semplicità) hanno accresciuto il valore dell'indice di Gini in modo significativo, in particolare in Regno Unito in un decennio si è avuta la più alta crescita della disuguaglianza della distribuzione del reddito nella storia. Chiunque può veder cosa significhi nella realtà facendosi un bel giro in Galles o in Scozia. In Inghilterra la visione è distorta dalla City che conta per oltre il 13% del PIL e ha 2.2 milioni di lavoratori ad alto reddito. In Germania i lavori a basso salario, compresi tra 6,21 e 6,46 euro, a seconda che si è nella ex DDR o nella RFT coinvolgono circa 7 milioni di lavoratori (1/4 della FL complessiva) e la percentuale di lavoratori che al più guadagna 7 euro l'ora è di oltre il 43% nella ex-DDR e oltre il 23% nella ex RFT. I lavoratori con bassi salari sono, a differenza di quelli USA, skilled o con titolo di studio elevato, oltre il 60% sono donne e oltre il 62 con età compresa tra 25.54 anni. In UK i salari reali sono diminuiti dell'8% dal 2008. Vista l'analogia tra le ricette thatcheriane e quelle della scuola di Freiburg forse fare una riflessione più attenta non sarebbe male. Personalmente preferisco le politiche di sostegno alla domanda aggregata.
  3. Piero Rispondi
    Ma quale programma di sostentamento del reddito? Le finanze statali sono allo sbando, si stanno reggendo solo sulle ritenute di acconto pagate dai lavoratori dipendenti, il gettito fiscale è solo sulla carta, non mi meraviglio se nel breve non vi sarà una misura straordinaria sulle entrate coattiva o volontaria, non so, ma sicuramente deve essere fatta se rimane questa gestione della politica monetaria.
  4. Maurizio Cocucci Rispondi
    Se non erro siamo solamente noi e la Grecia a non disporre di un concreto programma di sostentamento al reddito, in primo luogo per chi è disoccupato. Invece di avere la presunzione di indicare agli altri la via di uscita dalla crisi (flessibilità nei conti pubblici, politiche monetarie espansive) sarebbe il caso di imitare invece quanto fatto altrove. Gli italiani pagano complessivamente più tasse e contributi dei tedeschi ma non hanno un welfare minimamente paragonabile, sia per chi come scritto prima perde il lavoro, sia in altri casi come ad esempio il beneficio fiscale a favore dei figli. Anche i fatidici 'minijob' sarebbero a mio avviso un ottimo strumento da copiare purché vengano correttamente rappresentati, non come fatto finora facendo credere che si debba lavorare 8 ore al giorno, 40 la settimana e 160 al mese, magari in catena di montaggio, per un salario di nemmeno 500 euro mensili. Sarebbero utili perché farebbero emergere il lavoro nero (così come è avvenuto appunto in Germania) riferito ad attività occasionale e minori e in questo modo la spesa complessiva per una indennità di disoccupazione risulterebbe molto inferiore a quella ipotizzata, che però non tiene conto del fatto che molti disoccupati in realtà lavorano, solo che non risultano ufficialmente.
  5. AM Rispondi
    Vorrei aggiungere che gli stranieri presenti in Italia apparentemente sono quasi tutti nullatenenti, ma in realtà moltissimi di loro possiedono immobili (o quote di immobili) nel paese di origine pur se non compilano il quadro RW della dichiarazione dei redditi.
  6. Piero Rispondi
    Per combattere la povertà, occorre eliminarne la causa, oggi in Italia vi è stato un impoverimento della classe media e un passaggio verso i poveri della classe che fino a ieri stava sul livello minimo di sussistenza, la causa di tutto ciò? Semplice, se non aumenta il Pil, in presenza di uno stato con un livello alto di debito, si deve fare una politica monetaria espansiva, le imprese stanno tutte chiudendo e aumentano i disoccupati e quindi la povertà, lo stato può fare ben poco, l'elevato livello dei debiti non permette nessun intervento serio. Il governo deve decidere di prendere una posizione contro Draghi, sta uccidendo tutta l'Europa, qui vengono però alla luce delle considerazioni, l'attuale governo vuole veramente salvare l'Italia, oppure con una diversa faccia, sta realizzando gli obiettivi delle grandi istituzioni finanziarie e imprese multinazionali, riunite dentro i comitati Bildeberg, Aspen, vediamo che da questi ambienti provengono molti esponenti governativi ecc.
  7. Roberto Bellei Rispondi
    Non per polemica ma per capire meglio il fenomeno ed inquadrarlo nei notevoli cambiamenti che stanno interessando il nostro Paese, i dati dell'Istat si riferiscono solo ai cittadini italiani o anche agli stranieri? Se fossero inclusi anche gli stranieri allora tutte le considerazioni sarebbero diverse. Se invece gli stranieri sono esclusi allora lo studio non ci aiuta a capire quanto le nostre strutture sociali siano in difficoltà ad erogare i loro servizi a causa del notevole numero di stranieri che si è stabilito nel nostro Paese negli ultimi 10 anni (almeno 5 milioni).
    • AM Rispondi
      Condivido pienamente il commento di Bellei. Con o senza inclusione degli stranieri nel computo della povertà il quadro cambia, la diagnosi è diversa e gli interventi necessari sono diversi
  8. Pier Luigi Tossani Rispondi
    C'è chi predica la fine dell'austerity, per farci ancora più poveri. http://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/07/16/becchetti-e-bruni-per-superare-la-crisi-auspicano-la-fine-dellausterity-e-la-reciprocita-nelle-relazioni-e-la-partecipazione-secondo-zampetti/
  9. rob Rispondi
    Il concetto di economia ha un senso solo se crea e distribuisce ricchezza. Quando viene meno questo obiettivo la società civile ha fallito. Non ci saranno più neanche i ricchi. Con la divisione mondiale e globale in blocchi geo-politici differenti si rischia che Paesi dove le differenze sociali sono abnormi prevalgono su quei Paesi che hanno raggiunto conquiste sociali notevoli. L'Europa non può certo diventare la Cina o il Sud- America, sarebbe tornare indietro mille anni.
    • GIULIA Rispondi
      la più alta tassazione del mondo per non avere neanche il 10% di servizi di cui godono paesi come francia, germania, inghilterra, ecc...... ma ci siamo mai chiesti dove veramente finiscono tutti questi soldi? Se uno stipendio lordo è 2200, 00 al mese ne cedo più della metta allo stato, alle casse di previdenza, alle regioni, alle provincie (anche quelle che non ci sono più) ai comuni con il rimante ci mantengo la famiglia lo rimetto nell'economia attraverso acquisti di beni e servizi cedendo ancora un'altra parte allo stato alla fine non avrò ceduto l'85% alle casse dello stato? Dove finiscono i nostri soldi?