logo


Rispondi a Guest Annulla risposta

1500

  1. Piero Rispondi
    A livello edilizio siamo ritornati al 1967, i poveri sono raddoppiati, i fallimenti più alti degli ultimi anni, la disoccupazione più elevata degli ultimi 30 anni, dove dobbiamo arrivare per cambiare pagina? Parliamo ancora di corruzione, evasione ecc, si sono mali che vanno estirpati subito ma non sono la soluzione del problema ne sono la causa principale della crisi. Il governo deve aprire gli occhi se è in buona fede, la riforma costituzionale ( che va fatta subito) non risolve il problema delle famiglie e delle imprese, da quel lato vedo solo propaganda. Quando durerà? Io penso che settembre possa essere la svolta a. Livello europeo, qualche stato alzerà la testa e farà saltare tutto il meccanismo perverso introdotto con il Six-pack e il Tsgc, salterà la testa di Draghi se non cambia la politica monetaria (deve essere una vera politica monetaria espansiva, solo il QE può garantire in questo momento l'incremento della liquidità nel sistema economico) e finalmente vi sarà il cambiamento, oppure in alternativa, ogni stato farà la sua strada.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      L'evasione fiscale ha diverse stime, chi ipotizza 180 miliardi, chi 120 (ISTAT e Agenzia delle Entrate). Prendiamo la seconda e ipotizziamo che sia sovrastimata, diciamo del 100%, quindi dividiamo per 2 il valore ottenendo così 60 miliardi annui. Ipotizziamo di riuscire a recuperare metà di questo importo, 30 miliardi, e di averlo potuto fare da quando siamo nell'eurozona. Rettifichiamo pure i singoli valori annui per le stime corrispondenti visto che in passato l'entità dell'evasione era inferiore e rapportiamo pure al Pil di ciascun anno. In definitiva possiamo ipotizzare che avremmo un importo non inferiore a 300 miliardi a disposizione. Basta per ipotizzare un taglio e ridistribuzione del carico fiscale? Sempre secondo le stime di organi competenti si afferma che l'entità dell'evasione fiscale era di circa 8% negli anni '80 mentre oggi sarebbe del 18%. Al di la del valore percentuale preciso è indubbio che l'evasione è aumentata considerevolmente e per importi rilevanti, come l'esempio che ho fatto dimostra, il cui ammontare sarebbe sufficiente a permetterci ampi margini di manovra a favore dei cittadini (taglio carico fiscale, welfare, riduzione debito pubblico ecc...). Vogliamo poi fare lo stesso ragionamento per corruzione, frodi legate alla politica quali ad esempio i rimborsi fasulli o ingiustificati che la cronaca ci ha messo al corrente?
      • Piero Rispondi
        L'evasione fiscale e' una malattia che va combattuta, però dispiace dirlo, a livello macroeconomico non cambia nulla, con l'evasione vi è una ingiustizia sociale, una classe (i lavoratori dipendenti) paga le tasse al 100%, le rimanenti classi si liquidano le imposte come vogliono. Non voglio difendere tale status, ma se eliminiamo l'evasione si farà una giustizia sociale, si avrà un'aumento delle entrate che comporterà una diminuzione delle aliquote e quindi il gettito totale e' lo stesso, non si può pensare di volere tassare le classi che possono dichiarare il reddito liberamente con le aliquote attuali, nessuno nel mondo vuole pagare le tassi al livello attuale, vedi le multinazionali, pagano max il 5% sul reddito complessivo ( caso Apple), la classe dei lavoratori dipendenti hanno un reddito medio di 30 mila, la tassazione media e' del 20% con le detrazioni, i dipendenti che hanno i mega stipendi(manager, dirigenti ecc) trattano, al momento dell'assunzione il compenso netto, per loro il problema delle tasse preoccupa il loro datore di lavoro ma non loro stessi.
  2. Piero Rispondi
    I giornali sono oramai un bollettino di guerra, l'aumento del Pil atteso per il 2014 come avevo già annunciato non vi sarà, al contrario vi sarà una diminuzione, cosa faranno i nostri politici? Il ministro Padoan afferma che non farà nessuna manovra, qui dobbiamo essere chiari, onesti e corretti con i cittadini, come possiamo promettere ciò? Certo se non rispettiamo il fiscal compact, andiamo in collisione con la politica europea, se ciò deve essere il futuro, perché non andare in collisione subito con la Merkel e salvare, magari qualche vita umana italiana e qualche impresa? La scelta a Renzi.
  3. Pif Rispondi
    Vorrei capire, se il reddito lordo dal 90 è rimasto costante mentre il PIL cresceva vuol dire che qualcuno si è appropriato del prodotto e agli altri è rimasto poco ? La divaricazione tra propensione al risparmio e consumi significa abbiamo continuato a consumare mentre il reddito non cresceva e ci siamo giocati la possibilità di risparmiare ?
  4. marcello Rispondi
    Osservo che c'è una rilevante discordanza tra i dati che questo articolo e quanto comunicato dal rapporto sull'indice di Gini e la disuguaglianza sociale nell'UE, dove per l'Italia l'indice di Gini viene dato a 0,34 al pari della gran Bretagna, non 0,31. Inoltre il recente studio dell'Eurostat, confermato dai dati Istat, indica un ben più polarizzata distribuzione del reddito. Il rapporto sulla povertà dell'Istat indica che in un anno il numero di poveri assoluti è cresciuto di oltre un milione di individui e la quota dei giovani si è triplicata e dei meno giovani duplicata, mentre quella degli anziani è rimasta pressoché costante. Infine andrebbe anche considerata la variazione della ricchezza delle famiglie, che avendo quasi il 70% in immobili, scontano la riduzione dei valori in conseguenza della caduta del mercato, fenomeno che al di fuori delle grandi metropoli ha assunto le dimensioni di un vero e proprio crollo. Forse non è un caso che si pensi di introdurre il mutuo liquidità! Infine il rapporto sulla povertà della Caritas indica che le politiche dei Governi, fino al 2012, comprese quelle sull'imposizione hanno peggiorato la condizione delle famiglie in difficoltà.
  5. Piero Rispondi
    Finalmente, qualcuno che ha coscienza della realtà. Tutto ciò grazie alla politica monetaria di Draghi che, volendo affamare gli stati, ha drenato la liquidità all'economia reale e quindi ha messo in difficoltà sia le famiglie che le imprese.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Caro Sig.Piero, supponendo che Mario Draghi sia un folle la cui missione sia quella di affamare i popoli, tra cui il suo Paese, egli dovrebbe essere in buona compagnia visto che le decisioni in materia di politica monetaria in seno alla Bce non le prende il presidente ma il Consiglio Direttivo in maggioranza, Consiglio che è costituito dai governatori delle banche centrali nazionali dei Paesi facenti parte dell'euro (18) più i membri del Comitato Esecutivo (6). Considerando che al momento ogni membro ha un voto che vale uno, ne consegue che Draghi riesce quantomeno a convincere almeno altri 12 membri a condividere l'amore per la linea che Lei critica così ampiamente. Ma i fattori ci raccontano che egli va ben oltre visto che quasi sempre le decisioni prese sono state votate all'unanimità. Quelle poche volte che vi è stata una opposizione chi ha votato contro? I rappresentanti tedeschi, soprattutto il presidente della Bundesbank Jens Weidmann. Strano, perché secondo la tesi che Lei ama ripetere spesso Draghi condurrebbe una politica monetaria filo tedesca. Qualcosa non mi quadra.
      • Maurizio Cocucci Rispondi
        PS. Chiedo scusa per gli errori, purtroppo i correttori da una parte sono utili ma se si scrive velocemente e non si controlla attentamente il testo prima di dare la conferma si corre il rischio di commettere qualche gaffe.
      • Piero Rispondi
        Non è un folle, solo che risponde alla Merkel, l'euro forte è un dogma tedesco, al quale mai saranno disponibili a rinunciare.
        • Maurizio Cocucci Rispondi
          I tedeschi non hanno mai sostenuto un dogma del genere, semmai loro sono per un livello stabile dei prezzi e per una moneta il cui tasso di cambio venga definito dal mercato e non influenzato artificiosamente. Se il marco ieri e l'euro oggi hanno un valore alto in relazione ad altre monete dipende prevalentemente dai saldi delle partite correnti, in gran parte condizionati dai saldi commerciali, che influiscono sulla domanda e offerta delle varie monete. Se infatti guarda tali saldi per gli Stati Uniti vedrà che sono sempre stati negativi mentre quelli della Repubblica Federale Tedesca e oggi dell'Eurozona sono viceversa positivi. Da qui la forza relativa dell'euro sul dollaro. Draghi ribadisco non può prendere alcuna decisione se non viene approvata dal Consiglio Direttivo in maggioranza quindi affermare che esegua una politica del governo tedesco è pura fantasia. Chiediamoci semmai se adottare una politica monetaria diversa possa venire incontro alle necessità dell'economia dell'Europa e dell'Italia in particolare. Per quanto mi riguarda assolutamente no e questo perché una manovra ad esempio di Quantitative Easing non avrebbe quelle conseguenze ipotizzate per il fatto che mentre negli Usa e in Gran Bretagna dove è stata attuata c'era e c'è una domanda sana, qui invece è profondamente azzoppata e non per via della politica della Bce ma per le troppe tasse che tolgono il fiato alle imprese e ai cittadini consumatori ai quali è stato ridotto il reddito disponibile.
          • Piero
            La forza dell'euro deriva dalla forte politica monetaria espansiva fatta dalla Fed ma non dalle esportazioni. L'America ha indebolito il dollaro per finanziare il suo debito, tutto qui.
    • Guest Rispondi
      I fondi Europei non esistono; frase multidimensionale. Non esistono intanto perché li pagano i contribuenti italiani, in toto, anzi in surplus, almeno da quando il Sig. Craxi decise che per dimostrare quanto era spacasi, avrebbe fatto pagare a generazioni di Italiani una cinquantina di miliardi di Sterline alle bisognose casse del governo britannico (vedi http://en.wikipedia.org/wiki/UK_rebate). Ma non esistono anche come panacea. Il bilancio della UE é meno dell'1% del PIL Europeo. Se si pensa che si possa risollevare con la spesa pubblica una economia come quella italiana, i fondi "europei" spesi nel Bel Paese valgono lo 0.6%-0.7% del PIL italiano, per quanto miliardi di Euro, stiamo parlando di una minuscola parte della spesa pubblica italiana. Se il 50% del PIL di spesa pubblica non basta a far sviluppare con quelle politiche regioni come la Sardegna, la Sicilia, la Campania, la Calabria e via dicendo, cosa otterrá uno 0.6% in piú? Nel caso italiano, sarebbe opportuno che il governo, un governo qualsiasi, imponesse ai partner europei l'uso esclusivo di tutti i contributi italiani per l'abbattimento del debito publico italiano, almeno finché non si raggiunga il 60% del PIL.
      • Maurizio Cocucci Rispondi
        Non guardi il cambio euro/dollaro degli ultimi due o tre anni, prenda un orizzonte più ampio e sovrapponga i saldi delle partite correnti, vedrà che arriverà alla medesima conclusione che le ho prospettato.
  6. Massimo Gandini Rispondi
    i pensionati sono, con i dipendenti statali ,gli unici in Italia ad avere la certezza del reddito e con tale certezza è difficile peggiorare la propria condizione, anzi nei periodi di crisi paradossalmente tenderà a migliorare. Questa situazione dovrebbere portare a fare qualche riflessione a chi di dovere
    • Bumblebee Rispondi
      Per i pensionati, oggi quale certezza del reddito, se da quasi ormai un decennio l'importo della pensione non viene rivalutato in relazione all'incremento del costo della vita, ed ogni sei mesi persone apparentemente responsabili - compresi alcuni accademici che scrivono su questo sito - propongono (contro l'art. 53 della Costituzione) di tagliare le pensioni superiori ad un minimo, indicato di importo bassissimo (per es. 2000 euro lordi mensili, pari a circa 1500 netti)? Trattati così, i pensionati, nell'incertezza del futuro, limitano le spese e contribuiscono, insieme con gli altri contribuenti incerti della futura tassazione, alla stagnazione del paese. L'incertezza sulla tassazione e sui redditi futuri, come già segnalato da Adams Smith, produce depressione dell'economia, come ci ha dimostrato anche di recente la disastrosa esperienza del governo Monti. Anche Renzi, nonostante i proclami, continua ad aumentare la pressione fiscale (vedi aumento della tassazione sugli interessi bancari e sui dividendi in vigore dal 1 luglio 2014.)
      • Massimo Gandini Rispondi
        Già il fatto che la pensione in Italia si percepisca mediamente per 25 -30 anni, almeno fino ad ora, è qualcosa di assolutamente anomalo. In futuro problemi di rivalutazioni delle pensioni non ci saranno, semplicemente si percepirà assai poco per pochissimi anni. Comunque c'è una bella differenza tra l'incertezza dell'adeguamento di un reddito certo e l'incertezza di rimanere di li a qualche mese senza nessun reddito, questo stato d'animo è ormai assai comune tra i lavoratori attivi.
        • Bumblebee Rispondi
          E' "anomalo" il fatto che la legislazione italiana, nata negli anno '70, in cui i falsificatori di moneta sedevano in Parlamento e alla Banca d'Italia, hanno stabilito che la pensione dovesse coprire l'80% dell'ultima retribuzione (promessa rischiosa e impossibile da mantenere), invece di stabilire un sistema in cui la pensione pubblica coprisse solo un minimo vitale, lasciando alla previdenza individuale il resto. Fino a che i bilanci pubblici italiani saranno gravati di oneri futuri insopportabili, rimarrà sempre il dubbio che tali promesse vengano onorate. Non per niente, molti sconsiderati, oggi, gridano che l'Italia dovrebbe tornare alla lira, sottintendendo che con la lira si tornerebbe anche alla politica della stampa di moneta e all'inflazione a 2 cifre. Comunque, se è anomalo che "si percepisca la pensione per 25-30 anni", si potrebbe adottare un sistema alla Swift. Per esempio, al pensionato che avesse raggiunto un termine di 15 anni il governo potrebbe consegnare una pillola magica per l'aldilà, risolvendo così brillantemente il problema della copertura del bilancio pubblico.
          • Massimo Gandini
            Evidentemente si andava in pensione troppo presto (35 anni di lavoro per la pensione di anzianità a prescindere dall’età ,era un requisito demenziale , ora è tutto superato). Comunque attualmente avere in casa il nonno con la pensione di anzianità retributiva certissima è molto meglio che avere il co.co.pro. dai redditi modesti e assolutamente incerti, direi aleatori.
    • Enrico Rispondi
      e si lamentano pure