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  1. federico schiavi Rispondi
    Un impianto fotovoltaico domestico da 3 kWp costa meno di un orologio Rolex di infimo livello. Per questo, basta entrare in un negozio e, se debitamente forniti, la questione si conclude in una trentina di minuti. Per fare un impianto fotovoltaico, a parte il montaggio, tre giorni a essere prudenti, occorrono almeno tre mesi di pratiche, scartoffie, e interrelazioni con minimo quattro soggetti: GSE, TERNA; Distributore, Municipio. Tutto ciò non non bastava ai tre o quattro player nazionali del mercato energetico (cfr. Enel, Eni, Sorgenia ecc.). Cosicché ogni tre o quattro mesi, qualsiasi governo vi sia (con buona pace del (l'ex?) rottamatore Renzi, aggiunge qualche "novità" legislativa sule rinnovabili. Assorinnovabili (http://www.assorinnovabili.it/) indica come 8 gli interventi normativi che hanno danneggiato il mercato del fotovoltaico nel giro di pochi anni: 1) gli oneri di sistema nello scambio sul posto; 2) i prezzi minimi garantiti in regime di ritiro dedicato, 3) l' aliquota di ammortamento fiscale dal 9% al 4%, 4) IMU per gli impianti, 5) Robin Hood Tax sulle imprese di grande fatturato, 6) Mancato aggiornamento tariffe per il I Conto Energia, 7) oneri per le spese di gestione GSE su tutti i responsabili degli impianti, 8) azzeramento della componente tariffaria CTR, per le perdite di trasmissione. Germania, Regno Unito, Australia, sono le destinazioni dei progettisti che lavoravano nel nostro studio nel 2010 e che oramai hanno scelto di vivere all'estero.
  2. Massimo Matteoli Rispondi
    Ci raccontano che la bolletta elettrica è cara per colpa degli incentivi alle energie rinnovabili. Tempo fa un ricercatore del CNR pubblicò una ricerca riportata dal Sole 24 Ore in cui sosteneva che, al contrario, l'energie rinnovabile ha avuto un effetto di calmiere sulle bollette e che, oltre ai benefici per l'ambiente e la bilancia ei pagamenti per i minori consumi (ed acquisti) di combustibili fossili, ne ha guadagnato anche il singolo consumatore. http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-05-02/costi-rinnovabile-155044.shtml?uuid=Aa2sYlTD Non mi pare di avere visto risposte a questa tesi. Forse perché era fondata e si è preferito non contestarla? Come insegna il proverbio "A pensare male si fa peccato, ma di solito s'indovina".
  3. Alessandro Rispondi
    Ma se paghiamo la capacity senza regole di mercato? Il mercato energetico italiano è in mano semplicemente a incompetenti oppure a troppo competenti per lasciarlo gestire in maniera corretta.
  4. Maurizio Rispondi
    Ma non si possono tagliare i contributi Cip6 che costano un occhio della testa ed avvantaggiano tecnologie obsolete e con alti tassi di inquinamento? Perché non parla mai nessuno di questo scandalo?