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  1. rob Rispondi
    Per ripartire, il calcio deve applicare le regole del basket e quindi dare spazio a chi "gioca a calcio" e non a chi da energumeno dà calcioni. Il calcio è bello quando è tecnica, fantasia, quando mancano queste qualità è roba da ultras di curva sud. Il Brasile ha perso perchè non era il Brasile, su 10 passaggi fatti 8 erano rimesse alla " w il parroco" e non scambi rasoterra, che sono l'essenza della tecnica e del Brasile stesso. Un giocatore tecnico e di fantasia che viene atterrato da uno " scarpone" qualsiasi cosa rende a chi ha pagato il biglietto?
  2. Mario Rispondi
    Condivisibile, tranne per quanto riguarda il fuorigioco. Fu introdotto dagli inglesi per evitare che un energumeno sì piazzasse a ridosso del portiere avversario e, una volta ricevuto il rilancio dei propri compagni, avesse gioco facile a batterlo nell'uno contro uno. Per non essere in offside occorreva che oltre al portiere, ci fosse un altro uomo tra porta ed attaccante, onde rendere il gioco meno monotono e scontato. Gli olandesi di fine anni sessanta hanno elevato la tattica del fuorigioco a puro sistema difensivo, onde limitare i danni che il loro pressing asfissiante portato con più giocatori avrebbe prodotto se la squadra avversaria avesse potuto sfruttare, senza la limitazione dell'offside, le praterie che le si aprivano davanti. La tattica era chiaramente contro lo spirito del gioco: commettere fallo, in questo caso offside, non era più una scelta di chi lo commetteva, ma veniva indotto da chi lo subiva. Avrebbe dovuto essere limitato alle due aree di rigore o, al più, alla tre quarti. Le squadre sarebbero state più lunghe ed avremmo visto meno falli pesanti a centrocampo, dove le punizioni contano meno (in area il fallo può costare caro), avremmo goduto giocate di playmakers di genio anziché, troppo spesso, quelle di truculenti mediani, e l'area di rigore sarebbe stata ancora per chi ha coraggio, ché, senza, non si entra a casa mia.