logo


Rispondi a Vanleet Annulla risposta

1500

  1. Pingback: La scienza del goal: interrogare il numero per vincere - Il Giornale Digitale

  2. Oscar Rispondi
    Galbraith diceva che, in finanza, non si inventa nulla ed esistono solo nuove generazioni di stupidi. Allo stesso modo, nel calcio, non c'è nulla di nuovo ma soltanto nuovi giocatori che non hanno studiato quanto dicevano e facevano i loro predecessori più bravi; in questo modo, avrebbero scoperto che il tiro centrale e potentissimo è quello veramente imparabile perché a) o il portiere si butta da una parte, cercando di indovinare la direzione oppure b) si scosta per non essere bombardato. Detto questo, nel caso specifico, Krull aveva potuto studiare il comportamento dei suoi avversari ai rigori nella partita precedente e, purtroppo per loro, i giocatori della Costa Rica avevano esaurito le risorse nervose.
  3. Vanleet Rispondi
    L'evento dei rigori è previsto anche durante le partite, quindi le abitudini dei portieri sono molto studiate. L'inserimento a sorpresa di Krul-Carneade, la sua tattica alla Cassius Clay, con un pizzico di fortuna, hanno fatto il resto. Infine un principio: il rigore è, per definizione, imparabile; l'errore lo commette il calciatore. Sempre.
  4. franco principi Rispondi
    non credo abbia un fondamento matematico ma per non sbagliare Totti a Van Der Saar ha fatto un bel cucchiaio
  5. Alberto Rispondi
    Basta che i portieri non leggano mai questo articolo
  6. mario Rispondi
    Sicuramente la psicologia conta, ma il portiere dell'Olanda si è sempre buttato dalla parte giusta del tiro. E' quindi logico che le sue possibilità di intercettare il tiro si siano rivelate superiori rispetto al portiere della Grecia che per 2 volte ha sbagliato il lato del tiro.