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  1. lorenza Rispondi
    mi sembra un'ottima via, grazie
  2. rob Rispondi
    Il suo progetto è affascinante e onesto nella stesura, ma per fare ciò c'è bisogno di una direzione strategica unica e non di una babele di 21 regioni dove ognuno va per sé in ordine sparso. Il provincialismo è un altro tumore di questo Paese, il turista che parte dagli Usa considera l' Italia una Regione da visitare con 2-4 tappe importanti che tutti sappiamo e non parte per visitare la località singola, come noi provincialotti crediamo. Per cui per fare quello che lei propone ci indichi a chi dovrebbe andare la direzione strategica del progetto.
  3. HansSuter Rispondi
    Landi cita esempi stranieri, case histories. Non ci racconta nulla delle strategie per il turismo di altri paesi. Immagino che siano di pubblico dominio. Per la nuova legge elettorale abbiamo dettagliatamente esaminato e paragonato quasi tutti i sistemi elettorali democratici. Perché non fare altrettanto per il turismo? Imitando i migliori faremo prima che inventando di nuovo la ruota.
    • henricobourg Rispondi
      A giudicare dal risultato nel campo elettorale sarebbe preferibile evitare lo studio di troppi modelli comparativi.
  4. Luciano Pontiroli Rispondi
    Forse bisognerebbe anche rendere più gradevole l'accesso ai beni culturali: orari meno rigidi per i musei, meno code alle mostre, eliminazione dei punti di vendita di paccottiglia varia, per lo più priva di riferimenti culturali specifici, per salvaguardare il decoro dei luoghi della cultura.
    • AM Rispondi
      Eliminare anche truffe, borseggi, accattonaggio molesto, cumuli di rifiuti, muri di palazzi imbrattati e tutto ciò che indispettisce il turista
    • Ric Rispondi
      C'è poi un problema grande come una casa che si chiama Trasporto Pubblico Locale. Aziende usate come ammortizzatore sociale e che danneggiano gravemente l'immagine dell'Italia.