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  1. Piero Rispondi
    All'Italia non viene data una figura apicale perché abbiamo Draghi. A mio avviso, visto il comportamento di Draghi fino ad oggi, che ha appoggiato la politica della Merkel dei compiti a casa propria facendo cadere tutta la zona euro in una crisi senza precedenti, sarebbe il caso di assegnare il ruolo di governatore della Bce alla Germania e prendere il ruolo di presidente del nuovo consiglio europeo. Draghi, per la sua insana azione è passibile di denuncia alla Cedu per avere violato i diritti fondanti l'unione europea.
  2. PhilipMichaelSantore Rispondi
    Il ragionamento non tiene conto del fatto che queste non sono state elezioni europee, ma, come al solito, 28 elezioni nazionali scollegate fra di loro. Forse la mossa del cavallo "stanerebbe i veri re e regine d’Europa. Con rischio di dar loro scacco matto." Ma il rischio concreto di un rafforzamento del governo europeo è che invece ciò inneschi un processo di distacco di quei paesi dall'UE. Perché non esiste un demos europeo, ma 28 demos nazionali. E dunque il governo europeo sarebbe sì legalmente più forte, ma sostanzialmente resterebbe delegittimato come lo è oggi.
  3. Piero Rispondi
    Ma chi pensa più all'Europa? Se non viene superata la crisi causata proprio dall'Europa, oggi nessuno vuole più sentirne parlare: il popolo è affamato, pensa che tale progetto sia la causa del male; occorre una svolta repentina e decisa, si deve partire dall'euro. In fin dei conti il partito degli euroscettici è cresciuto, i partiti tradizionali sono scesi: è questo il vero problema. Come si può fare riavvicinare il popolo alla moneta? Solo stampandola. E qui entrano in gioco Draghi e la sua sciocca politica monetaria. Più che sciocca, diretta dalla Merkel. Il vero problema di stallo dell'Europa è questo: il nuovo presidente deve rispondere al popolo e deve risolvere questo problema. In difetto, non penso che arriveremo alle prossime elezioni politiche europee.
  4. piertoussaint Rispondi
    Cittadini che vorrebbero cambiare la UE, che è nata nei termini di un club oligarchico-massonico. D'altronde, tale limite è tipico di tutte le democrazie rappresentative, quando non sono innervate di sussidiarietà. Come è, in effetti, ovunque nel mondo. La cosa vale ovviamente anche per la UE, che è una federazione di democrazie rappresentative che soffrono del limite di cui sopra. la sola via, antropologicamente corretta, per far evolvere lo status quo, è quella turbo-sussidiarietà che va sotto il nome di "società partecipativa": http://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/ Ma siamo ancora molto, molto lontani. È lunga la strada per Tipperary.