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  1. Guest Rispondi
    Molto utile. Anche a prova di affabulatori blablablologhi della premiata ditta ''Osteria romana &C'' . R&D, per molti una locuzione dal significato criptico. Per taluni distruggerebbe addirittura il capitale (forse i profitti di breve periodo, ma vale la riserva iniziale sugli affabulatori).
  2. Marisa Manzin Rispondi
    Presumendo che i dati sul capitale investito in immobilizzazioni siano prelevati dai bilanci di un certo numero di aziende, bisogna pure tenere in considerazione che, mentre in Italia si continuano a rivalutare i cespiti, come leggevo solo qualche settimana fa sul Sole 24 ore, in altri paesi, come ad. in Germania, le rivalutazioni sono proibite. Ciò aggrava ancor di più il quadro per le imprese italiane.
  3. Maurizio Cocucci Rispondi
    Complimenti all'autore. E' riuscito ad inquadrare il nucleo della nostra debolezza, debolezza che ci accompagnerà per diverso tempo se non provvederemo a correggere queste anomalie.
  4. Massimo Rispondi
    Vorrei fare una domanda: come si incastra la debolezza strutturale dell'economia italiana con la politica economica? In particolare la politica economica dettata dall'Ue con il fiscal compact e le altre regole vanno in direzione contrastante o possono in qualche modo aiutare una ristrutturazione dei fondamentali?
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      La Ue non detta alcuna politica economica. Il Fiscal Compct ad esempio è un trattato sottoscritto dai capi di Stato o di Governo, ovvero dal Consiglio d'Europa, quindi l'impegno a rispettarlo non viene da Bruxelles ma da Roma. La Gran Bretagna e la Repubblica Ceca hanno rifiutato di sottoscriverlo. Il principio di non aumentare il debito pubblico rispetto al Pil non va a favore di altri, ma di noi stessi perché piaccia o meno i deficit devono essere sostenuti da prestiti sui quali noi dobbiamo pagare gli interessi (oltre al capitale), interessi che oggi ci costano il 5% circa del nostro Pil e quindi sottraggono ingenti risorse finanziarie ai cittadini e alle imprese. La necessità di abbattere questo costo è quindi prioritaria, che unita a una lotta all'evasione e a una rivisitazione del fisco può dare respiro al reddito disponibile delle famiglie e far ripartire quindi la domanda aggregata interna, vera causa della debolezza della nostra economia.
      • rob Rispondi
        La domanda aggregata riparte se girano soldi e la gente li ha per spenderli tutte le altre considerazioni sono seghe mentali. Nei porti italiani non c'è più in imbarcazione altro che favolette. Provi ad abbassare le tasse e poi vedi dove vanno a finire tutte quella pleteora di dipendenti pubblici sparsi per 7-8 livelli di potere tra Stato a finire all'ultima circoscrizione. Si sta facendo economia con i velox e con gli accertatori di sosta, ma ci rendiamo conto.
  5. Salvo Danilo Rispondi
    Finalmente qualcuno che ha colto il nocciolo del problema principe dell'economia italiana. Pochi investimenti, il resto è la conseguenza: bassa produttività, basse competenze dei lavoratori ad ogni livello ed alta disoccupazione.
    • rob Rispondi
      La nostra è solo e soltanto una crisi di cultura detto in parole povere: saper leggere e scrivere! Oltre 30 anni di follie delegando le competenze di uno Stato (se fosse stato serio) alle Regioni sono questi i risultati. Senza più sistema Paese non ci sono più grandi porgetti, grandi imprese, ricerca, scuola, etc. Adesso tutti cascano dal pero mostrando la migliore qualità dell' Italiano: la mancanza (non la perdita) della "memoria storica"! Ma qualcuno, come la nostra storia millenaria ci insegna, si ricorda di ricordarcelo.
      • maurizio Rispondi
        Ma chi è quel pazzo che vorrebbe investire ancora in italia, tasse da capogiro +/-50%, burocrazia disarmante, consumi a zero, costo del lavoro eccessivo, gli imprenditori che son rimasti son dei veri eroi (furbetti esclusi), poi penso ai miei figli, e mi chiedo che futuro gli sto dando in italia, la mia italia, il paese più bello del mondo.
        • rob Rispondi
          Tutto ciò è stato permesso proprio perché è un Paese di analfabeti. Provi solo a pensare di cosa abbiamo parlato negli ultimi 30 anni. Un paese civile avrebbe permesso che sottosegretario agli Esteri fosse tale Razzi? Un Paese civile avrebbe permesso un ministro delle Riforme tale Umberto Bossi? Quindi concludo sostenendo che il nostro problema è solo culturale. Una società civile, produttiva, di iniziativa che è stata messa all'angolo da una minoranza (spero) di Masanielli. Come ne usciamo?