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  1. giulioPolemico Rispondi
    Maggiori e più significativi interventi della BCE sono politicamente doverosi perché costituiscono un passo avanti nella costruzione di una Banca Centrale adatta alle situazioni reali, e quindi un passo avanti nella costruzione dell'Europa. Tuttavia, la situazione non è banale perché con un miglioramento, anche solo limitato e temporaneo, della situazione europea e in particolare italiana, si avrebbero alcuni effetti collaterali: - l'imprenditore medio italiano, anche meno di prima, intraprenderebbe qualche minima iniziativa di Ricerca e Sviluppo, perché il suo credo imprenditoriale è: mi serve la svalutazione della moneta, in modo da poter quasi regalare i miei prodotti nei mercati extra UE, perché quasi solo così riesco a piazzarli (della qualità dei prodotti, frutto di Ricerca e Sviluppo e quindi dello sviluppo scientifico, poco gli è sempre interessato); - il politico medio italiano continuerebbe a rifiutare le riforme per proteggere le sue, e degli amici suoi, rendite di posizione. E naturalmente, quando noi italiani avessimo irresponsabilmente lasciato esaurire lo slancio positivo degli interventi della BCE, la colpa verrebbe riversata sui tedeschi che notoriamente sono cattivi e sull'euro che ha creato dal nulla tutti i mali dell'Italia.
  2. Piero Rispondi
    Grazie ai 2,6 miliardi di contributo al fondo salva stati, abbiamo il debito pubblico più alto in Europa, abbiamo superato la Germania, le previsioni governative sul Pil del 2014 sono già state archiviate come è stato fatto sempre negli ultimi anni, anche nel 2014 da un Pil atteso positivo si avrà il segno meno, più disoccupazione, più tasse per rientrare nella regola del 3%, la deflazione incombe in tutta Europa. Quali misure verranno prese a livello nazionale? Finita la campagna elettorale, adesso Renzi deve fare sul serio, riforme subito, ma immediatamente deve risolvere il credito alle imprese con un decreto legge, deve garantire con il fondo centrale di garanzie i fidi alle imprese con un'intervento immediato di 100 miliardi, può essere fatto subito, non devono essere fatti accantonamenti. Quali misure verranno prese a livello europeo? Draghi, deve prendere atto che gli interventi di politica monetaria non vanno nel medio lungo periodo ma nel breve deve prendere atto che i provvedimenti decisi ad eccezione del tasso negativo non avranno effetti nel breve periodo, il mercato reale ha bisogno di liquidità, l'unico strumento è quello attuato dalla Fed, naturale che il trattato non permette l'acquisto solo sul mercato secondario, qui di subito 500/1000 miliardi da fare subito proquota debiti paesi euro subito sul secondario, ciò significa intervento di 100/200 miliardi di liquidità per l'Italia.
  3. Maurizio Cocucci Rispondi
    Il Quantitative Easing sarebbe scarsamente utile all'Italia. Negli Usa e nel Regno Unito ha funzionato perché la domanda aggregata interna è rimasta comunque alta, qui invece manca perché gran parte del reddito finisce in tasse. Mi sembra di assistere a un dialogo tra sordi: da una parte le imprese che ormai allo sfinimento denunciano che i problemi principali sono tasse, burocrazia, legalità e tempi lunghi dei processi civili, alto costo del lavoro (che non condivido). Dall'altra chi punta il dito sull'Europa e sulla moneta unica senza comprendere che le aziende che delocalizzano non lo fanno per questo, ma per la netta convenienza (o per rimanere competitivi) nel produrre in Paesi dalle condizioni più favorevoli. Poi certo un tasso di cambio più favorevole sarebbe il benvenuto o una maggiore disponibilità di accesso al credito da parte delle banche, ma diciamocela tutta: chi oggi ha motivo di investire? Io poi aggiungerei mercato più competitivo e che veda le migliori imprese vincere gli appalti, non quelle che pagano mazzette più corpose. Squinzi disse chiaramente di mettere le aziende italiane nelle stesse condizioni dei concorrenti stranieri e così avrebbero fatto vedere di cosa sono capaci. Il problema è che non l'ascoltano e si continua a perseguire la via delle ricette alternative.
  4. Piero Rispondi
    La Merkel ha inibito il Qe a Draghi. Afferma che è un esproprio per i risparmiatori tedeschi, in sintesi si vuole tenere stretto il bottino fatto con la rapina dell'euro, di oltre 1.200 miliardi nei confronti dell'Italia (ammontare del surplus della bilancia dei pagamenti nel periodo di adozione della moneta unica). Non si preoccupa nemmeno dell'inflazione, anzi, l'inflazione vicina allo zero per loro è preferibile a quella del 2%, ordina a Draghi di aspettare, vedere gli effetti a fine anno delle misure prese sull'inflazione, poi si vedrà cosa fare. Per il momento gli stati devono fare le riforme: siamo arrivati alla pazzia. Mi meraviglio che ancora la Bce stia facendo il suo gioco. La Bce sta violando il trattato, tale fatto deve essere censurato dai governi, in difetto si dovrà valutare il ricordo dei cittadini alla Cedu.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Probabilmente si è confuso: i 1.200 miliardi di surplus la Germania li ha conseguiti globalmente, non con i partner dell'eurozona né tantomeno con l'Italia. In ogni caso le do qualche dato che si riferisce ai primi 4 mesi di quest'anno: surplus Germania complessivo pari a 65,2 mld. Di questi quello realizzato con i Paesi dell'eurozona è di 1,1 mld; 16,9 mld con gli altri Paesi europei e i restanti 47,2 mld con Paesi extra europei (Stati Uniti in testa). Sempre nel periodo Gen-Apr 2014 le esportazioni tedesche verso l'eurozona sono aumentate del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2013 ma le importazioni sono cresciute del 4,1%. Come vede i dati raccontano una realtà ben diversa da quella che descrive. Inoltre il surplus commerciale, o più ampiamente della bilancia dei pagamenti, non è un bottino a disposizione del governo, ma il risultato delle attività commerciali di migliaia di imprese.
      • Piero Rispondi
        Purtroppo non sono numeri da giocare al lotto, dati 1998/2012: Francia - 58,64 Germania + 1226,20 Italia -349,25 Spagna - 706,85 Dai dati si può notare che il surplus della bilancia dei pagamenti corrisponde alla somma dei deficit dei tre principali paesi dell'unione. Il Sig. Cocucci è uno strenuo difensore della Merkel, non riesce a riconoscere che l'euro così come gestito da Draghi/Merkel è una moneta che crea solo danni e allontana l'unione politica.
        • Maurizio Cocucci Rispondi
          Gli importi che ha scritto (non li ho verificati ma li prendo per buoni) si riferiscono ai saldi verso l'estero globalmente, non all'interno dell'eurozona. Premesso che poi i Paesi dell'eurozona sono più di quattro il fatto che prendendo i dati di quelli menzionati i saldi vengano a compensarsi è prettamente casuale. E' vero che se prendessero quelli strettamente legati agli scambi intra-eurozona i saldi si compenserebbero, ma intanto la Germania non registra certo un surplus di 1.200 miliardi, che è invece il dato complessivo nei confronti del mondo intero, e poi non vedo il problema finché questo surplus non dovesse raggiungere livelli eccessivamente alti. Non possiamo certo pensare ad un modello economico dove gli scambi, anche solo all'interno dell'eurozona, possano avere saldi commerciali pari a 'zero' per tutti, no?
          • Piero
            E' stato inserito un paletto anche per il surplus, max il 6%, la Germania lo ha ampiamente superato, è starà richiamata a fare politiche interne ore diminuire il surplus, ma tutti sanno che le leggi del trattato sono per gli altri paesi, mai per la Germania, mai toccare il loro bottino di guerra.
  5. giancarlo Rispondi
    Speriamo che Bce si sbrighi. Il Qe diventa urgente e occorrerebbe stimolare anche il governo innovatore di Renzi e Padoan a legiferare per superare il sistema banca-centrico italiano. Segnalo che alcuni Fondi-Sim si stanno già attrezzando. Vedi Azimut, non a caso un Fondo non di derivazione bancaria.
  6. info Rispondi
    E' semplicemente troppo tardi. Almeno per l'Italia. Bce dovrebbe fare un'iniziativa specifica per le barche alla deriva come la nostra, ma ovviamente ciò è complicato dall'avere un'unica valuta che si deve misurare su mercati interni molto diversi e mercati d'attracco simili se non addirittura sovrapponibili. Ergo occorrerebbe avere il coraggio di dire come stanno le cose e che per i prossimi 3 o 4 lustri di ripresa economica per noi non ce ne sarà.
  7. Guest Rispondi
    Intervento tardivo. Serve Qe e servono soldi all'economia reale. Inoltre, l'Italia ha bisogno di inflazione come dell'aria. Il gap di competitività con la Germania quasi incolmabile, come era stato previsto e prevedibile. Un'integrazione 'stealth' dolorosissima, ed una fase di stagnazione per 10/15 anni, ossia unificazione dell'Italia atto II. Certo, lo scenario domestico contribuisce da solo non poco. Al netto di quanto precede, non vedo tutti questi motivi di entusiasmo.
  8. Piero Rispondi
    Certo non è il provvedimento atteso, in ogni caso è preferibile questo intervento all'immobilismo, sarebbe da precisare che gli interventi Abs debbano essere fati pro quota gli stati euro, la Bce deve mettere a disposizione di ogni stato una disponibilità pari ad esempio alla sua partecipazione alla Bce, oppure in base al Pil, tale limite serve per non avvantaggiare ancora di più i paesi in surplus, non si può dare loro un'ulteriore vantaggio, loro, ad esempio la Germania sono davanti a noi sulla possibilità di cartolarizzare i crediti bancari, noi abbiamo il mondo delle piccole imprese, le nostre banche dovranno fare dei veicoli per accedere al credito della Bce, non vorrei quindi che questa manovra venga fatta esclusivamente per i paesi nordici, dove le banche non sono così floride. In ogni caso, ciò che conta è l'aumento della liquidità nel sistema, ciò non è stata questa la motivazione della Bce, si è limitata all'inflazione che deve essere riportata al 2%, ricordiamoci che la ripartenza dell'economia americana e quindi la diminuzione della disoccupazione, almeno di breve periodo, è stata facilitata dall'incremento di liquidità arrivata alle imprese e famiglie, come ci arriva poco importa, la Bce al contrario ha sempre sterilizzato gli interventi di politica monetaria, quindi oggi si deve valutare positivamente la cessazione della sterilizzazione degli Smp di Trichet, la manovra va nella stessa direzione della Fed, speriamo che questa sia la direzione in cui marci la Bce nel futuro. La cessazione degli interventi necessari per sterilizzare gli Smp di Trichet non è stata colta dall'Autore dell'articolo, è l'unica manovra che avrà effetti positivi immediatamente, lascia la liquidità sul mercato europeo, in ogni caso io sono favorevole ad un intervento sul mercato secondario di acquisto titoli pubblici dei paesi euro, da effettuarsi pro quota ai rispettivi Pil, di almeno 500 miliardi annui per 10 anni, naturalmente senza sterilizzarne gli effetti, un provvedimento simile che ancora non è scontato che non venga preso fa decollare l'economia europea, naturalmente non ritengo che tale misura venga presa nel breve termine perché gli interventi di questa Bce sono sempre fatti quando siamo sul ciglio del burrone e mai in base ad un'analisi preventiva, si sperava che una guida Italiana della Bce poteva bilanciare gli effetti negativi di una moneta unica senza integrazione fiscale, invece è successo il contrario, ha peggiorato tali effetti negativi, è stata la scelta peggiore, speriamo che questo sia l'inizio del ravvedimento di Draghi.
    • Guest Rispondi
      Buongiorno. Non condivido l'acquisto di titoli sul secondario, in assenza di meccanismi per prevenire azzardi morali, cattura e sprechi di risorse (tema domestico decennale). Valuto con maggior favore una proposta quale quella del Think Tank di Bruegel (http://www.google.co.uk/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&ved=0CDQQFjAC&url=http%3A%2F%2Fwww.bruegel.org%2Fdownload%2Fparent%2F403-the-blue-bond-proposal%2Ffile%2F885-the-blue-bond-proposal-english%2F&ei=RceVU_W9ILCY0AW36IDIBA&usg=AFQjCNFx1-hzRoYE7b0_PJ53qURmS0u6mQ)
      • Piero Rispondi
        Vi è il fiscal compact per combattere gli azzardi morali, ma sei lo stesso Guest, che sopra dichiara l'intervento tardivo e che la Bce dovrebbe fare subito gli Qe? In ogni caso io nel 2007 feci un commento qui al giornale in cui tutto ciò era stato previsto (il titolo "l'Italia e l'euro" commento in calce all'articolo di Giavazzi, su Sarkozy e la Bce)
  9. Cepian Masa Rispondi
    Va bene così. La molla della ripresa è molto carica: meglio liberarla con cautela ("Avviene spesso che il filo si rompa quando la percossa della molla è troppo forte", Giovanni Pozzi Dizionario di chimica e fisica, Tomo IX , pag 7- Milano,1830).
  10. Giovanni Rispondi
    Ma siamo sicuri che lo strumento del quantitative easing sia la panacea di tutti i mali? In US non sembra aver funzionato a dovere. http://mises.org/daily/6773/The-Fed-Wont-Let-the-Economy-Heal Il problema non è quanto danaro è in circolazione ma come viene usato.
    • Piero Rispondi
      Falso, in America abbiamo la disoccupazione di breve periodo ai minimi storici.
  11. EzioP1 Rispondi
    Tutte le manovre fatte fino ad ora sono di tipo finanziario e mancano di un ingranaggio diretto con l'economia reale; questa procede con i vecchi schemi di innovazione ed evoluzione, senza salti o rivoluzioni. Oggi forse sarebbe opportuno introdurre un cambio di sistema, un nuovo modello operativo. Le premesse ci sono tutte, ci sono le conoscenze e le nuove tecnologie capaci di introdurre un nuovo mondo, ma bisogna accelerare questo passaggio “svegliando” i consigli di amministrazione e le assemblee degli azionisti, che per loro interesse accettano il cambiamento solo quando costretti dalla concorrenza. In periodi di crisi l'opportunità di business è per loro un rischio troppo elevato. In questa situazione sono i governi a dovere intervenire approfittando del basso costo del denaro e del capitale umano, da sole le imprese private non saranno mai capaci di tanta rivoluzione.
    • Guest Rispondi
      Meglio giù le tasse, in Italia. I vari governi domestici, hanno già dato abbastanza.
  12. marco Rispondi
    Non riesco a capire la logica che sottende l'articolo, il ragionamento di fondo: viene riconosciuto che storicamente operazioni come quelle messe in campo dalla BCE non hanno mai sortito i risultati sperati in quanto, come affermava il buon Minsky, in periodo di crisi non basta fornire liquidità alle banche che ovviamente non prestano soldi rischiando ad aziende in difficoltà con prospettiva di fallimento. Fin qui il ragionamento fila ma allora perché dovrebbe avere successo allora il quantitative easing? Cosa serve dare più soldi a determinati soldi se poi il denaro non viene messo in circolo nell'economia reale? Negli altri paesi in cui è stato fatto, infatti, vedi il Giappone, non a caso ha avuto un impatto nullo sull'economia reale ed è servito solo a gonfiare i listini delle Borse. Perché non dire allora semplicemente che solo un trasferimento di soldi direttamente dalla BCE agli stati, sul modello americano, in modo da metterli nelle condizioni di assumere e di creare occupazione sforando il limite del 3% di spesa può invertire la rotta? Mi sembra abbastanza risaputo, o perlomeno lo è dal New Deal in avanti, che non spetta alle banche immettere liquidità nel sistema in momenti come questo, ma agli stati attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro o la riduzione delle tasse e il conseguente aumento della domanda di beni e servizi. Come mai allora i nostri governanti fanno l'opposto?
  13. Marcello Rispondi
    Mi domando se esistono degli impedimenti legislativi o di trattati per la Bce per fare ciò che fa da anni la Bundesbank ovvero comprare sul mercato primario i titoli di stato (tedeschi nel caso della banca centrale tedesca) al fine di mantenere basso l'interesse, parcheggiandoli poi in un conto vendita in attesa di un loro collocamento sul mercato secondario. Questo ultimo è un "trucco" per non incappare nei rigori dell'art.101 dei trattati europei, ma di fatto è un ammortizzatore formidabile.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      La risposta è semplice: la Bundesbank non acquista i titoli emessi dal governo federale, ma semplicemente si occupa della loro collocazione e solo a vendita avvenuta pagherà il governo tedesco.
      • Marcello Rispondi
        Come spiegato in questo link (http://www.economiaepolitica.it/index.php/primo-piano/leccezione-tedesca-nel-collocamento-dei-titoli-di-stato/#.U5HqivmKWm4) il gioco è il seguente. Io Buba non posso comprare nel mercato primario, solo sul secondario. Lo stato tedesco emette titoli sul mercato primario ma impongo un tasso basso e se non trovo abbastanza acquirenti la Buba acquista i titoli e li rivende sul mercato secondario dove può anch'essa comprare e quindi mantenere basso il tasso di interesse.
        • Maurizio Cocucci Rispondi
          Non si tratta di un gioco e poi è scritto chiaramente proprio nell'articolo che non viene violato alcun trattato. La Bundesbank non acquista titoli direttamente sul mercato primario, ma lo fa (se lo fa) solo sul secondario né più né meno di come fa la Bce o qualsiasi banca centrale come Banca d'Italia. Il punto è (come conclude l'articolo): perché non lo fanno anche altri (mi riferisco all'acquisto di titoli collocati in prima battuta sul secondario perché invenduti nell'asta sul primario)? Che poi i tedeschi si oppongano (o si siano opposti) all'acquisto di titoli sul secondario da parte della Bce mi dice poco, visto che sul piano formale contano quanto gli altri, anzi un po' meno visto che il presidente della Banca Centrale Italiana è italiano e più volte il rappresentante tedesco si è visto quale unico oppositore alle decisioni prese in sede di Consiglio Direttivo. Si veda la vicenda del consigliere Jürgen Stark ad esempio oltre alle molte diatribe tra Mario Draghi e Jens Weidmann.
          • Piero
            Un conto è l'acquisto della Buba dei titoli tedeschi sul secondario, il fatto non fa gridare allo scandalo per due ragioni, sono i più forti e possono fare ciò che vogliono, sono i titoli a più basso rendimento e quindi non sono rischiosi, l'atto conto è l'acquisto da parte della Banca d'Italia dei titoli statali sul secondario, avremmo le prime pagine di tutti i giornali, con questi titoli "l'Italia in default viene salvata dalla sua Banca centrale in violazione al trattato". La Germania è il paese più scorretto d'Europa, non è possibile costruire un'area valutaria con paesi che hanno questi comportamenti, o escono loro dall'area valutaria o usciamo noi, oppure in alternativa si attua l'integrazione fiscale/ politica, che loro non vorranno mai, non hanno garanzia di potere governare in Europa con il voto democratico, un voto per ogni persona.
          • Piero
            Nessuno ne parla di questa scorrettezza tedesca, finalizzata a tenere il titolo tedesco al tasso più basso di Europa, in tale modo i mercati ritengono la Germania il paese più solido, ciò non è vero se la Germania non avesse avuto l'ingente surplus nei rapporti tra i paesi euro, oggi sarebbe stata peggio della Grecia.
        • Maurizio Cocucci Rispondi
          Errata corrige: il presidente della Banca Centrale Europea è italiano.
      • Piero Rispondi
        Marcello penso voglia dire un'altra cosa, la Buba non paga i titoli, ma li parcheggia in conto vendita, la sua azione di collocamento non fa scendere il valore del titolo, con la Buba che regola il mercato si falsano i valori, invece oggi in Italia non vi è la banca d'Italia che fa da cuscinetto. Di ciò non mi meraviglio, i tedeschi negli anno sono state le istituzioni più scorrette in Europa, basta pensare che sono stati primi a sforare sia il deficit che il surplus; in presenza di un surplus oltre il tollerato del trattato non hanno voluto prendere misure espansive interne per fare rientrare il loro surplus e fare da locomotiva all'economia europea, avrebbero fatto alla fine i loro interessi, avrebbero salvaguardato per i loro prodotti i mercati dei paesi meridionali, invece la loro miopia li hanno indotti a stritolare i paesi meridionali che oggi porranno delle barriere ideologiche all'importazione dei loro prodotti, saranno costretti se sono bravi a vendere i loro prodotti solo ai cinesi.