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  1. Massimo Matteoli Rispondi
    Ma l'autore lo sa che le imprese versano l'Iva incassata dopo aver detratto quella pagata e chi ha la disgrazia di finire a credito non sa mai quando potrà riaverla indietro dallo Stato?
    • Giorgio A. Rispondi
      Concordo pienamente. Inoltre l'autore afferma che parte dell'Iva non è poi versata allo Stato perché l'azienda nel frattempo fallisce: vorrebbe quindi, implicitamente, porre il credito Iva dello Stato come privilegiato rispetto agli altri?
    • Giorgio A. Rispondi
      Concordo pienamente. Inoltre l'autore afferma che parte dell'Iva non è poi versata allo Stato perché l'azienda nel frattempo fallisce: vorrebbe quindi, implicitamente, porre il credito Iva dello Stato come privilegiato rispetto agli altri?
  2. Massimiliano R. Rispondi
    Trovo interessante la proposta, ma penso che genererebbe notevoli problemi di liquidità alle imprese: a fronte di spese con aggravio di IVA per l'acquisto dei fattori produttivi o delle merci, riceverebbero, per i servizi o beni forniti alla P.A., corrispettivi direttamente decurtati della quota IVA. Benché si tratti di risorse destinate a terminare nelle casse dello Stato, resta il fatto che, nell'immediato, le imprese si troverebbero con meno liquidità a disposizione ...
  3. DDPP Rispondi
    Non capisco bene. Cerco di riepilogare quello che normalmente succede. Il Fornitore della PA si impegna a consegnare un prodotto in cambio di un corrispettivo. Per produrre questo bene ha acquistato beni e servizi da suoi fornitori (automezzi, materie prime, servizi informatici, servizi generici, servizi ai suoi dipendenti, servizi di consulenza, ecc). Sul coacervo dei beni e servizi ricevuti ha pagato l’IVA. Al termine del suo lavoro, consegna il manufatto o il servizio alla P.A. emette la fattura e, se ha fortuna, l’ente pubblico provvede a liquidargli la somma convenuta. Con l’importo al netto dell’IVA provvede a pagare i dipendenti, i fornitori, l’erario ( se avanza qualcosa se lo mette in tasca, con l’IVA ricevuta provvede a ripianare quella anticipata ai propri fornitori: se dal conguaglio ne avanza la versa all’erario con l’F24. Mi sembra di capire che lei propone che la P.A. si impossessi dell’IVA lasciando al contribuente (onesto o disonesto lo si vedrà forse a posteriori) dando al fornitore di beni un gentile credito di imposta da portare a conguaglio in futuro. Ho capito bene?
  4. Sergio Brenna Rispondi
    Ma non sarebbe più semplice ancora esentare le Pa dal pagamento dell'Iva?
    • Giorgio Serafini Rispondi
      In questo modo i fornitori pagherebbero l'Iva non sul valore aggiunto, ma sull'imponibile.