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  1. Bernardo Rispondi
    Siamo in Italia, e questo è un fatto. Ma ci mancherebbe che non si creda più in alcuna opportunità di sviluppo. E le app lo sono, basterebbe guardare le centinai di siti nati per coadiuvarne la creazione sul piano "tecnico". E le idee non mancano. Vorrei ricordare il successo strepitoso di una app gratuita, il gioco 2048, che sta spopolando, creato dal diciannovenne italiano Gabriele Cirulli, messo in rete il 23 marzo, che conta già 75 milioni di partite giocate. Un successo dell'idea ma anche un successo economico, ed è un'app gratuita. E dietro, di capitale investito, ce n'era evidentemente poco. Ma lo scetticismo impera; penso faccia bene il giovanissimo sviluppatore a tenersi alla larga dalle interviste e dalla pubblicità creata attorno al suo nome. Ci vuole, oltre all'iniziativa, maggiore fiducia.
  2. Enrico Rispondi
    Fare servizi innovativi in Italia? impossibile, perchè le vere innovazioni sovvertono l'ordine costituito e questo, in Italia, non è possibile. Uber insegna....
    • rob Rispondi
      Insegnano Uber, Carige, Expo, etc. Non si vuol fare polemica da bar dello sport ma il concetto di capitali investiti per fare impresa non appartiene al dna di questo Paese. Il mattone, i terreni, i notai, i farmacisti, i tassisti, il mercato delle licenze, le corporazioni medioevali: questo è il nostro dna. La cultura non si cambia con la bacchetta magica. Come le App possono generare economia nuova solo se dietro o a fianco ci sono piani industriali. Un gioco su un telefonino non basta per creare economia sociale, crea più una economia di finanza. Attenzione che esistono ancora la chimica, l'elettronica e le auto, dove noi siamo letteralmente scomparsi ma dove qualcun altro sta diventando leader mondiale.
      • Spartaco Rispondi
        Amico rob -ossessionato dalle "corporazioni"- ti informo che le licenze taxi esistono anche negli USA ;in primis a New York capitale mondiale del capitalismo liberale..
        • rob Rispondi
          Non sono ossessionato dalle corporazioni, tutt'altro. Preferisco più un tassista romano che un assonato (disperato) tassista vietnamita parigino. Però corporazioni o no chi fa impresa ha il dovere per primo di innovare e offrire il massimo del servizio questo dovrebbe essere nella mentalità di chi fa impresa. Un servizio migliore di Uber i tassisti l'avrebbero potuto escogitare invece si sono trastullati dietro la "sicurezza" della corporazione. Ma il mondo va avanti in meglio o in peggio non lo so.