Già dal 2012 aumenta l’Irpef per i contribuenti con reddito superiore a 15mila euro e che dichiarano oneri deducibili o detraibili: si introduce una franchigia di 250 euro per molti oneri deducibili e detraibili, compresa la spesa sanitaria, e si fissa un tetto di 3mila euro all’ammontare complessivo delle spese detraibili (in questo caso con l’esclusione delle spese sanitarie). L’aumento di gettito derivante da questo intervento sulle agevolazioni Irpef vale a regime 1,4 miliardi (1,2 secondo la relazione tecnica del dipartimento delle Finanze). Dal 2013 si applica la riduzione delle prime due aliquote marginali Irpef che passano dal 23 al 22 per cento e dal 27 al 26 per cento: in questo caso la perdita di gettito è pari a 5,8 miliardi. A partire da luglio 2013, infine, ci sarà l’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva, che passa dall’attuale 21 al 22 per cento e dell’aliquota intermedia, che cresce dal 10 all’11 per cento. Il maggior gettito è pari a 6,5 miliardi a regime, di cui, secondo le nostre elaborazioni, 3,6 a carico delle famiglie. Nel 2014 dunque il tax shift da Irpef a Iva troverà piena applicazione. Nel comparto delle famiglie si dovrebbe dunque avere una riduzione di gettito di circa un miliardo.

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