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  1. Francesco Neroazzurro Rispondi
    Non ci sarà nessuna ripresa finché le parole d'ordine saranno austerità e precarietà; in recessione ci vogliono politiche espansive, il resto è aria fritta.
  2. Piero Rispondi
    Nel 2014 si avrà una ulteriore diminuzione del Pil, i conteggi fatti con l'aumento del Pil del 1 % saltano e si dovrà rivedere il bilancio statale, considerato il vincolo del pareggio si dovrà attuare una manovra aggiuntiva.
  3. Marco Tamanti Rispondi
    Bisognerebbe guardare con attenzione i dati sul pil. Per esempio uno dei fattori che ha fatto calare il pil è la flessione dei consumi di energia. Questo è solo in rapporto al calo di produzione industriale, oppure potrebbe essere rilevante il risparimio energetico? Penso al fatto che l'ultima è stata una stagione relativamente calda ed i consumi per riscaldamento sicuramente ne avranno risentito. Penso alle misure di efficientamento energetico attuati dalle imprese e dai privati nell'ultimo anno o all'attenzione nel consumare di meno in un periodo di crisi o al calo del prezzo dell'energia dovuto alla sovrabbondanza. Altro motivo del calo del pil è la flessione delle esportazioni, soprattutto verso la Russia. Può essere la guerra un motivo? Sono solo due esempi. La mia domanda è: per quanto tempo ci fermeremo ancora a parlare solo di PIL? Preso isolatamente è un indicatore che facilmente porta ad interpretazioni errate. Concludo con una provocazione. Se lo stato appaltasse ad un'impresa un lavoro di distruzione di un ponte ed anche la sua successiva ricostruzione con le medesime caratteristiche, il PIL sarebbe maggiore. Al termine dei lavori gli italiani starebbero in questo caso meglio? La risposta sembra banale. Eppure quotidianamente si leggono articoli che spiegano come un'operzione del genere possa aiutarci, nell'aumentare il PIL, creare posti di lavoro, alimentare l'indotto, ...
  4. Marco Perticone Rispondi
    Caro Stefano, io ne ho quasi 43 ed ho la identica tua memoria.
  5. Stefano Ciarlo Rispondi
    "E’ urgente che il governo passi dallo scrivere agende politiche ai fatti". Ho 27 anni e sento enunciare/vedo scrivere ovunque queste parole da quando ho memoria. Forse è giunto il momento di dire che è ora che cambino le persone che fanno politica piuttosto che continuare a sperare che improvvisamente le stesse persone che da 20 anni raccontano balle si decidano a passare dalle parole (o dalle agende) ai fatti.
  6. Enrico Rispondi
    Ottimo articolo di sintesi (dire un "headup"). Riporto per dare enfasi: - riduzione di imposta per tutti - ripresa di una spending review - attuazione delle riforme di semplificazione della burocrazia e della pubblica amministrazione.