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Il Punto

Com’era intuibile data la concentrazione di risorse pubbliche su questo progetto, Expo 2015 è diventata l’occasione per una riedizione di Tangentopoli. Una seria analisi costi-benefici avrebbe suggerito di investire diversamente i soldi di tutti. Un articolo e un e-book di approfondimento.
Si schierano contro l’euro tre liste elettorali: 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia. Diverse le strategie proposte ma uguale, per le prime due, l’uso sapiente di Twitter a colpi di slogan semplicistici. Difficili da contrastare con ragionamenti che inevitabilmente sono più complessi. Una nuova puntata di “€uro pro e contro”.
Dopo le elezioni europee, con quale sistema elettorale andremo a votare? L’Italicum è in discussione al Parlamento tra mille insidie e nulla esclude che ci ritroveremo con regole ancora diverse. Vediamo le varie possibilità alla luce dei risultati delle politiche del 2013.
Secondo Save the children, in Italia un terzo dei bambini e degli adolescenti è a rischio di povertà economica e di esclusione. Altrettanto allarmante è la povertà educativa, vale a dire la privazione della possibilità di apprendere e sviluppare capacità e aspirazioni nell’età in cui inizia a formarsi il capitale umano. Qualche ricetta per contrastare il degrado.

Una lettera di Massimo Fubini su università e ricerca tecnologica con una proposta ai rettori degli atenei
Davide Vittori commenta  l’intervento di Massimo Bordignon “Più Europa per più democrazia

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Così i social network portano l’euro in prima pagina

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Illuminiamo il futuro dei bambini *

  1. Orazio Di Martino

    I 5 Stelle non sono contro l’euro. Lega e Fratelli d’Italia si. E’ uno slogan semplicistico etichettare i grillini come anti-euro.

  2. Il problema dell’Italia, per la ripartenza, è il credito alle imprese, oggi la liquidità è la merce più rara, le banche sono piene del debito degli stati e devono fare anche gli stress test imposti dall’unione bancaria, anzi se passa la linea che il debito statale va sottoposto alla valutazione, le banche dovranno diminuire gli attivi e quindi ridurre il credito concesso. Con questa atmosfera il Pil del 2014 sarà inevitabilmente in diminuzione come quello dell’anno precedente. Faccio notare che solo la Spagna ha avuto un Pil positivo nel primo trimestre del 2014, ricordiamoci che ha ricevuto 50 miliardi di liquidità senza condizioni nel 2013, l’economia e ripartita e oggi ha avuto un segnale positivo del Pil. Già ho scritto più volte sulle misure che devono essere prese, a livello europeo Draghi deve cambiare la linea della politica monetaria (acquisto di debito statale sul secondario, pro-quota per tutti i paesi euro, per almeno 5000 miliardi da effettuare in 10 anni, 500 miliardi all’anno) a livello interno Renzi deve fare pressione sulla Merkel per fare cambiare la politica monetaria minacciando l’uscita dall’euro e a livello interno deve fare immediatamente un decreto legge per garantire le imprese italiane tramite il fondo di garanzia per almeno 100 miliardi, devono essere garanzie automatiche date alle imprese che si obbligano al mantenimento dell’occupazione per almeno tre anni.
    Le riforme, sono solo delle scuse per non prendere tali provvedimenti, la diminuzione delle imposte accompagnata dalla diminuzione delle spese non comporta nessun vantaggio sul Pil, sarà una questione di redistribuzione sociale della ricchezza, ma il dato macro non cambia, è quindi inutile sbandierare gli effetti positivi sul Pil di tale manovra, anzi il giornale deve rispondere in tono deciso alle affermazioni fatte sia da Renzi che da Padoan sul punto. Non vedo altre vie d’uscita per la nostra povera italia governata da incompetenti o dai servi della Merkel.

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