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  1. Alessandro Rispondi
    La sua analisi è ineccepibile Prof. Ma se fosse un riallineamento per restituire un vantaggio competitivo di cui tutta la finanza ha goduto per anni (e decenni) con tassazioni ridicole rispetto alla tassazione sul reddito da lavoro? Non mi risponda dicendo; "anche le banche hanno subito la crisi" . Perché io guardando MPS vedo che il suo AD prende cifre a 6 zeri e un'impresa in difficoltà posticiperebbe bonus e stipendi alti con stock option non certo riducendo in quel modo la liquidità! A cosa serve la politica se non proprio a distribuire i redditi di chi per lungo tempo ha approfittato della propria posizione oppure torniamo a parlare delle LTRO con acquisto di titoli al 4% ed incasso a rischio zero del 2-3%?
  2. CR Rispondi
    Come si suol dire: tasse, tasse, tasse, sempre tasse, prima sulle plusvalenze maturate ma non realizzate sulla rivalutazione delle quote della Banca e poi a fianco un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%. Quest'ultima tassa segue la Tobin tax sulle transazioni finanziare e la patrimoniale, veramente popolare, su tutti i depositi titoli. Altro che Cottarelli: qui si hanno solamente tasse e di tagli neanche l'ombra. Anzi...
  3. alias Rispondi
    Auguriamoci, sperando di aver torto marcio, che: 1) le banche, così malamente tosate, prima o poi riusciranno a vendersi l'oro a riserva di Banca d'Italia; 2) naturalmente, dopo che i dieci milioni dei "beneficiati di maggio" (guarda caso, tanti da garantirgli una solida maggioranza) si convinceranno a donar le fedi d'oro al nostro Premier, egli le rigirerà, svelto, alla patria. I precedenti non mancano.
  4. Ettore Rispondi
    La sua analisi è ineccepibile: si tratta di una tassa retroattiva selettiva (colpisce solo banche,assicurazioni, insomma i tanto odiati intermediari finanziari) di natura patrimoniale, infatti basta moltiplicare 7,5 miliardi (il valore delle quote) x 26% = 1,95 miliardi di gettito! Si tratta sicuramente di una forzatura e questa è stata fatta per evitare, prima delle elezioni, di fare i tagli di Cottarelli più dolorosi ed impopolari. Questi probabilmente arriveranno dopo, stia tranquillo, per far quadrare i conti! Comunque sorgono spontanee, a mio avviso, alcune considerazioni politiche. Nella vulgata corrente, abilmente alimentata da partiti populisti come i 5 stelle, stante l'ignoranza finanziaria media degli italiani, le banche sono brutte, sporche e cattive per definizione quindi una "tassa" sulle banche, pur se ingiusta, è molto popolare. Ecco perché Renzi le ha tassate: anche lui è un po' populista; risponde al populismo dilagante con un populismo di segno contrario! Purtroppo le elezioni si vincono anche in questo modo: gli italiani premiano i populisti, infatti x vent'anni hanno votato per Berlusconi; il Movimento 5 Stelle, il partito più populista che ci sia mai stato in Italia, ha preso al primo colpo il 25% dei consensi ed è in crescita anche ora! Bersani e Prodi erano leader non populisti e non hanno mai sfondato presso l'elettorato! Poi siamo in campagna elettorale, ognuno si arrangia come può: i partiti di governo con i provvedimenti che appoggiano, le opposizioni con le loro controproposte. Sarebbe interessante una sua dettagliata analisi sui tre cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle: il reddito di cittadinanza a tutti (costo stimato da alcuni economisti circa 30 miliardi di €, finanziato con il taglio dei famosi F35, che sono una tantum, e non si capisce con che altro!), referendum pro e contro euro (se vincesse il no, cosa succederebbe il giorno dopo in Italia? Leggere l'interessante articolo del Prof. Esposito) e abolizione dell'odiata Equitalia, simbolo dell'oppressione fiscale dello Stato Leviatano!
  5. Piero Rispondi
    Difendere le banche oggi è anacronistico, però vanno difese, per le Pmi sono sono il principale partner, dobbiamo recuperare questo rapporto, certo che mettere imposte su una plusvalenza solo maturata è scandaloso, andava trovata una copertura per una manovra elettorale, è toccato alle banche. Adesso il governo deve fare il vero provvedimento che risolve il problema del credit crunch, rapporto banche imprese, il governo deve scendere in campo con la propria garanzia, tramite il fondo di garanzia deve garantire il credito che le banche danno alle imprese, la manovra può essere fatta senza accantonamenti sul bilancio, deve essere una manovra di almeno 100 miliardi.
  6. Ettore Rispondi
    Il Prof. Boeri, che leggo da anni, è un attentissimo analista dei provvedimenti economico-finanziari dei governi: quasi nulla sfugge al suo attento e competente esame. Non sta risparmiando nulla a Renzi (i grillini e le opposizioni di Renzi possono benissimo utilizzare i suoi articoli per controbattere in tv ed in Parlamento i provvedimenti del governo), così come nulla ha risparmiato a Prodi/Visco, Monti e Letta. Ricordo che neanche a Tremonti non risparmiò nulla, bocciò praticamente tutto quello che fece da ministro dell'Economia; una volta, a Ballarò c'era Tremonti in studio, appena spuntò il prof.Boeri in collegamento esterno, Tremonti si spaventò, ben conoscendo il suo rigore analitico e la sicura bocciatura dei propri provvedimenti che ne sarebbe derivata. Lo definirei: Il Marco Travaglio dell'economia! Ossia,come Travaglio, ha un rigoroso ed intransigente metodo valutativo x cui qualunque provvedimento economico adottato da qualunque governo non va bene per qualche motivo. Tutto bene, perché motiva tutto in maniera analitica, inappuntabile e rigorosa. Ho però un dubbio di tipo logico: possibile che tutti i ministri dell'economia e presidenti del consiglio degli ultimi governi non ne abbiano azzeccata una e siano tutti incapaci ed incompetenti?