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  1. Asterix Rispondi
    Ottimo articolo ma il rischio della Fennie e Freddie "de noartri" esiste su un altro capitolo. I famosi mini Bond che possono emettere le PMI , per i quali è previsto un ridotto prospetto informativo per l'investitore sui rischi di investire in tali obbligazioni. Il bilancio certificato degli ultimi 2 anni per le società che emettono mini bond non può essere assimilato al controllo costante da parte delle società di revisione che si applica per le società quotate in Borsa che finora emettevano prestiti obbligazionari sul mercato. E' vero che per ora questi minibond possono essere acquistati solo da soggetti istituzionali e non da privati cittadini, ma per quanto durerà questo vincolo? e come posso sapere se i fondi assegnati in gestione ai fondi di investimento bancario o ai fondi pensione non siano investiti in minibond (i minibond hanno redditività più elevata dei normali PO). Il rischio di creare con i mini bond nuovi titoli spazzatura che le banche potranno rifilare ai clienti è elevatissimo e viene sottovalutato? si dice che favoriranno il credito alla PMI. Cioè le stesse banche che non concedono credito alla PMI per non assumersi rischi correranno a comprare i mini bond? e se lo fanno per quale ragione ed a chi li rivenderanno secondo voi ? Non vi ricorda un film già visto?
    • marcello Rispondi
      I mini bond, per i quali si sono dichiararti disponibili due dozzine di fondi dedicati, potrebbero funzionare in modo egregio visto che in una prima fase è previsto un fondo dei fondi che dovrebbe operare con due fondi distinti uno su aziende da tempo sul mercato, l'altro su startup e tecnologiche di recente costituzione, in genere non in attivo nei primi anni. Inoltre in questa prima fase potrebbero, ma in realtà sta già accadendo, intervenire soggetti come SAGE (con Cred. Agr.) e CdP. Il problema è la garanzia, ma vista la fine dei confidi e l'impossibilità di finanziare le imprese con cambiali che seppur con un costo minre dei minibond richiedono garanzie elevatissime, il problema può essere nel 2014 affrontato egregiamente con sistemi di valutazione e di selezione talmete accurati da far impallidire le poco trasparenti valutazioni dei S&P e soci. O forse si dimentica che i rating sui subprime li facevano S&P e companY, qual è il problema?
      • Asterix Rispondi
        Tradotto li finanziamo con le risorse dei pensionati depositati nella CdP (chiamiamole le cose come stanno) e con SACE (immagino intendevi) cioè sempre con soldi pubblici per finanziare le PMI. Perché giustamente alle banche di tornare alla vecchia politica di prestare soldi alle imprese non va proprio, anche se ricevono soldi a basso costo dalla BCE per fare quello mentre se i soldi li mette lo Stato va bene?
  2. asppi Rispondi
    molto interessante
  3. DAVIDE Rispondi
    La CdP per sua natura e statuto deve investire esclusivamente in attività a basso rischio.Titoli finanziari del tipo "subprime" sono incompatibili con l'attività del fondo sovrano nazionale.
  4. Massimo Gandini Rispondi
    L'unico evento propizio a fare ripartire il mercato immobiliare in Italia è una vigorosa diminuzione dei prezzi delle abitazioni che sono del tutto sfasati con quelli che sono i reali redditi delle famiglie. I prezzi sono troppo alti, devono scendere ancora e non di poco. Fino a quando non si realizzerà questo fatto tutte le altre considerazioni sono a mio avviso inutili.
  5. marcello Rispondi
    Come sempre si possono guardare le cose da diversi punti di vista. Nella crisi dei mutui ovviamente le Big Four non hanno responsabilità, così come le società di rating o le compagnie di assicurazioni. Il rapporto bipartsan del Senato lo cestiniamo perché dice che c'è stato un gigantesco trust che ha distrutto il mercato. Poi degli Otc non parliamo e della loro concentrazione oltre il 92% in 4 banche sottocapitalizzate non diciamo nulla tanto sono "too big to fail" e chi paga in questo caso? Ma la colpa è sempre dei democratici, a prescindere come sulla Volke rule, sul salario minimo, sulla riforma sanitaria, etc. Meno male che ci sono i repubblicani e la famiglia Bush, loro sì che di mercati se ne intendono.
    • Asterix Rispondi
      Marcello concordo con te che le società di rating hanno grandi responsabilità della crisi, però una parte della colpa è anche le politiche democratiche di favorire i prestiti alla parte della popolazione più povera senza regole. Sul tema ti segnalo il documentario indipendente "inside job" ed il libro scritto dall'attuale direttore della banca centrale indiana Raghuram Rajan "Terremoti finanziari" che tra le altre cause della crisi segnalava proprio la politica dei Democratici unita alla politica di deregularion dei Repubblicani.
      • marcello Rispondi
        Sulla crisi dei subprime vale per me quello che ha scritto un famoso economista: è come nel film di Kurosawa Rashomon: ognuno ha la sua versione Comunque sul perché dei mutui e dei bassi tassi a me piace molto la spiegazione di Greenspan in the map and the territory. La crociata contro i democratici proprio non la capisco e comunque meglio la Obamacare (il salario minimo a 10.10 etc.) che le politiche dei Bush.