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  1. cigno che sbadiglia Rispondi
    Creare un reddito minimo garantito idividuale, universale, privo di requisiti prostrativi (senza cioe' obbligo a corsi di formazione utili solo ai docenti, o accettare lavori "x") ha almeno 2 controindicazioni, molto diverse tra loro: 1: favorire la crescita demografica esponenziale (se manca un controllo demografico che impedisca di riprodursi eccessivamente oltre il rapporto 1:1 a chi - sostanzialmente - incapace di mantenere già solo sè stesso) 2: privare di manodopera a basso costo, e ricattabile, gli incapaci che si attribuiscono poi il merito dei lavori eseguiti da altri in nero. questi i motivi per cui l'italia, fortemente condizionata da un cattolicesimo contrario al controllo demografico e in balia di caporali del lavoro in ogni dove, "fatica" ad introdurre il reddito minimo garantito. il punto 1 è inerente anche al sistema scolastico, e piu' in generale al sistema dell'infanzia: bloccare la proliferazione ad libidum toglierebbe materia prima a chi ogni anno ha bisogno che tot bambini siano pretesto per mille spese che diventano sua fonte di arricchimento. il punto 2 è inerente anche al sistema del doppio lavoro di molti dipendenti pubblici, che sarebbero i primi a risentire di una reale politica di lotta al nero, nero che facilmente emergerebbe se le persone potessero liberamente scegliere tra lavorare in nero o avere anche solo 500 euro al mese di diritto inalienabile, con cui versimilmente organizzarsi senza l'angoscia dei soldi finiti, per trovare un lavoro civile e riconosciuto, consono alle proprie capacità e volontà. Quindi, per realizzare il reddito minimo garantito in Italia, bisogna prevedere un sistema di condoni tombali in mataria di "lavoro in nero" per almeno gli ultimi 20 anni (da quando cioe' stando in europa avremmo dovuto istituire il reddito minimo, e anche da quando abbiamo cioè subito la concorrenza di paesi in cui invece il reddito minimo c'era, con i benefici che ben sappiamo - per loro), altrimenti troppe persone "insospettabili", le stesse che hanno il potere di impedire ogni volta che il reddito minimo garantito venga istituito in italia, finirebbero nei guai. "..e l'italia è questa qua!"
  2. plapla60 Rispondi
    L'articolo è molto bello e mette il dito nella piaga della povertà assoluta a cui occorrerebbe porre rimedio immediatamente. Nel frattempo un governo civile dovrebbe estendere a tutti i tipi di reddito, da lavoro dipendente, autonomo, immobiliare e mobiliare, la franchigia degli 8 mila euro, tanto per rispettare la Costituzione, senza dividere i cittadini in odiose categorie. Si potrebbe obiettare .Ma gli autonomi evadono e quindi la franchigia è minore .,il reddito da affitto immobile ha meno dignità ,è una rendita. Ebbene occorre prima fare Leggi giuste e poi pretenderne il rispetto.E se tassando la proprietà immobiliare come è stato fatto con l'IMU una persona con solo quel reddito scivola nella incapienza reddituale, cosa fa? Si mangia la moralità dei parrucconi con pensioni da 30mila euro al mese? O fa come alcuni artigiani del nord est che per non pagare su un capannone sfitto cifre assurde e evitare di farsi pignorare la casa da equitalia, hanno distrutto il tetto? E poi ci lamentiamo che il veneto vuole l'indipendenza! Povero paese, si prevedono tempi bui .
  3. StormBringer Rispondi
    Questi famosi 10 miliardi potevano essere impiegati per riordinare complessivamente gli ammortizzatori sociali trasformandoli da "particolari" in universali risolvendo in parte i problemi elencati nell'articolo. Non non una voce contraria, non un dissenso. Eppure una riforma radicale ce la chiedono da anni l'Europa, l'Osce, l'Fmi. La manovra degli 80 euro non credo dia sollievo all'economia Italiana anche perché dare pochi soldi a chi ha già da che vivere non è come risolvere la vita a chi non ha niente. C'è da chiedersi perché in paesi più civili e meno cattolici del nostro esiste una copertura universale, poca o tanta che sia, al disagio. Basta con gli spot elettorali!
  4. piertoussaint Rispondi
    Massima attenzione: il problema sta nel rischio di considerare la questione dal punto di vista assistenzialistico, per il quale essa non è risolvibile. Si può risolvere, invece, con gli strumenti della sussidiarietà e della partecipazione. Faccio una critica sintetica al Jobs Act renziano, qui: http://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/12/24/il-job-act-di-renzi-il-qui-pro-quo-della-partecipazione/
  5. Roby65 Rispondi
    Quindi un disoccupato che ha perso il lavoro ad esempio 2 o 3 anni fa, che ha esaurito l'indennità di disoccupazione senza però riuscire più a trovare un altro lavoro, pertanto attualmente a zero reddito, ma con un po' di patrimonio pluritassato in banca derivante dall'ex lavoro dipendente, rimane fregato perché non ha reddito ma non è povero in canna, non riesce a ritrovare un impiego né ha politiche attive di sorta.
    • StormBringer Rispondi
      C'è gente nella stessa situazione con più di 30 anni di contributi ultra 55 enni che ha perso il lavoro a fine 2012, non ha esaurito la cassa integrazione ne la disoccupazione perché non l'ha mai avuta! Si sopravvive in apnea con i pochi risparmi messi da parte e che adesso vengono tassati al 26%.