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  1. Gertsen Rispondi
    L’articolo esamina in modo superficiale le implicazioni politiche della fornitura energetica. La strategia russa non è - e non è mai stata - quella del ricatto (se non fate come dico io, chiuderò i rubinetti), ma quella dell’insostituibilità, che infatti si esprime nella preferenza per la forma giuridica del contratto take or pay. Il potere acquisito consiste in un rapporto di interesse reciproco non sostituibile (o revocabile con costi elevati) con un segmento influente della classe dirigente locale, nel nostro caso ENI. Il condizionamento politico si manifesta ben prima di giungere allo stadio di una crisi internazionale conclamata, con le minacce di sanzioni, contro-sanzioni e relativo dibattito pubblico. E’ lo stesso soggetto locale a condizionare preventivamente la politica estera in modo da evitare la formazione un indirizzo sfavorevole alla Russia. Questo modello è dichiarato apertamente dagli analisti russi ed è stato adottato da tempo non solo in Italia, ma nei confronti di molti paesi europei, tra l’altro con Naftogaz in Ucraina. Per cui i dati qui riassunti sono effettivamente gravi e dovrebbero ispirare una riflessione seria.