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  1. alberto Rispondi
    Giustissimo quello che dici ma il tuo discorso vale per un paese che comunque fornisce dei buoni servizi. Qui non si tratta di scegliere tra avere x dallo stato o dal privato, si tratta di avere x dal privato o "niente". Nel senso che il settore pubblico italiano è un buco nero dove i soldi entrano ma da cui è difficile che tornino indietro. Cercando di guardare ad un immediato futuro senza sperare in colossali riforme della pubblica amministrazione, un po' di sano liberismo sicuramente garantirebbe una maggior qualità dei servizi.
  2. Marco Gioanola Rispondi
    Alcune riflessioni che mi sorgono dopo aver letto l'articolo. 1) Francamente non capisco perché sia "spaventoso" e tantomeno cosa ci sia di sorprendente nel fatto che la Cina ci stia raggiungendo in questa classifica di "libertà economica". 2) Poi non sono nemmeno tanto sicuro che tutta questa "libertà", soprattutto quando fa rima con "liberalismo", sia cosa buona e desiderabile, punto sul quale anche l'autore dell'articolo non mi sembra convintissimo. 3) Ci si potrebbe anche sbizzarrire nell'esaminare se, dato l'attuale sistema elettorale, l'Italia sia realmente una "democrazia" e se sì, quanto. Ma qui andremmo off topic. 4) Credo che l'articolo usi la scusa sbagliata ("la Cina ci sta raggiungendo!") per sollevare i due punti veramente spinosi: la presenza e il peso del governo nell'attività economica, e la decrescita della nostra economia. Penso che entrambi i punti vadano affrontati senza pregiudizi: l'intervento statale nell'economia di mercato non è il male assoluto, anzi. Una classe politica truffaldina e/o incompetente, invece, è un grave problema. Similmente riguardo il "declino": premesso che è indubbio che la dimensione e l'influenza dell'economia italiana si riduce sempre di più se confrontata col mercato globale, non è detto che le misurazioni a base di PIL siano da prendere per forza di cose come oro colato, e che le ricette per promuovere la "crescita" che vanno per la maggiore (liberalizzazioni, privatizzazioni, deregolamentazione, eccetera) siano la cura giusta al problema giusto.
  3. Luigi Calabrone Rispondi
    L'Italia, dove è noto che il 50% del PIL è da attribuirsi al settore pubblico (era del 20% 30% negli anni '20-30 del secolo scorso), è l'ultimo dei paesi del "socialismo reale" - quello che è tramontato nell'Est europeo e che rimane ancora a Cuba e nel Nord Vietnam. L'economia in Italia ristagna - come ristagnava al tempo di Breshnev, di Andropov e del primo Gorbaciov; tranne che lì, almeno, il "socialismo reale" è caduto. Dal dopoguerra in poi si è formata/cementata in Italia una mostruosa alleanza, che tende alla conservazione dello status quo, tra il ceto politico/corporativo/ burocratico, formato da milioni di dipendenti statali, dai sindacati e dall'alta/media/bassa burocrazia, che finora nessun debole governo (vedi, ultimamente, Berlusconi, Monti, Letta) è riuscito a far cadere. Tale alleanza assorbe tutte le risorse del paese e impedisce di muovere paglia. Non c'è che da augurare a Renzi (nell'interesse degli italiani che non fanno parte dell'alleanza) di tagliare tutti questi nodi gordiani. Anche un numero notevole di italiani, alcuni in buona, molti in mala fede, accusano il termometro (l'euro) di avere causato la febbre Se Renzi non riuscirà a demolire almeno alcuni dei molteplici vincoli che legano il sistema, (purtroppo è assai probabile), continuerà il declino del nostro sciagurato paese.
    • Enrico Rispondi
      Concordo. Nell'indice andrebbe anche pesata esplicitamente la componente "Burocrazia", che in Italia è enormemente sviluppata e soffoca di fatto iniziative di qualsiasi genere. Ottemperare a tutte le necessità burocratiche diventa quasi un lavoro (oltre a quello vero che permette di vivere). Il governo attuale, se vuole veramente riformare il Paese, deve avere la forza ed il coraggio di scelte ampiamente impopolari in tempi ragionevoli (il blocco del turnover perché sia efficace deve svolgersi nell'arco di anni) e senza regali (prepensionamenti). Sostengo questo perché Il sistema mi sembra ampiamente fuori controllo, almeno in base alla mia esperienza personale; una su tutte: parlano di semplificazione e poi per il 730 di quest'anno vengono richieste le fotocopie di tutti, ma proprio tutti i documenti che si presentano, Cud compresi. Cartacei!