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  1. Piero Rispondi
    Anche la speranza che Renzi potesse fare cambiare la politica monetaria della Merkel, dopo l'incontro di ieri sera, è morta: si dovrà quindi lavorare solo su una politica interna. Però se lo stato vuole agire con una politica interna espansiva sul credito, deve garantire tramite il Mediocredito centrale i fidi alle imprese: dev'essere un'azione per un plafond di almeno 150 miliardi, di ciò ha bisogno il tessuto economico italiano. Altrimenti è inutile qualsiasi riforma sia sul lavoro, che non ci sarà più, sia sulle tasse. Renzi cerca di fare passare il messaggio che il sacrificio non è per l'Europa, ma per i nostri figli: non ha capito ancora la vera situazione dell'imprese in Italia, forse prima di andare nelle scuole avrebbe dovuto fare un tour fra tutte le imprese italiane. Lì avrebbe sentito un solo coro: "le banche non concedono più credito" e da questo non sarebbe stato difficile comprendere la soluzione.
  2. Piero Rispondi
    Il vero problema è il credito alle imprese: oggi le imprese chiudono per mancanza di soldi non perché ci sono troppe tasse o non trovano i lavoratori. Stiamo affrontando le priorità dal lato sbagliato: il settore economico ha bisogno di oltre 150 miliardi di liquidità, naturale che vadano fatte tutte le altre riforme ma se non immettiamo liquidità nel sistema è inutile parlare di riforme che naturalmente sono tutte condivise. L'aumento della liquidità per le imprese può arrivare da una politica monetaria della Bce più espansiva (vediamo cosa porta a casa Renzi dal colloquio con la Merkel) oppure da un coraggio che deve avere il governo, garantendo le imprese per l'accesso al credito presso le banche, come in fin dei conti ha fatto per le banche nei prestiti ricevuti dalle stesse dalla Bce (Ltro). Non vi è altra soluzione, tutto quello che si sta facendo è giusto ma non è sufficiente per la soluzione del problema e se non vi è la soluzione vi è la morte del tessuto economico italiano.