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Da un disoccupato delle Coop

Mi chiamo  Marco Vincenzi e da lunedì 1° agosto 2011, come tanti altri cittadini italiani, sono in mobilità. Sono iscritto alle liste di disoccupazione del Centro per l’Impiego di Bologna, città nella quale abito. Ho quasi 47 anni e purtroppo non sono riuscito, dopo varie peripezie, a trovare un posto di lavoro adeguato alle mie possibilità.
Ho appreso in questi giorni, stando alla lettura dei giornali, che il capo del nuovo esecutivo Matteo Renzi varerà un nuovo provvedimento che si chiamerà “Jobs Act”. All’interno di  questo provvedimento porrà l’accento, come lo ha posto più volte a parole prima di diventare Presidente del Consiglio dei Ministri, sul cosiddetto sussidio universale di disoccupazione, in modo però non molto chiaro. O almeno, questa è la mia opinione. Vedremo nei fatti cosa farà questo esecutivo sorto da poco nei suoi obiettivi programmatici per fare uscire il nostro Paese da una crisi peggiore di quella dell’ottobre 1929. Rivolgo a voi, come pure indirettamente al Presidente del Consiglio Renzi, un interrogativo abbastanza inquietante ma legittimo: il sussidio universale di disoccupazione toccherà anche quei disoccupati come me licenziati da aziende o da cooperative che non hanno versato contributi ai fini della pensione? Le dico questo perché io ho prestato servizio per conto di una cooperativa nell’Università di Bologna in qualità di operaio generico di 5° e di 6° livello con contratto a tempo indeterminato senza contributi e senza ferie pagate dal 6 novembre 2001 al 22 luglio 2011, giorno in cui sono stato licenziato perché la cooperativa ha perso l’appalto. Ma il mio iter non è stato molto regolare: questo contratto a tempo indeterminato con la cooperativa in cui ho prestato servizio è fasullo. Desidero sapere, sia come disoccupato sia come elettore deluso, se le promesse di Renzi verranno mantenute fino in fondo. Sul sussidio generale (o universale) di disoccupazione, resto in attesa di ulteriori chiarimenti.
Marco Vincenzi

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  1. michele

    Un consiglio personale: lasci perdere centri per l’impiego. Piuttosto agenzie interinali, infojobs, monster e curriculum porta a porta nelle aziende.

  2. Enrico

    L’hanno sfruttata per bene e poi l’hanno gettata via.
    E questo potrebbe capitare ad ognuno di noi.
    47 anni? Una ricetta da deluso e amareggiato sarebbe: se è sposato faccia un divorzio (di facciata) e otterrà dei benefici in termini fiscali, poi lavori solo in nero mettendo il più possibile da parte e a 65 anni si prenderà la pensione sociale (tanto anche versando tutto non prenderebbe molto di più).

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