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  1. Piero Rispondi
    Articolo che ha centrato l'attuale situazione, alla fine da le linee per uno sviluppo dell'unione europea, purtroppo e' solo un sogno, tutti sappiamo che da quando ci fu la bocciatura della Costituzione e si ritorno al trattato di Lisbona, vi fu un passo indietro, però rimase l'unione monetaria che oggi come fu programmata già ha diviso ancora di più l'Europa, il futuro sarà quindi la rottura del l'accordo monetario, l'uscita di qualche stato dall'unione europea, prepariamoci a questo scenario, cosa deve fare l'Italia per anticipare tutto, in primis dovrà cambiare la moneta legale del paese, invece di adottare l'euro che alla fine e' una moneta estera, adottare il dollaro quale valuta legale, si riprende tutt'ad un tratto il mercato americano, che ancora è il più grande del mondo, poi non sarà più obbligata al fiscal combact, rientro del debito per 40 miliardi all'anno (dal prossimo anno dobbiamo fare questo rientro, dove prendiamo i soldi? Possibile che Renzi oggi non dice nulla su questo punto per il 2015 mancano 9 mesi, poi dove prendiamo i soldi che l'Italia di e' obbligata a conferire nel fondo salva stati?). Dovrà naturalmente procedere con le riforme e puntare subito con decreto legge alla soluzione del credit crunch delle imprese, deve mettere in campo la garanzia statale per i fidi alle imprese con la662, da gestire in modo automatico senza che debba uscire decreti ministeriali applicativi, oggi si è enfatizzata la legge Sabbatini, sarà un fallimento, le imprese non debbono investire debbono trovare il finanziamento del capitale circolante.
  2. Antonio Gasperi Rispondi
    D'accordo con l'autore, segnalo la crescente complessità delle istituzioni europee e la conseguente crescente difficoltà nell'afferrarne il funzionamento: che a maggio si elegga il presidente della commissione europea non è del tutto vero. se si guarda cosa è stato modificato dall'ultimo trattato di Lisbona, si legge che "Il Consiglio europeo deve tenere conto dei risultati al Parlamento quando designa la personalità che intende nominare quale presidente della Commissione". si tratterebbe di una sorta di cohabitation semipresidenzialistica, subordinata al potere intergovernativo del consiglio europeo, reale deus ex machina della macchina comunitaria. Dubito che i cittadini europei sappiano apprezzare tale modifica, anche se sembra andare verso il rafforzamento del circuito decisionale comunitario.