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  1. Charlie Rispondi
    Vorrei sapere gli ingenti patrimoni dei politici dove sono investiti e quanto pagano (se pagano) di tasse. I signori che si riempiono la bocca del termine 'rendite finanziarie' sono al corrente che si possono PERDERE i soldi risparmiati con il lavoro? Parmalat, Argentina, Lehman dicono qualcosa?
    • Enrico Rispondi
      Io mi accollo un rischio: se guadagno i lorsignori ne vogliono un pezzo, ma se perdo? Voglio portare in detrazione le minusvalenze, altrimenti come osano prendere le plusvalenze?
  2. Silvano Rispondi
    Un lavoratore dipendente che guadagna circa 27.000 euro annui, tassato Irpef al 23% sul primo scaglione di 15.000 euro e 27% sui restanti 12.000 euro e che risparmia una piccola somma, dopo anni di "carriera", investendola in obbligazioni o titoli di stato, verrà tassato al 26% sulla rendita finanziaria? Dove sta il livellamento delle disuguaglianze? A meno che di pari passo con l'innalzamento della tassazione delle rendite finanziarie non si abbassi la tassazione sugli scaglioni Irpef, vedo, al momento solo un aumento delle tasse per quel lavoratore.
  3. Gianfranco Rispondi
    Le rendite finanziarie come quella patrimoniale (e tutte le altre) dovrebbero solo entrare a fare parte del reddito imponibile totale e venire tassate progressivamente con l'Irpef. Punto.
    • AM Rispondi
      Inserire il patrimonio nell'imponibile di un'imposta progressiva sui redditi? Non diamo idee bizzarre ai politici che ci governano ed ai sindacalisti che li condizionano.
      • Bruno Cipolla Rispondi
        Il patrimonio non è un reddito. Il patrimonio può dare reddito. Il reddito finanziario può essere inserito nel reddito totale.
        • AM Rispondi
          Certo, il reddito finanziario potrebbe giustamente essere inserito nel reddito Irpef e tassato con aliquote progressive, ma dovrebbe essere un reddito al netto delle perdite subite negli investimenti finanziari e dei costi caricati sul cliente dalle banche e da altri intermediari finanziari dediti alla raccolta e alla gestione del risparmio. Alcuni economisti sostengono che si dovrebbe tener conto anche del tasso di inflazione.
  4. Roberto Rispondi
    C'è una profonda ipocrisia nel termine rendite finanziarie che corrisponde alla ancor più profonda ipocrisia della tassazione. In Italia. - La speculazione intraday (quella professionale) non paga (quasi) nessuna tassa : né bollo, né Tobin tax, né capital gain ed è la forma più pericolosa . -Il risparmiatore ha una imposizione fiscale che spesso è superiore al 100% del capitale al netto dell'inflazione. In ogni attività economica si considera il guadagno al netto delle spese.di produzione del bene e/o servizio Per il risparmiatore l'inflazione è la spesa di produzione principale. Equità vorrebbe che l'inflazione non fosse considerata reddito. Tutto questo, però, mi sembra utopia. Il più grande debitore, non solo in Italia, è lo Stato. Lo Stato detta le regole del gioco e quindi ha tutto interesse a restituire meno soldi di quelli che ha ricevuto in prestito per cui continuerà la tutela della speculazione e l'aggressione al risparmio.
  5. GDA Rispondi
    Il risparmio dei cittadini, frutto di sacrifici e rinunce non può essere equiparato o confuso con la generica dizione, rendita finanziaria. L'Art. 47 della Costituzione sancisce un principio: "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese". Se ho dei fondi di investimento e da cassettista, alcuni titoli, perché dovrei pagare il 26% e se ho titoli di Stato il 12,5%? Nel primo caso sono forse uno speculatore?
  6. AM Rispondi
    Il termine rendite finanziarie non mi piace perché è impreciso e genera ambiguità. I redditi finanziari possono derivare da cedole incassate e da risultati positivi di operazioni di acquisto e di vendita, di titoli e di fondi che possono avvenire con diversa frequenza. La tassazione di questi redditi è opportuna. Quanto alle aliquote occorre confrontarle con i regimi di compensazione ammessi, in particolare all'arco di tempo utilizzabile per la compensazione. Dico chiaramente che per me andrebbe bene anche un'aliquota del 50% in presenza di un regime di compensazione che abbracci tutti gli investimenti finanziari e che copra un decennio- Migliaia di risparmiatori italiani hanno perso moltissimo con i bond argentini e quelli Parmalat. e non sono stati in grado di compensare le perdite con le cedole incassate da altri investimenti. In precedenza avevano pagato le tasse sulle cedole di questi titoli spazzatura. Purtroppo i risparmiatori non hanno in Italia organismi che li tutelino contro gli abusi del Fisco, come hanno invece lavoratori, imprenditori e consumatori. Dai dibattiti televisivi mi sono accorto che politici e sindacalisti hanno idee poco chiare sugli investimenti finanziari del risparmio e sul loro trattamento fiscale