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  1. Piero Rispondi
    Renzi ha ritenuto più importante salvare Roma che l'Italia, il decreto salva Roma è stato riproposto, una mossa politica più sbagliata di questa non poteva compiere, se a Roma veniva il Commissario non vi sarebbe stato nulla di male, lo stato sarebbe intervenuto dopo, invece un decreto legge per salvare l'Italia ancora non se ne vede nemmeno l'ombra, un decreto legge per ridurre i visti della politica se ne è anche dimenticato, in altri commenti ho rappresentato la gravità che il credit crunch sta scusando alle imprese, stanno chiudendo tutte e i lavoratori vanno in cassa integrazione, le imprese quando hanno chiuso non è facile farle ripartire. Alla fine il Commissario a Roma era un forte segnale positivo per tutti, in Italia si fa sul serio con la gestione Renzi, invece abbiamo cambiato il premier dal serioso Letta abbiamo il "mattacchione" Renzi, ma l'azione e del governo è la stessa.
  2. Piero Rispondi
    Oggi Renzi, sposa la tesi della Merkel, quella dei compiti a casa propria, solo che cambia il soggetto che detta questa linea, dice mettere in regola il bilancio dello stato non è un ordine della Merkel ma un dovere per i nostri figli, penso che un inizio peggiore di questo il "mattacchione" di Renzi a questo punto non poteva avere. Ricordo a Renzi che se oggi non salva le imprese in Italia salta tutto il tessuto economico, salta l'equilibrio sociale, salta la famiglia e saltano anche i valori che fino ad oggi hanno retto la nostra società, quindi smetta con la demagogia e faccia i fatti, basta con i proclami, faccia vedere che ha gli attributi, deve andare sul tavolo europeo, faccia cambiare la politica monetaria a Draghi, ciò non vuole dire tradire le nuove generazioni, ciò vuole dire salvare le loro vite, gli ricordo che in due anni oltre 300 suicidi in Italia sono avvenuti per motivi economici, ciò ha comportato i governi del presidente Napolitano, se questo governo di vuole discostare dalla linea passata si smarchi dalla falsità e faccia quello che deve fare, basta che ascolti la gente.
  3. Piero Rispondi
    Il primo provvedimento che Renzi deve fare è sul credito, le famiglie, le imprese, gli enti locali hanno tutti i giorni contati, non possono più aspettare, il primo problema che tutti oggi hanno è dove prendiamo i soldi per fare investimenti, per comperare la casa, per fare investimenti pubblici? Renzi deve dare una risposta immediata a questi problemi, ieri si è spaventato della disoccupazione, non sa che ogni giorno la situazione precipita con la chiusura delle imprese per mancanza di liquidità, il sussidio ai disoccupati non è la soluzione, anzi è un incentivo per i giovani a restare disoccupati, dobbiamo invece fare tornare la liquidità alle imprese, ciò non incide sul bilancio dello stato, alla fine si tratta di un prestito, nel programma di seguito elencato lo stato interviene con la garanzia statale, se vuole il governo può non accantonare nulla per tale garanzia, come di fatto non lo ha fatto quando ha concesso la garanzia alle banche ( 250 mld), oggi Renzi deve avere coraggio e deve almeno fare un intervento sul credito per almeno 100 mld alle imprese e 20 mld alle famiglie e 30 mld agli enti locali. Di seguito viene riportato il provvedimento che non dovrà prevedere decreti attuativi, deve essere contenuto tutto nel decreto legge. A) Credito per le imprese italiane, il principio che viene seguito per tale intervento e' semplice, dare alle imprese dell'economia reale le stesse chance date a quelle dell'economia finanziaria, ricordiamoci che lo stato ha garantito 250 mld di collaterale che le banche hanno dato alla Bce per avere i prestiti all1%, pagando una commissione dell'1%, naturalmente con modalità diverse si dovrà assumere uno stesso comportamento nei confronti delle piccole e medie imprese italiane che sorreggono l'economia reale e conseguentemente l'occupazione. Per tale intervento non è necessaria la copertura finanziaria, la copertura finanziaria non fu necessaria per garantire il collaterale delle banche, non sarà quindi necessaria per le garanzie alle imprese dell'economia reale, si ricorda che ad oggi, a meno di un'anno dalla scadenza, le banche italiane hanno restituito solo il 10% del prestito ricevuto dalla Bce, non si può quindi considerare le banche meno rischiose delle imprese reali. A1) aumentare il plafond della 662, devono essere garantite, in presenza di un bilancio certificato in utile ed in presenza dell'impegno di non diminuire l'occupazione per il prossimo triennio, linee di credito che l'impresa potrà utilizzare a suo piacimento pari al 40% del fatturato, la concessione della garanzia dovrà avvenire con la procedura semplificata e tutta con il portale telematico, il tempo di concessione per legge non potrà superare i 15 giorni lavorativi. A2) prevedere prestiti garantiti da immobili anche di terzi o da altri asset della società che possano avere un valore, come il marchio il brevetto ecc, a favore di imprese in crisi, in presenza di un piano di ristrutturazione sottoscritto anche dai lavoratori, la concessione del prestito potrà essere subordinata anche da accordi con altre imprese, privilegiando le imprese legate da un contratto di rete, accordi che dovranno essere sottoscritti da tutte le imprese interessate per avere la concessione del prestito. Il prestito potrà essere concesso dalla Cdp, nel caso di prestiti immobiliari si potrà utilizzare la formula della locazione finanziaria che permette l'immediato trasferimento del bene alla Cdp, vene che dovrà essere ritrasferito al momento del rimborso integrale del finanziamento. Le modalità di concessioni di tali linee di credito non potranno superare trenta giorni dalla richiesta. A3) prevedere agevolazioni fiscali per gli strumenti alternativi di finanziamento delle piccole e medie imprese: -per i minibond emessi nel prossimo triennio prevedere l'esenzione fiscale totale per i sottoscrittori; -per agevolare la quotazione in borsa, concedere un credito di imposta pari al 100% delle spese sostenute per la quotazione spese che devono essere certificate dall'organo di controllo interno. B) Credito per i privati cittadini italiani, la banca al verificarsi delle condizioni previste dalla norma sarà obbligata alla concessione del credito, essendo garantito dalla Cdp. La Cdp per l'acquisto degli immobili B1e B2 sarà garantita dalla riserva di proprietà del bene immobile, mentre per i finanziamenti B3 e B6 vi sarà la fideiussione di tutti i proprietari e di tutti i titolari di diritti reali sull'immobile finanziato o in alternativa l'ipoteca per i B3 che superano le 60 rate di rimborso e per i B6, per i finanziamenti B4eB5 sarà necessaria la fideiussione personale dei genitori e dello studente al raggiungimento della maggiore età. B1) acquisto immobili, per tutti i privati possibilità di acquisto dell'immobile da adibire a propria residenza principale, anche con la formula mista della locazione/acquisto. Si dovrà redigere una tipologia contrattuale che soddisfi tali esigenze, naturale che ciò potrà essere riservato solo a chi non è proprietario di altri immobili ad uso residenziale e che ha un reddito non superiore ad un limite di 30.000 euro e un isee che non superi i 50.000 euro. B2) giovani coppie, prevedere mutui ipotecari con la durata massima di 30 anni, anche con la formula mista locazione/acquisto, ossia l'acquisto potrà essere effettuata per un periodo massimo di 8 anni, successivamente si procederà all'acquisto con decurtazione del canone pagato limitatamente alla parte del capitale ove vi sia lo spazio. Per tali prestiti vi sarà la garanzia della Cdp B3) manutenzione su immobili anche condominiali, prevedere prestiti pari all'intervento di manutenzione che deve essere certificato per la sua congruità da un tecnico abilitato, tutti i pagamenti dovranno essere fatti con bonifico e gestiti dalla banca scelta dal proprietario o dall'amministratore condominiale, su tale prestito le banche potranno applicare lo spreed massimo del 2% sul tasso di riferimento scelto, il rimborso potrà essere di 60 rate mensili, nel caso che il prestito supera la durata di 60 rate mensili dovrà essere garantito da ipoteca, che potrà essere di secondo grado, nel caso vi sia capienza nel valore dell'immobile decurtato del 20% B4) prestiti universitari da concedere agli studenti universitari finalizzati al finanziamento sua della tassa di iscrizione che dei libri e del canone di locazione, l'ammontare del prestito sarà pari a 5.000 euro per ogni anno universitario, per il mantenimento del prestito occorre la regolarità del percorso degli studi, chi perde il diritto dovrà restituire il prestito con 60 rate mensili, il tasso di interesse sarà pari al tasso legale, lo studente universitario sceglierà la banca che dovrà gestire il prestito per le finalità a cui esso è destinato. B5) prestiti per lo studio dei figli: prevedere finanziamenti che possono essere rimborsati al conseguimento della maggiore età del figlio, oppure nel caso voglia continuare gli studi dopo il conseguimento del titolo universitario, l'ammontare del prestito potrà essere pari a 10.000 euro per ogni figlio, la scadenza dello stesso sarà al termine degli studi che non potrà superare il 19 anno di età, potrà essere aumentato della durata al corso universitario a cui si iscriverà successivamente, in ogni caso il rimborso avverrà in 60 rate mensili decorrenti dalla scadenza, su tale prestito graveranno gli interessi legali. Tale prestito deve essere utilizzato solo per il pagamento delle tasse di iscrizione, per l'acquisto dei libri e di altri strumenti richiesti dall'istituto e per i mezzi di trasporto necessari per recarsi presso l'istituto scolastico, il finanziamento sarà gestito da un istituto di credito scelto dai genitori e sarà garantito da entrambi. B6) possibilità per i proprietari di immobile di ottenere un prestito di liquidità sull'immobile stesso per un importo pari al 50% del suo valore, tale prestito dovrà prevedere un periodo di pre ammortamento di soli interessi per un periodo di tre anni, la durata non poteva essere superiore a venti anni, sarà garantito da ipoteca di primo grado. Tale formula deve essere destinata esclusivamente a chi perde il posto di lavoro con un isee inferiore a 20.000 euro. C) Credito per la pubblica amministrazione, si dovrà eliminare il patto di stabilità per gli investimenti in infrastrutture a condizione che gli enti predispongano un programma di riduzione della spesa corrente per il personale che preveda una riduzione del 2% annuo e che gli investimenti siano finanziati con prestiti concessi dalla Cdp ad un tasso che preveda uno spreed fisso pari all'1%. C1) i prestiti devono essere destinati alla costruzione di opere pubbliche, anche da parte delle società partecipate, dove l'ente pubblico ha la maggioranza sia del capitale che della governance, nel caso di società partecipate, le stesse non potranno mai chiudere il bilancio in perdita, sarà una causa di risoluzione del prestito che dovrà essere restituito immediatamente. C2) i prestiti potranno essere utilizzati per finalità sociali nei limiti del 10% delle entrate dell'ente pubblico, in tale caso l'ente dovrà produrre annualmente alla Cdp un rendiconto su tale utilizzo con il nominativo di tutti i beneficiari. C3) prevedere l'emissione dei minibond per le società partecipate di proprietà esclusiva dell'ente pubblico, gli stessi potranno essere garantiti dall'ente, la garanzia prestata non dovrà essere oggetto di calcolo nel patto di stabilità. I minibond potranno essere sottoscritti anche da privati a condizione che vi sia un documento informativo sull'operazione pubblica finanziata e contenta il bilancio dell'ente che garantisce il rimborso. I minibond potranno essere emessi solo per opere pubbliche che possano avere un ritorno economico.