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La scure di Guzzetti

Poche settimane fa, quando Alessandro Profumo ebbe a dire che l’opposizione della fondazione capeggiata dalla Mansi all’aumento immediato di capitale del Monte dei Paschi di Siena poteva avere conseguenze sulla stabilità di Mps e di riflesso su quella del sistema bancario italiano, andò incontro alla censura di Giuseppe Guzzetti, presidente del cartello delle fondazioni italiane. Definì l’affermazione di Profumo “avventata e destituita di ogni fondamento” . Ma da che pulpito veniva la predica? Guzzetti ha sempre sostenuto di essere un esperto di fondazioni e non di banche. Che cosa ci capisce allora di stabilità finanziaria e di corsa agli sportelli? O forse pensava che bastasse la sua parola per infondere fiducia nei correntisti del Monte dei Paschi? Non gli ha sfiorato la mente il pensiero che, proprio perché non è un esperto, potesse invece finire per spaventare i suoi interlocutori con rassicurazioni di facciata, per intenderci alla Schettino sulla plancia della Concordia?
Ieri la scure di Guzzetti è tornata ad abbattersi. Questa volta se l’è presa con un rapporto di Mediobanca, il secondo dopo il primo di due anni fa, in cui si documentava lo stato disastroso delle fondazioni bancarie e, con il ragionamento e i numeri, ne prediceva la potenziale scomparsa nel giro  di qualche decennio. Il nuovo rapporto mostra, numeri alla mano, che le cose per le fondazioni bancarie sono andate ancora peggio del peggiore degli scenari prospettati due anni fa (si veda il grafico n.11 a p. 13). Guzzetti ha lanciato l’anatema senza ancora avere letto il rapporto: non sa l’inglese e non ha ancora avuto il tempo di farlo tradurre. Eppure il solo titolo (“Confermata la diagnosi”. Bisogna trasformare le azioni delle fondazioni in obbligazioni convertibili) gli è bastato per dichiarare che Mediobanca e suoi esperti non capiscono granché di Fondazioni e non sono terzi, e dunque, non essendo terzi, non sono credibili. Il fondato sospetto è che Guzzetti abbia solo paura di perdere il controllo che, attraverso il cartello delle fondazioni, esercita sulle banche. Del resto è forse terzo Guzzetti rispetto a Mps e alla sua fondazione? E, alla luce di questa sua terzietà, si è forse accorto che la fondazione Mps ha bruciato la sua dotazione? Che la fondazione Carige naviga in simili acque? Per non dire di quella di Ferrara. Forse Mediobanca non sarà parte terza, ma almeno i suoi analisti sanno leggere un bilancio.
Caro Guzzetti, per venirle incontro faccia clic su questo link: è una guida su come si gestisce il patrimonio di un’istituzione che vive dei proventi di una dotazione iniziale quale  quella su cui si basa la vita di una fondazione. Il lavoro è di John Campbell, professore di finanza all’università di Harvard. Non è amico nostro né, crediamo, di Mediobanca. Di lui si può fidare.

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  1. Jacopo Piletti

    Guzzetti è favoloso. Basta guardare l’intervista a Report sul Monte dei Fiaschi: dà la colpa alla crisi del 2008 senza pensare alle operazioni spregiudicate del Monte e soci.

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