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Corruzione: come mai l’Italia sta peggio?

Leggi ad personam, burocrazia, meccanismi di reclutamento della classe dirigente e l’enorme peso della criminalità organizzata hanno reso il nostro paese la patria della tangente e della corruzione.  Ma il fenomeno è difficile da quantificare.

60 MILIARDI: UNA STIMA GROSSOLANA

L’Italia genera la metà del giro d’affari della corruzione in Europa, con un costo per la collettività di 60 miliardi di euro l’anno. Questi i titoli sui giornali e telegiornali che sintetizzano il primo Rapporto dell’Unione Europea sulla corruzione, a firma del Commissario agli Affari Interni Cecilia Malmstrom. In questa notizia una grossa confusione e un triste dato di verità. La confusione sta nella cifra e nella quota italiana. Il dato di 60 miliardi di euro l’anno nasce da una grossolana stima, figlia di un curioso passaparola: nel 2004 stime mondiali indicano nel 3-4 per cento del Pil il costo della corruzione, percentuale che, applicata al Pil italiano, genera quella cifra. Chi per primo fa questo calcolo abborracciato ottiene la cifra di 60 miliardi di euro. Un numero che poi viene passato di rapporto in rapporto, ogni volta precisando che è una stima approssimativa, ma continuando nella sua fortunata carriera di unico numero disponibile. Non comparabile, tra l’altro, con il dato europeo di 120 miliardi di euro, dal cui confronto emerge infine il nostro triste primato di detentori della metà del fenomeno comunitario. Questo pasticcio segnala la bassa qualità dell’informazione, e la difficoltà di quantificare un fenomeno che, in quanto illegale, per sua natura è di difficile stima.
Ma la triste verità, su cui è bene impostare una riflessione, sta nel primato italiano, certificato anno per anno da altre, e più solide indagini quali quelle di Transparency International , che ci colloca stabilmente al di fuori della cerchia dei principali partner comunitari e in imbarazzante contiguità con paesi da cui ci vorremmo sentire lontani per costumi, civiltà e grado di sviluppo. Conviene quindi cogliere i titoli a caratteri cubitali per porsi la vera domanda: perché in Italia il fenomeno della corruzione assume dimensioni e un perimetro ben più ampio che in altri paesi sviluppati?
Tre sono i fattori che hanno caratterizzato la situazione italiana degli ultimi decenni.

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LEGGI DEBOLI E AD PERSONAM

Una debole legislazione e azione di contrasto, determinata da una serie di riforme, le molte leggi ad personam, che sono nate per addomesticare processi di cui era ed è imputato Silvio Berlusconi, ma che hanno, scientemente o meno, ridotto fortemente le sanzioni attese da chi si rende protagonista di un atto di corruzione. Depenalizzazione del falso in bilancio, accorciamento dei tempi di prescrizione, assenza di una fattispecie di autoriciclaggio rendono spuntate le armi della magistratura e deboli le aspettative di sanzione per i corrotti. Ogni tangente pagata richiede una provvista in nero per generare le somme da versare, e quindi una contabilità infedele. E ogni tangente raccolta viene poi reinvestita dal corrotto. Se il falso in bilancio non blocca il primo passaggio e il reato di autoriciclaggio non sanziona il secondo, il meccanismo corruttivo risulta ben oliato. E non è certamente scoraggiato dalla remota possibilità che una indagine della magistratura riesca a concludersi nei diversi gradi di giudizio prima della tagliola della prescrizione.  La recente riforma Severino, pur avendo introdotto alcune innovazioni importanti, non ha intaccato questi fattori, richiedendo quindi ulteriori e più incisive riforme che ci aspettiamo dal Governo Letta.

CLASSE DIRIGENTE E BUROCRAZIA

Il secondo fattore, figlio della sostanziale immunità dei corrotti e della crisi dei partiti tradizionali, sta nella profonda modifica dei meccanismi di reclutamento dei ceti dirigenti delle organizzazioni politiche: se la raccolta di tangenti e mazzette, l’addomesticamento delle gare d’appalto, la disinvolta gestione delle pratiche amministrative possono essere fatte senza sostanziale pericolo di un intervento sanzionatorio, la politica, a partire dalla dimensione locale, diviene una professione che garantisce entrate cospicue per i più disinvolti e disponibili alle pratiche corruttive. In grado di raccogliere risorse e appoggi, e di finanziare una carriera politica di successo. Una contaminazione che non può che allargarsi al ceto della burocrazia amministrativa, senza la quale il politico corrotto avrebbe difficoltà a prosperare. Il racconto, obiettivamente raccapricciante, del ceto politico campano cresciuto nelle amministrazioni locali dell’area di Napoli sotto l’ombrello di Nicola Cosentino, la incredibile carriera di Batman Fiorito, campione di preferenze nella laziale Anagni, i molti scandali della regione Lombardia, raccontano una storia nazionale che ha in comune la politica come professione attraverso cui costruire una rete di favori, tangenti e malversazioni.

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LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Ma il terzo fattore che distingue il nostro paese dagli altri partner europei, e che spiega come mai il fenomeno, certamente non assente in Germania, Francia o Inghilterra, assuma tuttavia da noi una dimensione ben più ampia e sistemica, risiede a mio avviso nella presenza massiccia delle organizzazione criminali nel nostro territorio. Nella attività di riciclaggio e reinvestimento dei proventi criminali nel campo legale, le cosche trovano un naturale sbocco in quei settori e quei rapporti economici nei quali sono in grado di sfruttare al meglio le proprie caratteristiche: controllo del territorio e dei voti, grande liquidità, manipolazione dei meccanismi di decisione pubblica e della concorrenza. Molti dei settori dove il reinvestimento avviene, dall’edilizia e dagli investimenti immobiliari alle forniture sanitarie, dalla gestione dei rifiuti alle attività commerciali all’ingrosso e al dettaglio, alle attività di ristorazione e pubblici esercizi, sono attività fortemente intermediate dalle pubbliche amministrazioni, nelle quali le cosche sono in grado di far valere la propria influenza per immettere nel circuito legale l’enorme massa di liquidità che deriva dai traffici illeciti.  Questo fattore aumenta fortemente l’offerta di tangenti, incontrando e facendo crescere, in una perversa Legge di Say, la domanda di tangenti che il nuovo ceto politico e amministrativo, forte di una sostanziale immunità, richiede per addomesticare le decisioni pubbliche a svantaggio dei cittadini. Che, alla fine, sono quelli che subiscono i costi della corruzione, nella forma di costi abnormi per la realizzazione di opere pubbliche, di forniture gonfiate, di scarsa qualità dei servizi erogati.

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27 commenti

  1. Guest

    Grazie, davvero molto utile. Occorrerebbe altresì una radicale semplificazione fiscale, digitalizzazione e cash removal.

    • Mario

      D’accordo. Aggiungerei il limite di 100 euro al cash removal.

      • Marco

        Non è difficile capire cosa bisognerebbe cambiare.
        Il difficile è avere una classe dirigente che lo faccia, visto che i politici ci guadagnano da questa situazione.

        • emilio

          Si chiamano “sistemi auto referenziali”: ampia letteratura in merito. Non si è mai visto nessuno dare la corda al boia per farsi impiccare. Temo non ce la faremo mai.

    • gianni000007

      Davvero incredibile: la ragione della corruzione sarebbe l’evasione fiscale e si tutto si risolverebbe vietando l’uso del contante. Ci meritiamo tutti i disastri di cui siamo vittime.

      • Guest

        Non attribuisca ad altri cose che non scrivono né, men che meno, pensano. Good luck. Già espatriato, non mi merito nulla di piu’ rispetto a quello che ho creato.

  2. Mario

    Molto sinteticamente.
    1) Eliminare la prescrizione dei reati dopo il primo grado di giudizio.
    2) Introdurre stringenti disposizioni sull’autoriciclaggio e sul falso in bilancio nella legge Severino.
    3) Passare dalla oclocrazia alla meritocrazia.

  3. salvatore

    Avete capito dove si forma il cuneo fiscale? Allora aspettiamo che Letta e Alfano, patrocinati dal nostro Presidente della Repubblica, facciano qualche cosa, o dobbiamo aspettare che lo faccia Renzi? Ma come possono se i primi corrotti sono proprio i loro compari?

  4. AM

    Sono d’accordo con l’autore quando sostiene che la clamorosa percentuale di corruzione italiana rispetto all’Europa sia tutta da dimostrare. Resta purtroppo la costatazione della larga diffusione della corruzione nel mondo politico e nella burocrazia, corruzione nella maggior parte dei casi non legata alla criminalità. A mio parere la normativa che vincola le scelte delle persone e delle imprese sembra creata ad hoc per favorire la corruzione, date la sua complessità e l’ambigua interpretazione. Riporto un caso poco importante, ma eloquente nello spiegare quanto affermato. Un conoscente pieno di entusiasmo ha acquistato una vecchia casa in una località di villeggiatura intenzionato a rispettare la struttura originaria e ovviamente la complicata normativa. Fatto il progetto è rimasto sorpreso nell’apprendere che il comune e la Asl vietavano la realizzazione di bagni senza finestre pur se dotati di impianti di aspirazione, regola che di fatto gli impediva di avere i doppi servizi. Sorridendo per il suo sbigottimento, i funzionari si sono affrettati a rassicurarlo dicendo che di fronte al fatto compiuto si sarebbe trovata una scappatoia dato che esisteva la possibilità di deroghe adeguatamente motivate.

    • AM

      Per completare il quadro della normativa edilizia devo aggiungere che la Sovrintedenza dei beni architettonici e paesaggistici vieta in questa località l’apertura di nuove finestre di ogni dimensione. Di fatto quindi chi vuole disporre di un bagno deve sacrificare un ampio locale rinunciando ad esempio ad una camera da letto.

  5. MG

    I tacchini non anticiperanno mai il Natale. Questa classe politica non farà mai un vero contrasto alla corruzione all’evasione fiscale. E anche una buona parte delle imprese farà lobbying per mantenere lo status quo. Perché dalla situazione attuale ci guadagnano.

  6. Lucio Sepede

    Il vero cancro è la burocrazia che si oppone a qualsiasi tipo di cambiamento ed è la reale detentrice del potere. Bisogna cambiare i burocrati a partire dal vertice sulla base del merito e non delle relazioni e combattere seriamente e con determinazione le attività di tutte le cosche mafiose.

    • Mario

      E’ vero, ma la burocrazia è funzionale ai politici che abbiamo, posto che sono loro che nominano i burocrati per “meriti particolari”. I dirigenti (peraltro pochi) che provengono dalla Scuola superiore della P.A., infatti, sono maltollerati perché sono nettamente più preparati dei “nominati” che eseguono gli ordini “fedelmente”, proprio perchè sono, per lo più, ignoranti e “soggetti”, Diversamente avviene, invece, in Francia dove la burocrazia proveniente dalla ENA (la scuola superiore d’Oltralpe) è nota in tutta Europa per l’efficienza e dove i “nominati” che pur ci saranno (ma in numero esiguo rispetto al nostro paese) non hanno voce in capitolo.

  7. Giuseppe Moncada

    E’ da tutti evidenziato che il vero cancro è la burocrazia. E allora perché non ci ricordiamo che ciò accadde nel 1979 quando Craxi non diede corso a confermare il Prof Massimo Saverio Giannini, Ministro della Funzione Pubbllica del suo governo. Giannini aveva inviato alle due camere il suo “Rapporto sui principali problemi della Pubblica Amministrazione dello Stato”, in cui si indicava il modo come riformare la Pa. Craxi, quando formò il suo secondo governo, preferì Reviglio a Giannini. Con quella scelta Craxi volle affossare la riforma della Pa. Sto leggendo in questi giorni il rapporto, vi è descritto tutto ciò che sta accadendo oggi e come doveva essere modificato se si voleva una vera riforma della Pa, che non è stata più fatta. Prof Polo non pensa che sia così?

  8. Raffaele

    La nostra burocrazia è figlia dei fenomeni descritti dal professor Polo, probabilmente non è la causa ma lo strumento.

  9. Piero

    Basta con il motto “gli italiani sono corrotti”, lo sono nella stessa percentuale di tedeschi, francesi e inglesi: la differenza con gli altri paesi non sono le leggi (in Italia vi sono le leggi anche più severe), ma chi applica le leggi, la Magistratura. Solo in Italia abbiamo una magistratura politicizzata che condiziona l’attività politica; faccia il suo lavoro con serietà e fermezza e si eliminerà tutta l’illegalità in Italia. E’ pensabile che i mafiosi escano dal carcere per decorrenza dei termini? In Italia sì. E’ pensabile che si diano gli arresti domiciliari a soggetti pericolosi? In Italia sì. I magistrati devono fare bene il loro lavoro, abbiamo un numero di magistrati al di sopra della media europea e abbiamo una giustizia pessima. Il reato di auto-riciclaggio è la più grande sciocchezza che verrà fatta: nasce dal condizionamento che i magistrati fanno sui politici, giuridicamente è un reato inesistente e per tale motivo si vuole inserirlo. Se io commetto un reato di evasione e spendo i soldi evasi, commetto un reato di auto-riciclaggio, oltre a quello di evasione. Non sarebbe sufficiente aumentare la pena del reato di evasione? Oggi se noi facciamo un’indagine sul popolo dei detenuti, non abbiamo un’evasione: qualcosa non funziona, la legge c’è, perché non viene applicata? Per le organizzazioni criminali del Sud, a mio avviso ci fu un tentativo serio di fare una lotta efficace, fu con il ministro Martelli: fece presenziare l’esercito. A mio avviso le zone devono essere assistite dai militari, fanno avvicinare i cittadini allo stato e quindi la lotta alla mafia, camorra etc. deve venire dal cittadino, mai si riuscirà a vincere queste organizzazioni con la legge.

    • Guest

      Dissonanze cognitive….
      E la produttivita’ dei magistrati Italiani e’ superiore alla media europea.
      Irrilevante che ci siano 9 milioni di procedimenti (di cui 4 penali) pendenti ed oltre 250 mila avvocati…?
      Come ospitare 200 degenti in una struttura che puo’ ospitarne al Massimo 100.
      NB:
      I giudici, la legge, la APPLICANO solamente.
      GRAZIE a Nino Di Matteo

      • Nessuno crede all’affermazione “i giudici la legge la applicano”, tutti i cittadini sanno benissimo che succede il contrario, poi non ho affrontato lo stipendio dei magistrati in rapporto al tempo che lavorano nei tribunali. La maggioranza dei giudici lavorano 4 ore al giorno, qualcuno che ha un po’ di coscienza si porta il lavoro a casa, non è difficile obbligare anche ai giudici alla presenza nel posto di lavoro almeno le 40 ore cui tutti i poveri comuni mortali sono obbligati. Se obbligassimo i giudici all’orario ne vedremmo delle belle: farebbero quello che tutti gli altri fanno, timbrerebbero il cartellino e poi andrebbero a prendere il caffè o a fare la spesa.
        Questo è il quadro della magistratura; in ogni caso abbiamo moltissime eccezioni, che purtroppo sono delle rarità piacevoli, non voglio fare di tutta erba un fascio. Le strutture per i giudici ci sono, per quelle per i detenuti non è un problema di applicazione della legge ma un problema di civiltà; il problema è stato già affrontato: si potrebbe far scontare la pena degli extra-comunitari nel paese di origine, avremmo una popolazione carceraria ridotta del 33%. Anche qui il magistrato dovrà fare un lavoro in più che naturalmente non farà mai.

    • Maurizio Cocucci

      Posso comprendere l’amor di Patria Sig.Piero ma paragonare il livello di corruzione che c’è qui con quello in Paesi come la Gran Bretagna, la Francia o la Germania è un po’ troppo. Guardi che non replico per il solito pensiero esterofilo però mi si permetta di rammentare che qui non passa giorno che sui quotidiani non emerga un fatto di corruzione. Ieri ad un Tg si è detto, a seguito dello scandalo delle spese ‘inopportune’, che solo 2 regioni sono rimaste immuni da inchieste giudiziarie: il Veneto e la Toscana. Non so Lei di quale classe sia ma io che ho vissuto il periodo di Tangentopoli ricordo bene che prima che emergesse lo scandalo era frequente sentire anche al bar che se volevi un appalto si doveva ‘ungere’ il sistema. Che anche altrove vi siano gli stessi reati non lo dubita nessuno, ma non al nostro livello. Londra 2 anni fa ha organizzato una olimpiade e non mi risulta che siano emersi illeciti. Vogliamo parlare di Italia ’90? Ma da allora c’è una sequenza impressionante di fatti che nonostante Tangentopoli sono proseguiti, forse è perché ci abbiamo fatto l’abitudine che non ci scandalizziamo più di tanto. Semmai è la valutazione dei 60 miliardi che mi lascia alquanto perplesso.

    • Gianmarco Calanchi

      Sono un po’ confuso dal suo intervento. temo manchino (quantomeno) dei riferimenti.

      1. Dove ha letto che gli italiani sono corrotti ‘nella stessa percentuale di tedeschi, francesi e inglesi’?
      2. L’articolo spiega bene la mancanza di quali leggi renda spuntate le armi della magistratura. Perció mi stupirebbe scoprire che le stesse armi spuntate (o addirittura peggiori) le abbiano anche i magistrati inglesi, francesi e tedeschi. Lei dove lo ha letto?
      3. In che modo la magistratura é politicizzata? Vi sono accordi fra magistrati e partiti politici? O vi sono magistrati che sono talmente affezionati al partito che votano da voler eliminare l’oppositore? Non sará forse la classe politica ad essere pervasa di persone che hanno commesso reati e che quindi incorrono in processi per via dell’alta qualitá del lavoro dei magistrati? Naturalmente non ho una risposta a questa domanda ma sarei curioso di sapere da quale fonte tragga le sue conclusioni (le suggerisco di non dar fede alle dichiarazioni di imputati o condannati, perché generalmente questi tendono a sostenere la propria innocenza a prescindere dalla realtá dei fatti).
      4. Le faccio notare che se l’autoriciclaggio nasce dal condizionamento dei magistrati sui politici – come lei afferma – e nell’ordinamento Italiano questo reato non é presente, la logica conclusione da trarre dovrebbe essere che in Italia tale condizionamento dei politici da parte dei magistrati non é sufficientemente forte. Non trova che questo sia quasi in contraddizione con l’idea di una magistratura politicizzata che tenta di sovvertire i meccanismi politici?
      5. Il numero dei magistrati italiani é sopra la media europea di cosa? Di magistrati per paese? Di magistrati per cittadino? Di magistrati per reato commesso? (Ammesso che si possa stimarne o approssimarne il denominatore, probabilmente quest’utimo sarebbe l’indicatore piú significativo)
      6. ‘Oggi se noi facciamo un’indagine sul popolo dei detenuti, non abbiamo un’evasione’. Fonte? In ogni caso, non crede che la depenalizzazione del falso in bilancio, l’accorciamento dei tempi di prescrizione e l’assenza del reato di autoriciclaggio possano aver contribuito a determinare questo stato di cose?
      7. In che modo l’impiego dell’esercito limiterebbe la corruzione?

      • 1) chi dice il contrario? Dipende da come si calcola il dato: un fenomeno in Italia è corruzione, al contrario all’estero forse non è punito.
        2) leggi deboli e ad personam: accorciare la prescrizione, ultimamente abbiamo visto che i magistrati non hanno fatto decorrere la prescrizione su Berlusconi, quindi se vogliono lavorare la prescrizione non opera. Abbiamo leggi tributarie molto severe, si commette reato anche per una fattura falsa di un euro, sul falso in bilancio non è vero che c’è una legge debole, non è pensabile affermare che un bilancio è falso per una valutazione che incide il 1% sul fatturato! Non può essere giusta! Destabilizza l’intero sistema finanziario e dei risparmiatori.
        3) abbiamo correnti interne, magistratura democratica, unità per la costituzione e magistratura indipendente, che corrispondono al centro sinistra, centro e centro destra. Tali associazioni devono essere sciolte per legge e i magistrati non devono essere politicizzati. Per non parlare dell’Anm: non dovrebbe mai intervenire su una legge, invece interviene pubblicamente.
        4) purtroppo adesso che viene inserito nascerà il caos, non basta quello attuale?
        5) per cittadino.
        6) il popolo dei detenuti è composto dalla microcriminalità (droga, rapine etc.) e non dai colletti bianchi; abbiamo le leggi severe e non vi è il popolo di detenuti che hanno commesso tale reato; le leggi le applicano i magistrati, per un caso come quello dei Ligresti in America non vi erano esitazioni: stava dentro e basta.

  10. Luca

    Una premessa. Siamo tutti d’accordo che la corruzione è una parte di un insieme più grande? Quindi una percentuale? Magari una percentuale del Pil, per semplificare? Ora, qualcuno mi sa spiegare come mai l’Italia che ha diciamo il 10% dell’intero Pil europeo ha più della metà della corruzione? Noi avremo pure la mafia, una politica che fa schifo, etc. ma vogliamo davvero credere che paesi in cui girano capitali che noi italiani nemmeno ci sogniamo la corruzione sia così bassa? I salvataggi selettivi delle banche con soldi pubblici durante la crisi del 2007 in Usa e Europa (meno l’Italia) non hanno presentato elementi oscuri? E i metodi con cui le potenze straniere ottengono contratti petroliferi in varie parti del mondo, per poi affidare le commesse alle solite aziende amiche? Halliburton vi dice qualcosa?.
    Vogliamo poi ricordarci dei miliardi di euro spesi dal governo greco per le navi tedesche nel bel mezzo della crisi e delle privatizzazioni fatte a prezzo stracciato delle aziende pubbliche elleniche sempre a favore di società tedesche? Lì la corruzione non c’è? E’ solo business?

  11. Guest

    Un po’ troppo autoreferenziale, come commento
    Metrics?

  12. avigot

    La stima della corruzione è presto fatta: tutti (o quasi) sanno che per un appalto pubblico si deve pagare dal 5 al 15% dell’importo. Ma questo vale anche per le sedicenti compagnie private che però hanno un controllo pubblico e partitico.

  13. DDPP

    I numeri sono maleducati perchè hanno la pessima abitudine di spiegare anche fenomeni sociali.
    Ragionando su questi famosi 60miliardi mi permetto di fare qualche elementare conteggio.
    Definiamo corruzione una somma in denaro o in natura data da un privato a un Pubblico Impiegato.

    Se i dipendenti pubblici sono 3,5 milioni. 60 Miliardi diviso 3,5 milioni = Euro 17,142 annui come provente a ciascuno di corruzione.
    Suppongo, ragionevolmente, che coloro che si trovano nella possibilità (privilegio?) di essere corrotti siano in rapprto di 1 a 100/120. (Difficile credere che i maestri e gli insegnanti vengano corrotti, o lo siano i netturbini comunali, o gli impiegati all’anagrafe o i tanti esecutivi senza o con poco potere).
    Questo porta la platea del fortunati beneficiari a circa 30/35.000 dipendenti pubblici. Ciascuno di loro (mediamente!?) ricevebbe un extra reddito di circa DUEMILIONI di Euro all’anno!!
    Bah! O c’è qualcosa di totalmente sbagliato nel mio ragionamento o la cifra di 60 miliardi di Euro puzza di gabola

  14. rob

    A proposito di corruzione avete mai provato ad esportare in Svizzera? La corruzione è una cosa che si nasconde: in Italia è alla luce del giorno, in altre parti “regolata” da leggi o spesso da regole non scritte ma attive.

  15. Roberto Delpopolo

    Ma non si parla mai della legge sui parcheggi e di dove vanno a finire i soldi. I commercianti non pagano i parcheggi necessari la quale spesa viene affibbiata al locatore di una vecchia costruzione. Niente richiesta di parcheggi sul mercato, niente edifici vecchi abbattuti dai proprietari per fare parcheggi = caos.

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