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Salviamo la classe media

Spettabile lavoce.info, vorrei portare alla Vostra attenzione alcune considerazioni sul tema della disparità di reddito che colpisce in misura rilevante gli USA e anche l’Italia (il famoso 10% della popolazione che detiene, più o meno, la metà della ricchezza).

Vorrei, però, affrontare l’argomento da un punto di vista astratto ed economico e non da un punto di vista etico e sociale. Per questo mi rivolgo a Voi, per verificare se c’è una qualche strategia di fondo percorribile.
Prima di fare un breve elenco, vorrei partire da una premessa, ovvero che l’economia di un Paese può funzionare se la “classe-media” è di sana e robusta costituzione. Per questo, occorrerebbe trovare dei validi strumenti per far circolare maggiormente la ricchezza in un Paese, evitando degli accumuli di fortune (per lungo tempo) per la gioia di pochi e la mortificazione di molti. Perché nel lungo periodo, tutte le miniere si esauriscono. E questo, almeno in linea teorica, dovrebbe danneggiare tutti quanti.
Mi rendo conto che trattare di questi temi è difficile, in quanto molte persone vedono “rosso” e perché ci sono sempre i difensori del libero mercato. Ma il mio vuole essere un discorso molto umile e semplice. Faccio solamente questa valutazione: la famiglia Ferrero, in Italia, è la più ricca. E questo perché fanno degli ottimi prodotti e un ottimo marketing. Ma anche perché in molti comprano i loro prodotti. Ecco, nessuno può essere davvero ricco solo per merito proprio, ma grazie anche ad un sistema alle sue spalle. Sono i normali cittadini, la classe-media, che tengono alti i consumi di un Paese, dei diversi Paesi. Senza considerare, inoltre, che è la classe-media che riempie le casse delle banche, dei fondi azionari ed obbligazionari (e che li rimpinguano in caso di necessità).
E’ la classe-media la “miniera” dei super ricchi. E, a differenza di una miniera naturale, la classe-media può essere rinvigorita e rafforzata. Grazie all’intervento pubblico. Ma anche, ed è questa la mia considerazione, attraverso i privati “più fortunati”. Quest’ultimi, dovrebbero essere lungimiranti e privarsi di una parte del loro reddito. E questo non per fare della beneficenza, ma per investire nella classe-media. Andrebbe a loro stesso vantaggio. E quello della classe-media è un problema molto sentito anche da Obama.
Di seguito, le proposte da esaminare/criticare da un punto di vista economico (nessun ideologismo politico):
quando un’azienda produce dei forti utili, una parte potrebbe essere destinata ai dipendenti non dirigenti. Questo extra-reddito, inoltre, non dovrebbe essere tassato dallo Stato. A riguardo, si potrebbe citare Henry Ford e la sua scelta di raddoppiare gli stipendi ai suoi operai per permettere loro l’acquisto di un’automobile.
Un altro centro focale è quello dell’eredità di grandi patrimoni. Per rimettere in circolazione ingenti quantità di ricchezza, si potrebbe valutare l’ipotesi di destinare ai propri parenti prossimi solo una certa quota, mentre il rimanente andrebbe ridistribuito alla comunità-sistema di un Paese (come ha deciso di fare l’ex-sindaco di New York, Bloomberg). Sarebbe opportuno lasciar decidere allo stesso magnate dove e come investire i suoi capitali.
Infine, riflettendo sui problemi che può comportare il tapering, sulle diverse bolle finanziarie che continueranno a formarsi in futuro, sulla ricchezza finanziaria che si auto-alimenta (ed auto-implode) senza portare benefici concreti all’economia reale, si dovrebbero trovare delle soluzioni per porre un rimedio a tutto ciò. Ad esempio, ogni qualvolta uno Stato o delle aziende private chiedono dei prestiti sui mercati azionari/obbligazionari, una parte di questi fondi dovrebbe essere destinato obbligatoriamente al sociale. Magari, proponendo delle opzioni da far scegliere direttamente agli investitori (ad esempio finanziare la scuola, ricerche varie, promuovere nuove assunzioni o un reddito di cittadinanza). Un tentativo, se vogliamo, per investire contemporaneamente nel breve periodo e nel lungo (domanda interna).
Per concludere, la sintesi di questo testo, al di là delle singole proposte, è quella di aprire un dibattito circa l’utilità economica di costruire e rendere operativa una cinghia di trasmissione dei redditi tra privati, attraverso meccanismi fluidi e, soprattutto, continuativi e non legati a singoli atti di mecenatismo. In linea teorica, questo meccanismo esiste già e si chiama tassazione. Peccato che, se non funziona bene l’intermediario-Stato, chi pensa alla classe-media nel frattempo?

Grazie,
Andrea

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L’integrazione finanziaria nell’area euro? In discesa

  1. Enrico

    Ottimo articolo.

    Inizierei con la seguente domanda: come è definita la classe media?

    • Bumblebee

      E’ semplicissimo: la classe media è quella formata dalle persone che danno il maggior contributo di lavoro per l’aumento del Pil e che pagano le imposte sul reddito. Le persone con redditi più bassi, di tipo alimentare, non pagano le imposte sul reddito, come è giusto. Le persone della classe superiore trovano sempre il modo di non pagare (o di pagare in misura ridotta) le imposte sul reddito.
      La classe media – spina dorsale del paese – viene spremuta, sia per quanto riguarda la prestazione richiesta per arricchire il paese, sia per la prestazione fiscale: è quella che fornisce le risorse per l’elefantiaco e sprecone welfare state e per consentire la dolce vita della classe politica/burocratica.

      • Enrico

        Sono d’accordo, ma la mia era una domanda vera per gli autori (che spero non si scandalizzino per l’ignoranza che traspare dalla domanda stessa): ci saranno pure dei criteri oggettivi che definiscono la classe media (reddito, patrimonio, numerosità del nucleo famigliare che si mantiene, etc).

  2. Mrio rossi

    E’ questo il punto! La fascia produttiva si sta restringendo pesantemente e quindi il sistema economico sano e produttivo non sostiene più il sistema di potere atto a mantenere il controllo dello stato. A questo punto si innesca la spirale recessiva in cui la classe produttiva viene ridotta a massa improduttiva e più si assottiglia più quella che rimane viene tartassata e più viene tartassata e più si assottiglia e così via. Ad un certo momento il sistema scoppierà e non si sa nemmeno cosa possa succedere perchè non è possibile trasformare in produttivo ciò che è improduttivo a meno di un passaggio traumatico. Questo i politicanti lo sanno bene e tentano in tutti i modi di prendere tempo, ma questo tempo non fa altro che aumentare la perdita di produttività e peggiorare le condizioni del breaking-point. Penso addirittura che sia già troppo tardi perchè una retromarcia ora avrebbe forse effetti peggiori del trascinarsi su questa strada. Come già ho fatto presente, cercate di inabissarvi come fa la mafia o come suggerisce il senatore Razzi: “Fatte li cazzi tua fratello!!!”, andate all’estero nascondete contanti in euro naturalmente o in oro o diamanti dentro un plinto di cemento armato e aspettate che passi la tempesta e dopo che saranno morte tante persone e la guerra sarà finita il mondo ricomincerà e voi sarete tra i ricchi e non tra i morti!

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