logo


  1. Mario Rossi Rispondi
    Tutto giusto, tutti argomenti degni di discussione: spending review, legge elettorale, modifica della costituzione e degli assetti istituzionali. Ma -l'ho detto in tutte le salse in tutte le lingue- la verità è che il sistema Italiano, frutto di una sottocultura politico-mafiosa che viene dal 1800, è un sistema basato essenzialmente sull'oligarchia e sul lobbismo e sfrutta la spesa pubblica per foraggiare dall'interno il mantenimento dello status quo, quindi a questo punto mi pare impossibile un'inversione di tendenza. Il problema è che mentre fino agli anni 2000 esistevano frontiere atte a proteggere l'Italia dal mondo esterno, ora queste frontiere sono cadute e ci troviamo di fronte ad un mondo per il quale noi siamo un'entità insignificante. A nulla possono valere i nostri baluardi culturali e tradizionali di fronte a masse di capitale enormi che si muovono liberamente andando ovviamente dove ci sono le condizioni migliori per crescere. Lo hanno capito financo i nostri politici che vanno consapevolmente verso la bancarotta sforzandosi di distribuire ottimismo. Chi come me lavora sia per il pubblico che per l'estero, capisce fondamentalmente che l'economia italiana è finita, che andremo verso un taglio del sistema pubblico forzato e pesantissimo e possibilmente verso una dittatura che a noi non è affatto invisa. Non si può modificare un sistema che partorisce improduttività e clientelismo perché è arrivato ad un livello tale che la fine di tale sistema comporterebbe comunque il fallimento del paese. L'Italia è malata di un male incurabile, si tratta solo di vivacchiare ed aspettare la morte.