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  1. Piero Rispondi
    Oggi sul il sole Draghi dice che noi non possiamo fare il QE come la fed e la Boi, non è vero la Bce come ha fatto con Trichet può andare sul mercato secondario e acquistare titoli. E ' una manovra che non si vuole fare, non perché gli stati spendaccioni vengono aiutati e quindi non fanno più le riforme, il veto motivo e' che non si vuole aumentare la base monetaria, oggi comandano le lobby i delle istituzioni finanziarie e le grandi multinazionali, hanno grandi quantità di capitali e verrebbero danneggiate dalla svalutazione della moneta. Se si afferma che i soldi sono concentrati su pochi, basta stamparne altri per ridistribuire la ricchezza.
  2. Mario Rossi Rispondi
    Mi sembra del tutto logico e scontato. Per ridurre i tassi di interesse, continuando allegramente a far debito, si può svalutare la moneta oppure abbassare il potere di acquisto e quindi rivalutare il denaro. Questo non solo è logico, ma siccome non è più possibile svalutare la moneta perché qualcuno ce lo impedisce, allora noi uccidiamo l'economia in modo tale che l'allegro cambio del 2002 del 1000 lire=1 euro non solo ritorni a 2000 lire=1 euro, ma possibilmente vada verso 4000 lire=1 euro. Ancora una volta appare lampante che non si deve trovare la strada per mantenere e continuare a fare debito, si deve trovare la strada per pagarlo e quindi non avere il peso degli interessi. Per fare questo naturalmente i latifondisti discendenti dei nobili padroni della seconda metà dell'800 dovrebbero farsi da parte, accettare che il mondo è molto più grande di quello che pensano, accettare che la loro posizione non è più difendibile e liberare risorse e produttività che possono invertire la tendenza. Il problema è solo il tempo che oramai penso sia scaduto perché per liberare risorse occorre passare per le forche caudine di una disoccupazione al 30-40% per alcuni anni, probabilmente serve una dittatura in grado di soffocare la discussione anche inutile che oggi si sta facendo, e aprire la strada a uomini nuovi che attualmente sono costretti a lasciare l'italia per produrre e lavorare altrove. Insomma se ti rendi conto che il tetto lascia passare l'acqua, se lo aggiusti subito devi rifare solo il tetto, se aspetti l'acqua farà marcire tutto fino alle fondazioni e dovrai rifare completamente tutto.
  3. Piero Rispondi
    La deflazione sarà inevitabilmente la scure che affliggerà l'Italia nei prossimi anni se non cambia la politica monetaria europea: in fin dei conti è ciò che vuole la Germania, fare rimanere solida l'area valutaria, a prescindere della sorte dei paesi meridionali, che sono stati ritenuti indisciplinati e con la scusa delle riforme strutturali devono fare la cura dimagrante. Fino a quando durerà tale situazione? Penso che alle prossime elezioni vi sarà una grande sorpresa in Italia: vincerà il partito anti-Europa (nozione filo-tedesca dell'Europa), si tornerà o alla vecchia moneta nazionale o vi sarà la rottura dell'area valutaria in due aree.
  4. MG_in_Progress Rispondi
    La riduzione degli spread nominali é soprattutto dovuta al fatto che sul mercato dei titoli di stato italiani si é ridotta la pressione di vendite da parte degli investitori esteri. Questa é stata la variabile principale determinante dell'andamento dello spread. Infatti più del 20% dell'ammontare dei titoli italiani é passato dai portafogli esteri a quelli di residenti italiani più una parte é finita nelle BCE. Oggi più del 70% titoli é in mano italiana e quindi i tassi si muovono meno grazie anche alla politica BCE.