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Furbizie sull’Imu

Furbo Berlusconi a trovare nell’Imu l’argomento per rilanciare una campagna elettorale che sembrava senza speranza. Furbo Letta a promettere, sapendo di non poter mantenere, la eliminazione dell’imposta assieme al taglio del costo del lavoro. Furbo Brunetta a mantenere per 6 mesi il governo sulla graticola, impedendo qualunque accordo sensato sull’imposta e mostrando così di essere il vero dominus del governo.
Furbo il governo a rimandare il più possibile la soluzione cercando di mantenere l’imposta, cambiandoli solo continuamente di nome. Furbi i comuni ad aumentare l’ aliquota, contando sul fatto che alla fine l’imposta l’avrebbe pagata il governo e non i propri cittadini. Furbi soprattutto gli italiani a credere che solo in Italia sia possibile finanziare i servizi municipali senza tassare il patrimonio immobiliare comunale. Risultati?  [tweetability]Quaranta interventi legislativi sull’imposta in sei mesi, un obbrobrio giuridico istituzionale [/tweetability]che probabilmente non sopravvivrà alle verifiche delle corti, una confusione totale, la mini-Imu, perdita di prestigio internazionale, l’azione di governo e l’attenzione dei media quasi totalmente monopolizzata da un tema in fondo marginale etc. [tweetability]Ma davvero abbiamo bisogno di furbi e furbizie ? [/tweetability]

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Se il calo dello spread lancia segnali di deflazione

  1. Stefano

    Sì perché la casa è il bene principale degli italiani, visto che l’auto è morta sotto bolli ed incrementi dei carburanti e quindi giocare senza scrupoli su tale bene rende dal punto di vista elettorale. E poi è utile lanciare un tema che occupa i titoli dei giornali mentre si svende la banca centrale ai furbetti del quartierino, si vendono pezzi strategici della nostra industria all’estero, si salvano le pensioni d’oro dei soliti noti, si scoprono traffici illegali di rifiuti tossici coperti dallo Stato negli ultimi 20 anni ed aumenta la quota dell’economia controllata dalla mafia. Si chiamano armi di distrazione di massa

    • Manshoon

      Ha dimenticato il Ministro dell’Interno che utilizza come capro espiatorio un suo sottoposto e mente spudoratamente in Parlamento, il Ministro della Giustizia che tira fuori di galera un’amica di famiglia, il Ministro dell’Economia recentemente sbugiardato da Bankitalia (dove faceva il direttore generale, fratelli coltelli). Se con Silvio ogni paese europeo poteva sfotterci adesso persino nelle repubbliche ex-sovietiche si chiedono cosa debba fare un politico italiano per essere sfiduciato all’istante.

  2. Amegighi

    Interessanti i commenti…..
    Nessuno che si perita di guardare, per una volta solo, cosa fanno gli altri, oltre confine. Magari qualche idea potrebbe essere utile.
    Vero che la casa è il bene principale degli italiani (Berlusconi lo sapeva bene quando ha “gettato” il caso ICI e poi IMU, che tra l’altro aveva fatto proprio lui), ma forse era il modo finalmente per mettere un po’ di ordine nella miriade di tasse da pagare e con questo anche di chiarire a chi e dove vanno i soldi delle tasse stesse e quanto alla fine realmente si paga.
    Per curiosità ho guardato il sito del Ministero delle Finanze di vari Paesi europei. Sono molto chiari al riguardo e pieni di informazioni semplici. In Germania, ad esempio, ci sono 3 tasse: Federali, di Lander e Comunali. La tassa sulla casa (property tax) va per pagare tutti i servizi fissi (strade, luce strade, infrastrutture comunali eccetera). Mi domando, ad esempio chi paga le strade di un Comune, se i proprietari di prima casa non pagano l’IMU ? Sembra una domanda stupida, ma ad ora non ho trovato un commercialista in grado di definirmi una tassa specifica, se non la vecchia TARES. Ma questa, non era altro che una IMU per quelli che non pagavano l’IMU, cioè un classico giochetto delle tre scatole fatto ad uso e consumo dei poveri elettori creduloni (vedi articoli della voce.info sull’argomento).
    Peccato. La demagogia ha prevalso. Continuiamo a vivere in una bolgia di balzelli di oscuro significato, avvelenandoci la vita e soprattutto perdendo: 1) il senso del significato reale di pagare una tassa, e 2) di poter controllare come vengono utilizzati i nostri soldi a livello comunale, regionale o statale.

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