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  1. Ivan Berton Rispondi
    Dovete spiegarmi come può essere che il Sole-24 ore a super titoloni dice l'esatto contrario di questo articolo. Ma i dati sono gli stessi: o fanno i dati diversi per il sole 24 ore? Dal Sole on-line, titolo in prima pagina: "Dopo 22 mesi i ricavi dell'industria tornano a crescere. Balzo dell'export, si risveglia la domanda interna"(http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-01-20/dopo-22-mesi-ricavi-industria-tornano-crescere-balzo-export-si-risveglia-domanda-interna--101311.shtml?uuid=ABaXysq) Uno che legge pensa "Wow, dio salvi la regina, finalmente un po' d'aria", poi entra nel sito de lavoce e legge: "L’export scivola e frena la ripresa" (http://www.lavoce.info/export-crisi-consumi-ripresa-deflazione/). Uno scritto in data 17/1 e uno scritto in data 20/1, quindi in 3 giorni, e dico tre giorni, due pesi e due misure sugli stessi dati. Chi dei due è in libro paga dei politici per manipolare le informazioni? Io che sono abbastanza sicuro che qui su lavoce ci siano persone competenti mi sbilancio e dico il Sole-24 ore.
    • rob Rispondi
      L' informazione oggi corre veloce. Internet ha rivoluzionato il mondo. Su internet si possono anche dire molte bugie ma è altrettanto vero che è uno "scopritore" di menzogne. Per dirla con una logica terra terra "se non funziona il negozio sotto casa pensiamo di andare a vendere i salumi agli svedesi?". E' difficile, per chi è abituato con le "veline" delle agenzie stampa di remota memoria acquisire la filosofia della rete, perché spesso si rivela un'arma a doppio taglio per chi non la sa usare.
    • francesco daveri Rispondi
      Bella domanda, in effetti la differenza salta agli occhi. Nessuno è sul libro paga dei politici: né io né il Sole 24 Ore. Solo, non produciamo dati per conto nostro, ma usiamo i dati pubblicati dall'Istat. I dati che ho usato io vengono dai dati di commercio estero dell'Istat. I miei dati sono dati di commercio estero "tendenziali" (rispetto ai 12 mesi precedenti), mentre quelli del Sole sono dati congiunturali cioè misurano la variazione rispetto al mese precedente e sono quindi destagionalizzati (cioè filtrati statisticamente). Il Sole "al netto dell'effetto stagionale" trova un segno più. Quindi in effetti misuriamo e commentiamo due cose diverse.
      • francesco daveri Rispondi
        Ci ho pensato. In effetti, anche se fosse, i due dati non sono necessariamente in contrasto. Se i fatturati sull'estero vanno su e l'export scende, è segno che - esempio - la Fiat ha venduto tante 500 in America e poche in Spagna. In Spagna esporta (o meglio non esporta) le auto prodotte in Italia. In Usa vende le auto prodotte là. Le auto vendute in Usa si aggiungono al fatturato estero ma non sono esportazioni. Vuol dire che buoni dati sul fatturato estero non portano necessariamente buone notizie per il Pil dell'Italia perché il Pil misura il prodotto INTERNO lordo, cioè la produzione che avviene in Italia, e quindi include l'export ma non la produzione nelle filiali estere. Quindi credo che i miei dubbi su quanto grande sarà il segno più sono confermati anche dopo i buoni dati sul fatturato estero di oggi. Good news invece dal fatturato nazionale ma questo non ha a che vedere con l'export. (Grazie, Ivan.)
        • Ivan Berton Rispondi
          Ok Francesco grazie della risposta. Mi resta comunque un dubbio, ISTAT è un'entità un pò strana, i loro dati sono sempre contestati ( a ragione o torto ), però sta a chi li traduce in "prosa" utilizzare i dati giusti. Io capisco che un giornale di grande caratura come può essere il SOLE 24 ha anche dei doveri morali, mi spiego meglio: E' ovvio che se ogni santo giorno nei giornali leggiamo notizie demoralizzanti, è ancora più ovvio che vediamo il bicchiere mezzo vuoto, quindi delle buone notizie fanno bene allo spirito di sicuro. Però vista cosi come lo hanno scritto loro sembrava veramente il ballo della felicità di Snoopy , per poi essere ritirati giù per terra da altri punti di vista un pò più oculati. Il sole 24 prima di starnazzare ottimismo ( dato che lo leggono in molti anzi forse troppi) dovrebbe fare degli studi più seri, oppure utilizzare i dati giusti e non quelli ( e scusa se sono contro quello che dici te che nessuno è a libro paga dei politici) che più fanno comodo .... O vedono talmente avanti nel futuro, o sono loro stessi manipolatori del futuro, è possibile?
          • rob
            "Però sta a chi li traduce in prosa utilizzare i dati giusti". Berton hai centrato il problema! I dati, le medie e la scienza statistica sono cosa seria e difficile da interpretare. Difficile perché ci vuole cultura e molta onestà intellettuale. Però nello stesso tempo è una biada eccezionale per il popolino perché (come lei accenna) ha effetto immediato se comunicata in una certa maniera. "La Fiat esporta poco in Spagna" o "non esporta": la differenza è notevole.
          • francesco daveri
            Non si può dire che il Sole "starnazzi ottimismo". Più che altro, spesso alla fine di una recessione, il bicchiere per un po' di tempo è mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda di come lo guardi. I dati Istat diffusi ieri possono legittimamente indurre all'ottimismo perché mostrano un segno più proprio sul mercato interno ("fatturato nazionale") dove finora si era visto poco. Il titolo del Sole "boom dell'export" non era invece giustificato dal dato positivo sui fatturati esteri perché proprio i dati Istat mostrano che l'export è andato male o maluccio in novembre. La mia spiegazione (che ti indicavo ieri) è che i fatturati esteri siano andati bene perché sono andate bene le vendite all'estero di beni prodotti all'stero da aziende italiane (esempio: Fiat in Usa).
  2. Piero Rispondi
    Ho letto il bollettino della banca d'Italia di gennaio 2014, e' un bollettino di guerra, nonostante ciò si brinda, ho visto solo dati negativi, ho visto che altri paesi avendo adottato politiche monetarie diverse dalla nostra, hanno avuto aumenti del Pil e diminuzione della disoccupazione, in piena evidenza abbiamo i soldi dati all'Europa fino a novembre 2013 (euro 55miliardi), quando a livello interno abbiamo difficoltà a trovare 4 miliardi per non applicare l'imposta patrimoniale sulla prima casa. La Banca d'Italia manipola l'informazione per sostenere il governo.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Lei inizia con "Ho letto il bollettino della banca d'Italia di gennaio 2014, è un bollettino di guerra" poi conclude con "La Banca d'Italia manipola l'informazione per sostenere il governo". Qualcosa non mi torna.
      • Piero Rispondi
        Su cento segnali negativi e uno positivo, si esalta solo l'ultimo per dire che il fondo lo abbiamo toccato e si parte con la ripresa e si conferma l'aumento del Pil per il 2014 e 2015: previsioni fatte ogni anno dai vecchi premier, vi hanno anche fatto le leggi di stabilità ma poi a consuntivo sempre -2% Pil.
  3. Alessandro Rispondi
    Tutta la serie di acconti sul 2014 richiesti ad imprese e cittadini non sono stati altro che il modo (neanche troppo nascosto) di truccare i conti al fine di rispettare quel maledetto 3%. Se avessimo una banca centrale vera (ma anche semplicemente rispettosa del suo mandato) inizierebbe ad acquistare debito pubblico degli stati in deflazione o con l'inflazione sotto il 2%. Solo così si salva l'Europa. Gli USA e il Giappone ci insegnano che se inizi a non spendere l'uscita dalla deflazione è molto più difficile della non uscita dalla iperinflazione. Altro che crescita! L'indipendenza della Bce? Chiedetelo alla Merkel! Poi parliamo anche dei nostri politici che, dopo aver detto "sbatteremo i pugni sul tavolo", iniziano a pensare a come fare viste le manine screpolate
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Guardi che la Fed non ha mai acquistato direttamente treasury del Tesoro USA sul mercato primario. Il Quantitative Easing viene spesso male interpretato in quanto si ritiene che attraverso esso si monetizzi il deficit di bilancio federale, ma non è così. La Fed con il Qe acquista specifici assets finanziari (non solo treasury quindi) dalle banche commerciali, in pratica una operazione di mercato aperto al fine di aumentare la base monetaria. Questo lo ha fatto pure la Bce, sebbene per importi inferiori, con la differenza che la Bce ha proceduto alla sterilizzazione dell'importo immesso sia con l'operazione Smp che Ltro. Quanto all'efficacia delle due diverse misure va detto che non è possibile valutarli discernendo dalla situazione economica. Mentre negli USA il problema era più una crisi di liquidità ma in presenza di una domanda interna comunque potenzialmente solida, in Europa ed in Italia in particolare il problema sta appunto nella scarsa domanda aggregata interna. Offrire liquidità al sistema bancario italiano non serve a nulla se a chiedere finanziamenti sono famiglie e imprese per contabilità ordinaria (fornitori, tasse, etc.) e non per operare investimenti. Occorre ridare a famiglie e imprese reddito disponibile sufficiente a consentire un aumento della loro domanda di beni e servizi attraverso una riduzione delle imposte che a sua volta è legata ad una riduzione della spesa pubblica. Monetizzare i deficit di bilancio sarebbe un errore ed una misura che non risolverebbe la situazione, se non temporaneamente.
  4. Mario Rossi Rispondi
    Viene anche a me il sospetto che per guadagnare tempo il maggiordomo di palazzo Chigi stia facendo come i greci, cioè stia dando numeri falsi. Naturalmente il crinale è scivoloso e molto pericoloso, ma lo è solo per i cittadini che dovranno pagare le conseguenze di un eventuale falso in bilancio dello stato. Anche io non credo che siamo un paese che possa pensare di tirarsi su con l'export perché, come sbandierato sempre in questi anni, l'economia italiana è fatta di piccole e medie imprese che non possono fare grandi numeri e in gran parte non possono esportare nulla. Allora se la tanto decantata flessibilità ed elasticità della piccola impresa italiana non serve più allora cosa ne facciamo di tutte queste partite Iva? Anche se ora le vogliamo demolire tutte, da dove si può ripartire se il paese è stato deindustrializzato? Vi faceva comodo la piccola impresa perché non chiede nulla, fa un po' di nero ma non rompe le scatole a nessuno e soprattutto non disturba il manovratore. Ora andate a spiegarlo alla commissione europea che l'Italia è in ripresa e perché.
  5. rob Rispondi
    Prof. Lei insegna, in merito alla scarsa attenzione dei media circa i dati sull'export, che l'informazione rende molto più di qualsiasi investimento e inoltre serve a gestire e conservare potere. Però credo che sia altrettanto disinformazione far credere che un Paese possa vivere e sopravvivere di sole esportazioni. Qualsiasi Paese vive prima di tutto del proprio mercato interno. Non sto qui ad elencare i motivi, ma chi come lei sa di economia e chi come me gira per l'Europa (settore alimentare) li conosce benissimo. La domanda che mi pongo è questa: siamo così convinti di essere un Paese esportatore? Io credo di no. Se vogliamo banalizzare, basta fermarci 10 minuti in un semaforo di qualsiasi città europea e vedere su 10 auto quante auto FIAT passano. Su un semaforo di Roma o Milano su 10 auto 7 sono di marche estere. Lavorando nel settore alimentare le nostre esportazioni (esclusi 1/2 prodotti) sono esportazioni di nicchia, cioè quantità limitate per svariati motivi: prezzi elevati per il consumatore medio-basso, motivi di costumi e usi etc. Basta andare in qualsiasi catena come Tesco o Asda a Londra per vedere che la superficie espositiva dei nostri prodotti è minima. Considerando anche altre nostre produzioni, basterebbe fare una piccola equazione per comprendere chi fa veramente numeri sostanziosi e reali: la maggiore catena al mondo di mobili è svedese, le maggiori catene di abbigliamento sono spagnole o svedesi, etc. Tant'è che Farinetti di Eataly sta tentando di fare vera esportazione andando a posizionarsi direttamente all'estero. Aggiungo che i dati dell'esportazioni spesso riportati sono acquisiti dalle fatture emesse, cioè numeri che molto spesso non equivalgono alla realtà, ma questo è un altro discorso.