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  1. informato automatico Rispondi
    Ho trovato questo specchietto che spero vi serva a capire. I giochi sono già tassati in diverse forme: per le Awp o New Slot dei bar (quelle a 1 euro di moneta massimo di giocata e vincita di max 100 euro di moneta) il Preu è al 12,7%+ 0.8 per i Aams i Monopoli + 0,5% per i concessionari (equivale a una tassazione del 56%, la più alta d'Europa e del mondo); il restante 11/12% se lo dividono baristi e i gestori degli apparecchi visto che il resto il 74% va in vincite. Quindi il 74% in vincite, il rimanente 26% suddiviso circa 14/15% Preu/Istat/Concessionarie e l'11/12% suddiviso a metà fra l'esercente barista e il gestore proprietario degli apparecchi che risponde di tutto anche dei furti e la tassa Preu deve versarla ugualmente. Esempio pratico: su 100 euro entrati in monetine in un apparecchio Awp o New slot, 74 euro vanno in media ai giocatori, 14/15 euro allo stato e 5/6 euro per ciascuno al barista e al gestore. Mentre le famigerate VLT o Videolottery quelle anche a 10 euro a partita e vincita da 5 mila euro con jackpot di sala da 100 mila e nazionali da 500 mila - quando ci sono - che vanno solo a banconote anche fino a 500 euro ( a rischio riciclaggio) pagano molto meno: il Preu è al 5%+ 0.8% per Aams, vincita teorica dell'85% ma reale (per un meccanismo infernale di rigioco) del 60/70%; qui i concessionari ci sguazzano. Sono dentro tutte le sale Vlt su cui voi non potete fare nulla perché le licenze sono gestite dalle Questure, dai Monopoli di Stato e dalle concessionarie.
  2. Stefano Caliò Rispondi
    Piccola puntualizzazione: il poker "online" (ovvero il Texas Hold 'em) non è un gioco d'azzardo, ma un "gioco d'abilità", come definito dal legislatore in materia. La distinzione spiega l'incidenza della componente aleatoria nel gioco (assoluta ad esempio nella slot machine, parziale in un gioco di carte, specie in quella variante del poker, appunto) e di conseguenza il valore atteso del gioco stesso. Detto questo, sono favorevole ad un aumento delle aliquote, anche se penso che i più colpiti dovrebbero essere i giochi d'azzardo, se si vuole che la cosa sia "propedeutica".
  3. Marcello Esposito Rispondi
    L'autore inquadra giustamente il problema dell'omogeneizzazione della tassazione delle varie forme di gioco lecito, ma calcola l'aliquota media implicita sulla definizione errata di "fatturato". Il valore a cui l'autore fa riferimento è infatti la cosiddetta raccolta "lorda", mentre è necessario considerare la raccolta "netta", data dalla differenza tra la prima e le vincite. La aliquota media così ricalcolata mostra sempre uno squilibrio tra le varie forme di gioco, ma non di queste dimensioni. Per quanto riguarda la proposta di intervenire sul gioco d'azzardo, qualunque mossa che disincentivi il gambling è benvenuta. Attenzione tuttavia a riferirsi al gioco d'azzardo come ad "un ricco piatto da cui ricavare risorse per le casse dello Stato" o ai ludopatici come a vacche da mungere: "I dati di Ipsos sulla ludopatia ci dicono che nel nostro paese ne sono affette quasi 790mila persone, che rappresentano l’1,6 per cento della popolazione adulta ed è lì che la tassazione può andare a colpire". Il gioco d'azzardo distrugge capitale umano e sociale. Il Parlamento dovrebbe legiferare per proteggere i cittadini dalla rapacità dell'industria e dell'erario. E se le risorse devono essere reperite, che si pensi prima a recuperare qualcosa dai famosi 90 mld e si lascino stare i ludopatici.
  4. Luca Rispondi
    La tabella 2 mi sembra irrealistica, in questi casi un link ai dati di partenza non sarebbe male. Che poi, parliamo di tasse sulle vincite? Sul giocato? Sui redditi delle società che operano su questo mercato? Boh.