La credibilità è un bene effimero. C’è voluto tempo, il sacrificio degli italiani e l’impegno personale di Mario Monti per ridare credibilità al nostro Paese. Rischiamo ora di perderla con una crisi di governo a poche mesi dalle elezioni. Non possiamo permettercela.
Basta con gli interventi ad hoc sull’indicizzazione delle pensioni per fare cassa per questo o quel problema. Abbiamo da 18 anni un sistema pensionistico contributivo, ma snaturato inserendovi l’indicizzazione ai prezzi. Allora meglio indicizzare al monte salari.
Poco da aspettarci dall’accordo sulla produttività firmato da parti sociali (Cgil esclusa) e Governo. Gli obiettivi sono troppo vasti e generici. Vediamo cosa potrà funzionare e cosa no.
Molti gli esempi di buchi e cattivi servizi delle aziende di trasporto pubblico controllate dagli enti locali. Che però vedono rinnovate le concessioni con consensi trasversali. Perché l’obbligo di gara non c’è più dopo il referendum dell’anno scorso e la sentenza della Consulta.
Con un decreto, il ministro Passera vuole ridurre l’uso di combustibili per la generazione di calore incentivando la coibentazione di edifici, le pompe di calore, i collettori solari termici. Bene, se non fosse che il provvedimento è finanziato da ricarichi sulle bollette del gas. Insomma, una nuova tassa.
Può tornare la crescita in Italia? Risponde sì, e indica come, un libro della serie nata dalla collaborazione tra lavoce.info e il Mulino.

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