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  1. Michele Rispondi
    Molto ben detto. Ma nulla sarebbe stato possibile, e, se possibile, opportuno, prima di essersi assicurato il controllo totale. Ciò che meglio caratterizza l'operazione, davvero importante misurata su un metro internazionale (globale?), è la perfetta coerenze tra strategia, tattica e logistica (in senso propriamente "militare") all'interno di un piano nato da una coraggiosa valutazione dello scenario, articolato in chiari obiettivi e precise scadenze (idee chiare, se si preferisce) e sostenuto da grande coraggio e determinazione. Anche certe battaglie contro un sindacato che da decenni dorme sugli allori, ora assumono un senso diverso, come indirettamente sembra ammettere il Prof. Schivardi. Ovviamente, appaiono non solo sbagliate ma anche un po' patetiche le nostalgie di un Furio Colombo per il tempo di Giovanni Agnelli e per una FIAT che non appartiene più all'Italia: per fortuna, coloro ai quali appartiene davvero avevano capito da tempo che l'alternativa era salire sulla scialuppa offerta da Marchionne o affondare con l'azienda tutta "italiana". Magari altri avessero seguito (seguissero) l'esempio: il dibattito sull'occupazione (anzi sulla disoccupazione) forse prenderebbe finalmente un'altra strada. Soprattutto se si riflettesse sull'importanza dell'accordo/impegno (legato agli ultimi 700 milioni ancora da pagare) sull'implementazione del WCM. Altro che art.18! Di sicuro, Marchionne & Co. hanno ora moltissimo da fare, e di sicuro debbono già pensare a chi e che cosa verrà dopo di loro. Ma sono sicuramente a galla e in grado di navigare e qualcuno in Europa da Capodanno dorme un po' meno tranquillo. E da noi qualche grande firma dovrebbe cercare in archivio cose scritte qualche anno fa su qualche giornalone.
  2. rob Rispondi
    egregio prof. Lei chiude la Sua articolata e completa analisi con queste parole "..È compito della politica fornire un quadro normativo adeguato alla gestione efficiente dei rapporti di fabbrica, a partire dalla riforma del sistema di rappresentanza. .." . Si potrebbero scrivere 10 fogli di altrettanta analisi per spiegare gli anni luce che ormai separano la politica dalla società italiana, oppure bastano 10 secondi e sentire l'intervista alla Camusso per capire allibiti il vuoto totale, il nulla!
  3. Enrico Rispondi
    Bell'articolo.Questa è un'occasione per dimostrare che in Italia siamo ancora capaci di fare produzione. Però bisogna anche considerare un possibile problema di sovra-produzione: è un fatto che fiat ha perso in Europa quote di mercato importanti e che non abbia modelli competitivi (questo per dire che non è detto che, eventualmente, non si produca in Italia solo per problemi di governabilità o comunque problemi "esterni" all'azienda).
  4. Libero pensiero Rispondi
    'Questioni Italiane'....recita il titolo dell'ultimo paragrafo ... Sono troppe, varie, variegate... Impossibile fare utili - cercare su dizionari il significato di tale lemma, ' utile' - in Italia. Non male, essere riuscito a salvare due aziende in pochi anni....Davvero un grande manager, Marchionne. E complimenti anche per il difficile lavoro - in salita- intrapreso su Alfa Romeo (vedere la nuova 4C: si inizia a sognare, proporre ai clienti, sperimentare...). Il tema dei temi (di vertice) e' se L'Italia, riuscirà nuovamente a vedere la luce del sole...Chissà come mai il sistema Usa (accesso al mercato dei capitali, on top) è strategico(''una solida base produttiva in Italia, non fosse altro per la presenza di impianti che non si possono rivendere facilmente'') A giudicare da quanto segue non c'è molto da stare allegri...Altro che G10 http://www.esteri.it/MAE/EN/Italiani_nel_Mondo/ServiziConsolari/AIRE.htm