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Quei dirigenti ministeriali: così numerosi e iperpagati

È difficile stabilire la retribuzione di un dirigente ministeriale. Un confronto con una democrazia efficiente può aiutare. I dirigenti di vertice italiani sono pagati tra il 50 e l’80 per cento più di quelli britannici e sono più numerosi. Una differenza indifendibile.

La spesa per gli organi legislativi, che ho analizzato nelle puntate precedenti, è di alto valore simbolico, ma è una piccola parte della spesa pubblica. La parte più importante è la remunerazione dei dipendenti pubblici. Questo è un argomento controverso, su cui è importante evitare conclusioni e generalizzazioni affrettate. Ma una componente importante può essere investigata e valutata abbastanza facilmente: la remunerazione dei maggiori dirigenti. (1)

La tabella sottostante confronta le remunerazioni dei dirigenti più senior di quattro ministeri italiani, quelli degli Esteri, dell’ Economia, delle Politiche Agricole, e della Salute, con i loro omologhi britannici. (2) In entrambi i paesi la remunerazione include la parte variabile, ed eventuali bonus e premi di produttività.

UNA DIFFERENZA TRA IL 50 E L’ 80 PER CENTO …

Cominciamo dal ministero delle Politiche Agricole, in cui c’è una corrispondenza praticamente perfetta fra le posizioni di vertice in Italia e Gran Bretagna: un capo di gabinetto (un permanent undersecretary), tre direttori di dipartimento (tre director general) e sette direttori generali (otto director).(3) La figura più senior in Italia è il capo di gabinetto, che guadagna 275000 euro; in Gran Bretagna il permanent undersecretary guadagna 192.000 euro – una differenza del 43 per cento.(4) Dopo di questi, in media i tre direttori di dipartimento guadagnano 287.000 euro, contro i 166.000 euro dei director general: una differenza del 70 per cento. I sette direttori generali in media guadagnano 192.000 euro contro i 118.000 euro dei director: una differenza del 60 per cento.

Passiamo al ministero degli Esteri. Il segretario generale guadagna oltre 300.000 euro all’anno, il 15 percento in più del suo omologo britannico – una differenza non enorme. Il capo di gabinetto guadagna 273.000 euro, l’80 per cento più del chief operating officer britannico. Nel ministero degli Esteri italiano vi sono otto direttori generali, con uno stipendio medio di 250.000 euro, il 50 per cento più dei tre director general e l’80 per cento più della media dei tre director general e dei nove director. (5) La differenza è ancora più significativa perché non vi possono essere dubbi che il Foreign Office britannico ha un ruolo internazionale enormemente più importante del ministero degli Esteri italiano.

Il terzo riquadro della tabella si riferisce al Ministero dell’Economia. Qui non ho dati sulla remunerazione del capo di gabinetto e del capo della segreteria tecnica. I quattro direttori generali in Italia guadagnano in media 289.000 euro, il 90 per cento più dei quattro director general. Gli altri 57 dirigenti di prima fascia italiani guadagnano in media 176.000 euro, il 60 per cento più dei 17 director britannici. (6)

Il quarto riquadro confronta i due ministeri della Salute. Il direttore del dipartimento ha uno stipendio di 293.000 euro, il 45 percento più del permanent secretary britannico. La media dei quattordici direttori generali italiani è di 232.000 euro, quella dei cinque director general britannici di 164.000 euro, una differenza del 40 percento.

… CHE NON HA ALCUNA GIUSTIFICAZIONE

La conclusione è chiarissima: i dirigenti di vertice italiani sono troppi, e iperpagati. Non esiste alcuna giustificazione per remunerazioni così alte. Semmai, ci si aspetterebbe l’ opposto, per due ragioni. I ministeri britannici competono nell’ attrarre talenti con la City di Londra, che ha salari altissimi, mentre non esiste niente di comparabile a Roma; e il costo della vita è molto più alto a Londra che a Roma.

Qualcosa va fatto, e sostanziale: non basterà bloccare l’ adeguamento all’ inflazione, o altri palliativi del genere. La Corte Costituzionale si opporrà, come in passato, perché ha un evidente conflitto di interessi in materia di stipendi d’ oro, ed ha già mostrato di usare una logica economica contorta per bocciare alcuni provvedimenti ragionevolissimi proposti in passato. Si dovrà anche smettere di invocare la nozione di “diritto acquisito”. Qualsiasi cambiamento di legislazione lede qualche “diritto acquisito”: se si aumenta l’ aliquota dell’Imu, si svantaggia chi aveva comprato una casa rispetto a un individuo identico che aveva deciso invece di prendere in affitto.

E non è solo un problema politico, morale e simbolico, come nel caso degli organi politici legislativi: ora le somme in gioco sono probabilmente più alte. Quanto esattamente al momento è difficile dire; nelle prossime puntate cercherò di fornire una stima più precisa.

perotti
La tabella mostra le remunerazioni dei dirigenti di vertice in alcuni ministeri in Italia e in Gran Bretagna.
Fonti: vedi il mio website
Note: permanent secretary o undersecretary: SCS4. director general: SCS3; director: SCS2. Il tasso di cambio utilizzato è di 1.1615 Euro per Sterlina (vedi nota 4).

(1) Non sono il primo ovviamente ad avere affrontato questo argomento. Tra gli altri, segnalo l’ iniziativa di Fare per Fermare il Declino, “Non più alto del Colle”: nessun dirigente pubblico può guadagnare più del Presidente della Repubblica, la cui remunerazione attuale mi risulta essere di “circa” 248.000 euro (la cifra esatta, purtroppo, non è desumibile dal sito del Quirinale, o almeno non è facilmente rintracciabile).
(2) Ho provato anche a fare un confronto tra altri ministeri, ma in molti casi la cosa si è rivelata impossibile perché i dati italiani sono spesso estremamente lacunosi, nonostante l’ obbligo teorico di pubblicare gli stipendi dei dirigenti. Nel caso del ministero della Giustizia, per esempio, sono stati messi in rete alcuni CV dei dirigenti ma non le loro remunerazioni, anche in questo caso contro le norme sulla trasparenza. A mia richiesta, il responsabile per la trasparenza del gabinetto del ministro ha risposto che i CV vengono aggiornati progressivamente a causa dell’ elevato turnover. Ma le norma sulla trasparenza (per cui dobbiamo ringraziare una volta tanto il tanto vituperato ministro Brunetta) impongono di pubblicare le remunerazioni dei dirigenti a un dato momento, per esempio il 31 dicembre 2012.
(3) I dirigenti pubblici in Gran Bretagna si dividono in 4 categorie: SCS4 (Senior Civil Service level 4), solitamente i permanent secretary o permanent undersercretary; SCS3, solitamente i director general; e SCS2, solitamente i director. In Italia, generalmente, ma non sempre, si parte dai capi di gabinetto e dai segretari generali; in alcuni ministeri vi sono anche dei capi dipartimento; seguono i direttori generali; gli altri dirigenti di prima fascia hanno il ruolo di direttori o simili. Quindi in queste tabelle confronto i livelli SCS4, SCS3, e SCS2 britannici con i dirigenti di prima fascia italiani.
(4) Il tasso di cambio utilizzato per convertire i salari britannici è di 1.1615 Euro per Sterlina. Ottenuto dalla tavola dei tassi di cambio  aggiustata per la parità del potere di acquisto per il Pil nel 2012. Calcolata come rapporto tra il tasso di cambio tra Euro e Dollaro di 0.791 e il tasso di cambio tra Euro e Sterlina di 0.681.
(5) Nel ministero degli Esteri non ci sono capi di dipartimento, quindi i direttori generali possono essere confrontati direttamente con i direttori generali britannici.
(6) Il ministero dell’ Economia italiano è più grande del Tesoro britannico. Sarebbe utile aggiungere l’ Agenzia delle Entrate in Italia e il dipartimento di Customs and Revenues  in Gran Bretagna. Sfortunatamente, per ora non ho dati sulla remunerazione dei dirigenti di prima fascia nell’ Agenzia delle Entrate. Ma il quadrm non cambierebbe molto perché gli stipendi tabellari dei dirigenti di prima fascia nell’ Agenzia delle Entrate sono identici a quelli del ministero dell’ Economia.

Leggi la puntata precedente “La truffa del finanziamento pubblico ai partiti” o vai allo Speciale con tutte le altre puntate

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122 commenti

  1. gianfranco

    Tutto giusto e sacrosanto. Se il calcolo si effettuasse sulle retribuzioni nette anziché su quelle lorde la differenza percentuale si ridurrebbe alquanto però. Con i numeri citati, ad esempio, nel caso del capo di gabinetto del ministero dell’agricoltura, tenendo conto delle diverse aliquote fiscali e dei diversi sistemi di detrazione, la differenza sarebbe (facendo un conto a spanne) all’incirca tra 160.000 per l’italiano e 125.000 per l’inglese. Comunque notevole ma inferiore al 43% evocato. Questo solo per dire (pleonasticamente) che un notevole risparmio per lo stato lo si conseguirebbe anche riducendo il carico fiscale sul lavoro. Ma soprattutto una valutazione analitica e puntuale andrebbe fatta sui carichi di lavoro effettivamente svolti, sulle responsabilità che effettivamente i due omologhi si assumono e di cui nella pratica reale rispondono e sulla complessiva efficacia ed efficienza del loro lavoro. La mia personale esperienza lavorativa, per esempio, mi dice che i dirigenti delle amministrazioni provinciali (come in generale quelli degli enti locali di una certa grandezza) percepiscono una retribuzione netta di circa 70.000/80.000 euro l’anno a fronte di nessun reale lavoro (e dico nessuno), potendo beneficiare in genere di apparati amministrativi perfettamente in grado di andare avanti da soli, schivano qualunque forma di responsabilità e non rispondono in nessuna sede delle responsabilità che eventualmente possano essere loro ascritte. I numeri sul costo della dirigenza pubblica sono molto più scandalosi quando si considerano il rapporto tra la retribuzione di un dirigente e quella di un funzionario o un impiegato e si valutano i concreti carichi di lavoro e di responsabilità ripartiti tra i diversi livelli. In ogni caso, complimenti per la ricerca e la campagna di informazione che sta svolgendo.

  2. Enrico

    E’ per questo che pago le tasse?

    • Emmanuele La Tanza

      SI! Per questo e altro come questo a livello Regionale, Provinciale Comunale, municipalizzate etc. etc. Il probema é difficile da risolvere perché in quanto amici e parenti degli amici e degli amici degli amici risultano inamivibilii

  3. Vincesko

    LA CASTA DEI MANDARINI.
    La Pubblica Amministrazione è da sempre – se si può dire così – una vera emergenza nazionale. In tutti i saggi in tema di come migliorare l’economia italiana, tra le misure da prendere viene sempre indicato al primo posto il miglioramento dell’efficienza della PA. Al vertice – ed è un aspetto pochissimo noto – si è consolidata una vera e propria casta centrale di alti funzionari pubblici (in maggioranza appartenenti al Consiglio di Stato, come sono – per fare 2 esempi noti – l’ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, e quello subentrante, Filippo Patroni Griffi, entrambi beneficiari di doppio stipendio in quanto magistrati fuori ruolo) che sono convinti di essere lo Stato e costituiscono il vero ganglio del funzionamento (e del disfunzionamento) dell’apparato pubblico, dalla formazione e applicazione delle leggi emanate dal Parlamento alla amministrazione dei servizi.
    A questa casta centrale, si sono poi sommate quelle regionali, che forse sono anche peggiori (v., ad esempio, gli stipendi dei Mandarini siciliani o l’utilizzo dei FAS).

  4. Gianfranco Zan

    Mi domando come mai non ha sottolineato come, facendo le somme tra le retribuzioni all’interno di uno stesso ministero, la spesa italiana risulti il quadruplo.

  5. Fabrizio Onida

    Come si comparano quelle cifre al netto delle imposte sul reddito (più alte in Italia, credo)?

    • Filippo

      Come si comparano quelle cifre al netto delle imposte sul reddito di chi il reddito se lo guadagna giorno per giorno e senza vergognose regalie?

  6. Alfredo Ferrante

    Una domanda utile a completare il quadro e per poter quindi ragionare compiutamente sui datI: sono state comparate le popolazioni delle strutture prese in esame? Per capire se i dirigenti (in questo caso apicali) sono pochi o troppi è fondamentale sapere in rapporto a quante unità di personale in servizio nelle strutture che dirigono. Grazie

  7. Difficile dire. Può darsi, come ha sottolineato anche il lettore Gianfranco qui sotto, che i dirigenti italiani paghino tasse leggermente più alte. D’altra parte 1) il costo della vita a Londra è molto più alto che a Roma; 2) i dirigenti italiani percepiscono ancora delle pensioni enormemente superiori a quelle dei loro colleghi britannici.

    • Stefano Andreoli

      Non capisco perchè insiste sul fatto che il costo della vita a Londra è molto più alto che a Roma. Non ne ha già tenuto conto aggiustando il tasso di cambio per tener conto del potere di acquisto (nota 4) ?

  8. Vittorio Vidotto

    Non è chiarito, e forse andrebbe chiarito, come si sia arrivati, nel tempo, a questi compensi

    • Mara Gasbarrone

      Completamente d’accordo: c’è un prima e un dopo, che andrebbe chiarito

  9. No, questo è quello che mi ripropongo di fare quando avrò i dati più completi. In generale, però, sappiamo che i dipendenti dei ministeri italiani sono più numerosi dei dipendenti britannici

    • Antonio Pandolfi

      Credo la carenza di dati sia relativa ai dipendenti britannici, dal momento che per quelli italiani da anni ci sono i dati del Conto Annuale del personale (e Relazione allegata) dell’ispettorato IGOP di MEF-RGS.

  10. rob

    Tutto giusto però professore Lei sa che il vero “cancro” della burocrazia italiana sono le Regioni e i dirigenti regionali. Capisco e apprezzo il suo lavoro, ma credo che ogni analisi tecnica, soprattutto in un momento economico-politico come questo, deve avere la finalità di creare critica e riflessione, ma anche essere posta in una scala di priorità. E’ da smantellare immediatamente il sistema regionale se ci vogliamo salvare, non ci sono altre vie. In un contesto futuro di sistemi geo-politici di grandi dimensioni il nostro misero “spezzatino” di signorie andrà nella pattumiera. Credo che Lei oltre che fornirci di numeri (per carità utili) può fornirci attraverso questi anche di un suo pensiero da studioso accorto.

  11. Ylenia

    Complimenti per gli studi e per la campagna di informazione che sta facendo. Bisogna promuovere questo articolo il più possibile, poi ci vorrebbe la volontà in parlamento di fare qualcosa, penso che solo i 5stelle potrebbero imbarcarsi in una crociata contro gli alti funzionari, non mi vedo il Pd o il Pdl andare contro questa casta.

    • Ivano Zatarra Terzo

      io aspetto ancora che l’m5s indichi proposte degne di tale nome contro:
      1- la corruzione;
      2- come il prof. Perotti ha dimostrato. contro la remunerazione elevata di molti,
      troppi dirigenti (non solo rai);
      3- l’evasione fiscale che costa annualmente miliardi di euro (e vorrei ricordare
      che proprio grillo, di fatto “graziato” per evasione, tace su questo punto
      e si occupa invece di banalità varie che lasciano il tempo che trovano)

      Vorrei poi capire quale tipo di politica economica, industriale, di sicurezza, estera e comunitaria hanno in mente grillo&casaleggio.

      La politica è la continua ricerca del patto migliore. E questo nessuno, ma proprio nessuno tra deputati pentastellati, grillo e casaleggio l’ha ancora capito.

      Le rivoluzioni sono altra cosa.

  12. Piero Atzori

    Caro Perotti, da un po’ di tempo non perdo occasione per postare su fb i suoi interessanti articoli di denuncia degli sprechi della casta. Spero non demorda e spero che in futuro le cose cambino in Italia. Intanto mia figlia è riuscita a sfuggire alle logiche nepotistiche e mafiose italiane trovando lavoro qualificato in Francia.

  13. Vincesko

    Tutto è partito dalla legge Bassanini, forse buona nelle intenzioni, pessima nell’attuazione e nei risultati.

    • roberto

      Bassanini guarda un po’ è finito alla CC.DD.PP. Cassa depositi e prestiti…

  14. cesare

    Complimenti al Prof.Perotti per questa e le tante altre ricerche.Un suggerimento:sarebbe utile,logicamente per l’Italia, sapere quale data e quindi quale governo ha acceso la miccia della dinamite stipendiale.Perchè da quanto ne so per esperienza diretta l’esplosione è avvenuta con il passaggio all’euro.

  15. Antonio Pandolfi

    Una modesta proposta…
    … per la prossima tornata contrattuale: difendere il monte-salari complessivo e modificarne il riparto tra CCNL dei dirigenti e CCNL del personale dipendente.

  16. Antonio Pandolfi

    Gentile prof. Perotti, anche alla luce dei commenti che mi hanno preceduto sarei curioso di vedere una tabella con quattro caselle che esponessero l’attuale distribuzione del monte salari della PA tra centro/periferia e dirigenti/dipendenti.
    Non crede che questi quattro numeri in croce potrebbero fornire un importante riferimento alla discussione di una piattaforma per un, auspicabile, rinnovo contrattuale?

  17. Dario Quintavalle

    Interessante analisi, peccato per le solite affermazioni apodittiche (“i dirigenti sono troppi”: rispetto a cosa?). Rimando al rapporto “Signora Mia” pubblicato dall’Associazione AllieviSSPA http://www.allievisspa.it/2013/11/10-luoghi-comuni-sul-pubblico-impiego-e-i-dirigenti-pubblici/ Comunque il problema delle eccessive retribuzioni del top management esiste, ma non solo nel pubblico: vogliamo parlare dei superbonus? (DQ, dirigente di II fascia con CV e stipendio regolarmente pubblicato su internet – stipendio netto a novembre 56 (cinquantasei…) € 🙂

  18. Alberto

    Un piccolo suggerimento: bisogna tenere anche conto che gli stipendi medi italiani dei dipendenti privati sono INFERIORI a quelli degli analoghi dipendenti UK, Germania e Francia, per cui la differenza cresce ancora.

  19. nunzio

    Perché non si fa il confronto con le retribuzioni nette?

  20. Perfetto, da porre l’accento sul costo della vita tra l’Italua e l’Inghilterra, in Italia i dirigenti dovrebbero incassare la metà di quelli inglesi, se consideriamo il costo della vita, nell’articolo si tocca questo problema, deve essere più enfatizzato per fare un giusto confronto.

  21. Con il confronto del costo della vita, abbiamo che gli italiani vengono pagati tre volte tanto i colleghi inglesi.
    Naturalmente Letta conosce bene questa realtà, ma di guarda bene di introdurre una legge che ponga un tetto agli stipendi, abbiamo visto lo stesso film con gli stipendi dei parlamentari.

  22. fabrizio

    caro Perotti, due verifiche necessarie per un analista serio e per evitare di giocare alla demagogia buona per i titoli di giornale: le cifre da lei indicate sono lorde. Quelle da fornire sono al netto di tasse e contributi. Scoprirà un mondo di differenza. Salvo assumere che il carico fiscale di Regno Unito e Italia sia comparabile… Altra verifica, vada a comparare i salari (netti) delle fasce medie e basse di funzionari ministeriali, per non parlare degli impiegati. Scoprirà che in Italia rispetto ai pari grado britannici (nonché tedeschi e, in misura minore, francesi) i ministeriali sono morti di fame. Va benissimo ridurre il numero dei dirigenti (statali, ma soprattutto regionali che si contano sulle centinaia e non sulle unità) e il loro stipendio. In un fase cosi’ drammatica tutti devono dare il proprio contributo. Ma continuare a sparare cosi’ sugli statali, senza fornire dati corretti e soprattutto comprensivi, aiuta solo la demagogia della strada, non la ripresa del nostro Paese.

  23. Filippo

    L’unica attuale conclusione del lavoro dell’ottimo Prof. Perotti si declina, a mio parere, in uno strenuo incoraggiamento dell’evasione fiscale, oggi l’unico sistema per evitare al sistema burocratico di drenare ulteriori risorse da destinare a strutture parassite.

    • Vedrà che si troveranno soluzioni migliori, come ridurre questi stipendi esagerati. Prima o poi succederà, se c’è abbastanza pressione e informazione.

      • Ryoga007

        Queste persone siedono nella stanza dei bottoni. Quando crolleremo definitivamente temo saranno gli utlimi ad essere colpiti.

  24. Ryoga007

    In queste cifre è compresa anche la (eventuale) componente variabile? Le cifre inglesi mi sembrano davvero basse, per gli standard della city…

    • Roberto Di Natale

      Chiedo al Prof. Perotti alcuni chiarimenti di carattere metodologico:
      1. con quale criterio abbia scelto la Gran Bretagna come benchmark di riferimento per l’analisi dello scostamento e quindi la sua rappresentatività?
      2. Quale tipo argomentazione supporta la scelta di tali 4 ministeri?
      3. Se l’efficienza e l’efficacia dell’azione di questi dirigenti possa essere valutata soltanto dalla remunerazione?
      4. Se l’ampiezza e la profondità dello studio sia sufficiente a supportare l’induzione “La conclusione è chiarissima: i dirigenti di vertice italiani sono troppi, e iperpagati. Non esiste alcuna giustificazione …”?

    • Si’, sono compresi bonus e componente variabile, sia in Italia sia in UK

    • AM

      Gli stipendi inglesi appaiono bassi anche per il fatto che la pressione fiscale in UK è minore che in Italia. Ragionando in termini di redditi al netto dell’imposta la differenza fra UK e Italia si riduce

  25. B. Malipiero

    Riguardo la nota 2 sarebbe bene rimarcare che i dirigenti del Ministero della Giustizia che omettono di dichiarare le loro entrate sono magistrati. Del resto, proprio alla Giustizia si sono avuti i casi più clamorosi di iperretribuzioni come i 543.954,42€ attribuiti al Capo dell’Amministrazione Penitenziaria. Visti i commenti qui, sarebbe il caso di non scatenare la solita campagna di invidia sociale: può darsi che gli stipendi siano meritatissimi. Meglio sarebbe far luce sui meccanismi attraverso i quali si arriva a posti così ben retribuiti: i beneficati fanno qualche concorso? O sono i soliti amici degli amici? E quale imparzialità può vantare un magistrato, se il governo gli attribuisce tanti e così lucrosi incarichi extragiudiziari?

  26. Maurizio

    Secondo me il termine del confronto , UK, non va bene il costo della vita è più alto ed il cambio rende meno evidenti alcune differenze a quando un confronto con Spagna Francia ecc. Oltre le restribuzioni andrebbero valutati altri aspetti: giorni di lavoro, valutazione, certezza del posto di lavoro, sistema pensionistico.. Tale continuo furto di risorse pubbliche dovrebbe obbligare i contribuenti ad una scelta morale chiara: sciopero fiscale

    • Scrillo

      lo sciopero fiscale però porta serie e gravi conseguenze per chi lo fa.

  27. gv48dl

    Ogni ulteriore considerazione è inutile. Da notare che nonostante si denunci questa situazione non succede mai nulla. Che strano paese e l’Italia.

    • Scrillo

      perché chi deve fare qualcosa è in forte conflitto di interesse.

  28. Amegighi

    Sono daccordo con il suo commento a Filippo. Solo attraverso la corretta informazione, si riesce a sradicare il lobbismo che impedisce di riparare a tali evidenti storture.
    La corretta informazione si ha accedendo DIRETTAMENTE alle cifre. Se per la Gran Bretagna è facile, appare quasi impossibile con l’Italia.
    E’ strano, ma quando tutti sono interessati, tutti conoscono bene l’argomento. Credo che pochi in Italia, non sappiano vita morte e miracoli dei giocatori e della squadra del cuore. Si interessano e cercano i dati leggendoli sul giornale o sul web. Difficile che li raccolgano dai cosiddetti “sentito dire”.
    Differente invece in questi casi. Addirittura patetici coloro che, avendo loro citato dei dati Eurostat (accessibili a chiunque) mi hanno risposto che quelli erano “eviedentemente dati manipolati dai tedeschi”…..

  29. Giuseppe

    Ottima analisi prof. Perotti.
    Da aggiungere che nei Ministeri italiani c’è un’enorme sperequazione fra gli stipendi del personale non dirigente (più bassi rispetto a quelli degli altri paesi europei) e quelli del personale dirigente. Non è equo che un funzionario (laureato) guadagni appena 25mila euro lordi l’anno vivendo in una città costosa come Roma, mentre un Capo Dipartimento dieci volte tanto.

  30. Riccardo

    Gentile professor Perotti,
    ma come sarà possibile girare attorno alla Corte Costituzionale? Qualsiasi riduzione viene vista come un’iniqua imposta a singole categorie e quindi bocciata.
    Bisogna veramente mettere mano alla Costituzione? Quindi non si farà niente?

    • Anche i giudici della CC, o una maggioranza di loro, prima o poi entreranno nel 21esimo secolo, si spera. E a furia di tentare, se si vuole, un punto di rottura si trova.

      • Scrillo

        quel “si spera” lì fa presumere che non avverrà in quel modo se mai si arriverà a una svolta.

  31. Piero Atzori

    Prof. Perotti, non pensa che per ridurre drasticamente i costi della casta s’imporrà prima o poi la rinuncia alla stessa Costituzione, rivelatasi troppo cagionevole di salute e facile preda di ogni sorta di parassitismo? La stessa Consulta – Lei ce lo ha ben mostrato – non è immune da parassitismo. Come dopo la fillossera le vigne furono reimpiantate, così, a mio avviso, ci serve una nuova Costituzione. Mia madre mi riferì che per aver ragione delle cimici in casa di pietra e fango non c’era verso se non con l’abbattimento della casa stessa.

    • Non so….. non c’è niente nella Costituzione che imponga questi stipendi. A mio avviso il problema è facilmente risolvibile, senza toccare la Costituzione, se solo si vuole.

      • Piero Atzori

        Il punto è che la Costituzione non vieta esplicitamente abnormi e offensive sperequazioni.

        • apo piters

          Perchè? In senso lato, cito il primo comma dell’art. 36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.
          Credo che quivi vi possa essere la possibilità di AGIRE.

      • Piero Atzori

        se nella Costituzione non c’è niente che porti alle sperequazioni offensive, non c’è neppure un preciso divieto in proposito. Ecco
        un divieto esplicito ci vorrebbe a questo punto.

    • ago.manni

      Gentile sig. Piero, aggiunga una t alla sua casa e non c’è più bisogno di toccare la Costituzione. Nella situazione attuale i parassiti, presenti e passati, dovranno presto risponderne. E restituire con comode cartelle Equitalia rateizzabili fino a 10 anni. Non credo che gli azzeccagarbugli siano particolarmente coraggiosi e sono i primi a sentire il vento che cambia; si comportano come i salici quando passa la piena d’acqua nel canale. Ha visto la Corte dei Conti come è cambiata? Non parla più di matite e temperini come ai tempi di Craxi ma di cose più sostanziose (finanziamento pubblico) e danno erariale a tutto spiano. Ha visto la Corte Costituzionale, sotto il vento dei forconi, come ha fatto presto a decidere sul porcellum? Ha smentito tutte le previsioni di tutti i presunti esperti costituzionalisti! Ha visto il Governo come ha fatto presto a correggere gli affitti d’oro senza clausola di recesso (quelli di Violante, destinatario della prossima cartella Equitalia)? Abbia fede e soprattutto diamoci da fare per sostenere questo cambiamento: il Paese ne ha bisogno.

  32. Antonio Pandolfi

    Anche per questo. Per le scelte fatte, almeno dal 1992 in poi, in materia di pubblico impiego. Sono state appunto delle scelte, potevano essere diverse e potrebbero essercene altre.
    Ad esempio, le retribuzioni e la gestione dei dirigenti (tutti) potrebbero tornare ad essere governate più da vicino dal Parlamento – attraverso la legge. Forse questo, oggi in questa Italia, renderebbe meno diretto il legame tra politica e amministrazione.

  33. Sto cercando i dati in questione, non è facile ma ci arrivero’

  34. Ecco le risposte:
    1. La Gran Bretagna ha un’ amministrazione pubblica molto trasparente, i dati sono facilmente ottenibili. Delle altre lingue parlate in Europa, conosco solo il francese e riesco a leggere lo spagnolo. Non credo questi due paesi abbiano un’ amministrazione trasparente come quella britannioca, ma se anche l’ avessero, preferisco portare a termine il lavoro piuttosto che fare la fine della Commissioen Giovannini, che si è posta un compito troppo vasto e ha dovuto / voluto rinunciare. In ogni caso credo tutti converranno che la Gran Bretagna è una democrazia abbastanza ben governata, non credo faremmo male a seguirne l’ esempio in fatto di pubblica amminitrazione.
    2. Anche qui, ho preso i primi ministeri che avevano dati disponibili. Sempre per non fare la fine della commissione Giovannini. Anche qui, comunque, sto cercando i dati per tutti i ministeri.
    3. No.
    4. Il campione comprende per ora 4 ministeri, tra cui due grandi e importanti come Economia e Finanze. Non è l’ universo, ma è un buon campione. Soprattutto, le remunerazioni dei dirigenti apicali sono simili in tutti i ministeri italiani e in tutti i ministeri britannici da me esaminati, e la differenza è costantemente fra il 50 e l’ 80 percento. Quindi sì, mi sento di poter generalizzare con una altissima probabilità.

  35. I dirigenti sono “troppi” rispetto a quelli britannici, che apparentemente riescono a “dirigere” il paese lo stesso.
    D’ accordo con lei, c’è un problema anche nel privato, grazie anche a una corporate governance che lascia a desiderare. Ma io ho due mani e un cervello, faccio quello che posso.

    • Dario Quintavalle

      Non dubito della bontà della sua ricerca: faccio solo notare che la presente crisi economica non è stata causata dagli impiegati statali italiani, ma dai geni della finanza americani, e dai tanti supermanager che hanno continuato a macinare superbonus anche quando le loro aziende andavano in malora. Che si continui a puntare il riflettore e l’indice accusatore solo sul settore pubblico, allora, mi pare indice di un pregiudizio culturale duro a morire, anche se smentito dalla storia. Soprattutto mi piacerebbe capire, qual è il numero “giusto” di dirigenti, e quale la loro “giusta” paga…

  36. Non so se “prima” era meglio. In ogni caso, è praticamente impossibile ricostruire gli organigrammi e gli stipendi dei dirigenti nel passato. Lo si può fare ora grazie alla trasparenza imposta dal ministro Brunetta, ma anche se si vuole andare indietro di due anni, è impossibile, almeno via Internet. E non sono sicuro che sia importante: il problema attuale mi sembra abbastanza chiaro, il passato è passato.

  37. Sono sattamente i dati che mi sto procurando. Quelli attualmente on line non sono sufficienti.

  38. fabrizio d'ippolito

    Cosa vuol dire che gli stipendi siano meritatissimi? che, eventualmente, i pari grado inglesi lo siano di meno? Mi sembra un’ipotesi molto leggera

    • opinion

      Non posso che rimarcare la tesi di Malipiero. Attenzione, un manager nel settore privato non è che guadagni meno,
      invero i problemi sono 2:
      1) come ci si arriva a tali poltrone? Meritocrazia? Fidelizzazione e fedeltà a qualcuno…Più probabile.

      2) come si comportano/quali risultati producono questi top manager? Lo stipendio alto/basso deve essere commisurato ai risultati prodotti! Altrimenti ci focalizziamo su bersagli facili, giornalisticamente appetibili, tuttavia fuorvianti.

      • Lucia

        rimango basita dell’ingenuità… in Italia la meritocrazia non è mai esistita.

  39. rob

    capisco che sarebbe un lavoro arduo è impossibile ma se il suo lavoro di ricerca fatto a livello ministeriale lo trasferisse al sistema regionale verrebbe fuori qualcosa di mostruoso. Se pensiamo che ogni regione oltre la burocrazia da “piccola Roma” ha miriade di partecipate, enti, corsi di formazione ( Lombardia docet) vieni fuori il vero cancro del Paese, le vere metastasi. Talmente mostruoso che il lavoro che Lei ha fatto sui ministeri sarebbe impossibile poichè ci vorrebbero anni. Essendo un esportatore la scarsa credibilità all’estero è data proprio da questo presentare il Paese in “ordine sparso” diamo l’idea di un gruppo di “straccioni” improvvisati. Togliere 10 0 20 super stipendi non risolve nulla , la cancrena si combatte con la sega non con il bisturi

  40. opinion

    Il vero problema è l’utilità di questi signori. Occorre capire quali siano i loro meriti per guadagnare cifre così’ alte, quali siano i risultati prodotti dai loro ministeri, chi siano i soggetti che li hanno “piazzati” là.

    Sono i risultati che occorre valutare ancor prima della “spesa”, in questo caso delle retribuzioni. E’ sui risultati e sulla (dubbia) carriera (corriera politica per molti) – merito, che occorre focalizzarsi.

    Così come per i costi della politica non è vero che il problema sia il vitalizio, siano i privilegi, o altro… il vero problema sta nel fatto che questi signori sono in parlamento perché qualcuno ha messo il loro nome in una lista ad un certo punto piuttosto che in un altro,
    nel fatto che non rispondono alla collettività, non perseguono il bene comune,
    ma rispondono al “padrone” che li ha piazzati
    a interessi particolari di lobbies (affaristiche), talvolta connesse con la malavita, talvolta espressioni della stessa malavita, talvolta espressioni di territori che spingono per avere deroghe e alle regole e vantaggi senza alcun fondamento.

    Ecco che il bene comune italico si perde nei mille rivoli e negli emendamenti, nel lavorio oscuro delle commissioni…

    Non esiste un iter legislativo alla luce del sole, trasparente, nel quale confluiscono le migliori idee e proposte,
    invero le lobby, ancorché vive e dinamiche in Italia “ufficialmente” non esistono, non sono normate… eppure fanno il loro sporco fazioso lavoro!

  41. opinion

    Non solo nei ministeri, non si capisce il divario stipendiale tra un funzionario e un manager considerati i risultati prodotti da questi ultimi e considerate le logiche selettive che li hanno condotti a svolgere determinati incarichi.

  42. Non esattamente, perché l’ aggiustamento per la PPP è nazionale, e la diferenza fra Londra e il resto dell’ UK è quasi certamente molto più alta che la differenza fra Roma e il resto d’ Italia.

  43. Umberto

    E’ vero, ma ha preso come paragone i meno pagati d’europa. Quanto prende il direttore generale del governo danese, di quello olandese, per non parlare di un direttore generale dell’ OECD?

  44. apo piters

    Credo inoltre che qualcuno non abbia neanche i titoli coerenti e corretti; troppi certificano lauree o masters attraverso autocertificazione!

  45. AndreaP

    “Sfortunatamente, per ora non ho dati sulla remunerazione dei dirigenti di prima fascia nell’ Agenzia delle Entrate.”

    Il Conto Annaule del Tesoro sul Pubblico Impiego fornisce la retribuzione media lorda. Nella sezione Spese, sottosezione Rediribuzione Media, Comparto Agenzia Fiscali, Agenzie ed infine Agenzia delle Entrate. Il lordo medio dei Dirigenti di prima fascia all’Agenzia delle entrate è 228.341 euro nel 2012.
    In Struttura del Personale c’è il dato di quanti sono i dirigenti I fascia al 31/12/12

  46. Antonella Gramigna

    Condiviso su fb. I dati mi sconcertano ma tant’è!

  47. Paolo Praolini

    Questo studio che concretizza dati inequivocabili, rende merito al prof.Perotti per l’impegno e la capacità di essere arrivato ad aggregare quelle informazioni che un anno e mezzo fa l’attuale ministro Giovannini a capo dell’Istat non riusci a raggiungere per cercando di raffontare gli stipendi dei nostri politici con quelli degli altri politici europei!
    Questo mette in evidenza che quando si vuole si può.
    L’allora Giovannini prostrato alla classe politica non volle raggiungere lo scopo di rilevare che i ns parlamentari guadagnamo più degli altri colleghi europei, poi costringendo la ns classe politica ad una cura dimagrante….
    Qualche taglio tra dirigenti pubblici e politica potrebbe dare un grande segnale di coerenza al paese e qualche risorsina alle disastrate casse dello Stato.
    Grazie per questo bel lavoro!
    La seguirò con fedeltà…

  48. Marco

    Se si considerano però i salari netti credo che i valori siano molto vicini, ovviamente rimane il problema della differenza del costo della vita.

  49. Gaia Benedetta Lanotte

    Sarebbe interessante anche il confronto di questi numeri con gli stessi numeri per alcune categorie di lavoratori privati dove penso che la forbice del rappporto Italia/UK sarebbe 0,30-0,50.

  50. domenico sannella

    Concordo con l’Analisi del Prof. Perotti.
    come ulteriore punto di riflessione sulla inaccetabilità di tali fasce retibutive, sarebbe utile anche misurare il livello di efficienza e performance dei ruoli identificati con quelli Britannici

  51. Libero pensiero

    Mille grazie caro Professore.
    Un paese da rifondare (palingenesi) ripartendo da numeri e…Galileo Galilei (ipse dixit…e…Balena Bianca…)

  52. franco benincà

    Aver raggiunto queste cifre considerevoli che ora sono poste in luce per la crisi economica che stiamo vivendo, deriva dalla autonomia dell’ordinamento dirigenziale che gode di spazi discrezionali ragguardevoli rispetto i contratti pubblici che normano il pubblico impiego. al riguardo invito il Professore a leggere i vari decreti della presidenza del consiglio dei ministri che attribuiscono una tantum, riallineamenti agli stipendi spettanti a categorie omologhe ministeriali, dpr che istituiscono indennità di posizione, indennità integrativa speciale non abrogata o riassorbita nel trattamento economico e via dicendo (l’elenco sarebbe lunghissimo). L’autonomia va sottoposta a controllo dei ministeri economici e limitata ad una vera sostenibilità finanziaria di lungo periodo. Non si possono bloccare gli aumenti dei dipendenti contrattualizzati per piu’ di quattro anni, e far rientrare, al personale dirigente, attraverso indennità sostitutive gli aumenti che già godono. La scrittura delle regole non deve essere fatta dalle stesse persone che hanno tutto l’interesse alla tutela della propria rendita.

  53. remotti

    Un articolo interessante, ma bisogna trovare una soluzione. Io lavoro al ministero per i beni e le attività culturali e da anni sono istituite le direzioni regionali di livello generale, ben 17, e tutt’ora mi domando cosa servano. Se dovessero essere abolite il risparmio, una volta mandati in pensione o a ricoprire posti vacanti per via delle pensioni, magari più utili solo in termini stipendiali potrebbero essere di circa 3.000.000 euro all’anno, pari a oltre 2.000 posti di lavoro in più. Perciò. ..
    Renzo Remotti

  54. remotti

    Errata corrige i posti in più sarebbero 150 un numero comunque considerevole Renzo Remotti

  55. Marco rubini

    Intanto basterebbe accedere a queste cariche per merito o concorso dato che si tramandano tra salottieri del jet set o parentopoli. Poi lo stipendio che per quello che fanno puo essere anche ridotto sotto i centomila che bastano!!!!!

  56. Stefano Vavassori

    Occorrerebbe dare maggiore visibilità delle sue analisi all’opinione pubblica. Purtroppo questo parlamento di parassiti si muove solo di fronte a fatti eclatanti o quando è messo con le spalle al muro.

  57. Enrico

    Alla luce dei risultati, costassero uguale sarebbe comunque troppo.

  58. insider

    un ulteriore questione che andrebbe approfondita riguarda le posizioni dirigenziali di secondo livello (parlo di gente che guadagna mediamente intorno ai 100 mila euro lordi) che spesso sono assegnate a gente che non ha mai vinto un concorso da dirigente, vedi il caso assolutamente eclatante dell’Agenzia delle Entrate, con gli ultimi risvolti; e per non parlare di quei dirigenti (sempre di primo livello) preposti ad unità organizzative striminzite (dieci impiegati/funzionari) con funzioni prive di ogni rilevanza o con compiti non misurabili in modo oggettivo

  59. Il problema è: come si fa legislativamente a recuperare il grosso tesoretto delle pensioni e dei maxi-stipendi pubblici, senza intasare i vari Tar di ricorsi su ricorsi? Come fanno negli altri paesi in casi simili?

    • Piero

      fare una legge dello stato, con il ricorso al tar si dovrà illegittimità costituzionale della norma, mi sembra difficile dichiarare incostituzionale una norma equa.

  60. Domenico

    Aspetto impaziente una ricognizione su ambasciatori,consoli, addetti militari e cianfrusaglie varie. Grazie per il lavoro svolto.

  61. TizianoP

    purtroppo si tratta di “diritti acquisiti” costituzionalmente garantiti. Quelli che li percepiscono, lo sanno e si sentono protetti nel loro fortino.
    L’unica via d’uscita è l’arrivo della Troika come in Grecia dove l’inalienabile cessa di essere tale.

  62. ilmontanaro

    Dalle mie parti c’è un detto che dice :solo i pezzenti mettono troppo olio nella pizza.Mi pare che l’Inghilterra abbia dato ad una società italiana di “sgossare”la PA e noi siamo ancora a zero.Si dovrebbe cominciare dai magistrati di alto rango ,in giù e dare una sbirciatina anche nelle FFAA.Mi pare che abbiamo 4-500 generali…..per farne i che?

  63. Emanuele

    Invece i contributi statali per università private che rendono docenti persone che sfornano studi così banali e con dati buttati a casaccio (perchè l’Inghilterra? Mah, avevo i dati comodi…) sono soldi pubblici ottimamente spesi, vero?
    http://attiministeriali.miur.it/media/207112/assegnazione_2012.pdf

    Continuiamo così. Con questa serie di articoli lavoce.info si è fatta una grande pubblicità su altri media, perdendo però largamente la mia enorme stima, che durava dalla sua nascita.
    Ps: l’inghilterra è una “democrazia efficiante”? Ma dove? Quanto costa la Corona Britannica e la camera dei Lord, dove si viene “nominati” (sigh!).
    E’ proprio vero quello che si dice, datemi un appropriata baseline e posso dimostrare qualunque tesi.

    • ago.manni

      Per una stima che viene meno, un’altra subentra: la mia. E direi che il consenso è in aumento vertiginoso. C’est la vie. Soprattutto quando le cose si cominciano a conoscere con i dati alla mano. Come nel ’92, qualche castello di carte (false) comincia a cadere e se ne vedranno di belle.

    • rob

      emanuele
      lei apre un dibattito molto interessante. Nulla può essere progettato per il futuro di un Paese se non si studia e si analizza la Storia e il percorso che lo stesso Paese ha fatto per arrivare fin qui. Quando qualcuno provò a valutare il periodo fascista in termini storici e di movimento e non di becera propaganda politica, fu messo alla gogna. Attenzione non mi sogno di difendere tale periodo, ma sono stato curioso sempre di vedere in quale momento storico si è formato, in quale modi e le cose socialmente rilevanti che pur fece, infine in quale dramma ci condusse. Ci è voluto un Pansa per rilevare cose che tanti sapevano ma che nascondevano. Faccio questa premessa poichè la “moda” attuale di buttare a mare tutto quello creato dal dopoguerra ad oggi, non mi appartiene. L’idea che idee giovani e innovative siano legate a una data anagrafica è frutto proprio della mediocrità dei personaggi attuali. Nella fascia di età delle persone di almeno 50 anni e con una discreta cultura di osservazione di critica ( forse il 60% del Paese attivo) si sta facendo strada una riflessione dettata da un confronto tra la classe politica e le politiche dal dopoguerra alll’inizio degli anni ’70 e la fase successiva. Come per le riflessioni fatte prima, ci stiamo accorgendo che , pur con tutti i difetti, l’architettura politica e operativa del dopoguerra era fatta da progetti lungimiranti di alta politica per affermare un sistema-Paese. Si sarebbe potuto cambiare ma l’obiettivo doveva rimanere tale. Così non è stato l’orda di affamati masanielli che dal ’92 ad oggi si è buttata in politica ha creato il disastro che è sotto gli occhi di tutti. Anche io ho chiesto al Prof. Perotti di non enunciare solo un elenco di numeri ma parallelamente di esprimere giudizi politici e di critica costruttivi. Ma come lei ci ricorda si fa prima ad andare a prendere dati sul sito dell’ Inghilterra senza completarli di analisi a supporto. Attenzione negli ultimi tempi il “politico” ha scoperto un’arma che costa poca ma rende molto: la statistica! Una scienza di complessa interpretazione che ha bisogno di una onesta spiegazione, ma data in pasta al “popolino” è una biada eccezionale, Totò insegna!!

    • giulioPolemico

      Proprio perché l’articolo individua con precisione una delle parti che nella bizantina macchina pubblica italiana è “sovraalimentata dal punto di vista retributivo”, tutto si può dire, tranne che esso sia banale: si parla tanto di ridurre la spesa pubblica e l’articolo fornisce indicazioni ben precise e circostanziate.
      Invece: quanta banalità nel pubblicare il link sui finanziamenti alle università private. Cosa c’entrano con il contenuto dell’articolo?
      Forse lei ha qualche parente, probabilmente stretto, magari qualche genitore, tra i signori di cui all’articolo?

    • pietrodn

      Scusa Emanuele, ma se l’UK è inefficiente, e la nostra PA è più inefficiente di quella UK, a maggior ragione siamo inefficienti… no?

  64. franco

    Finalmente qualcuno che si occupa dello scandalo degli stipendi metropolitani (cioè per il servizio a Roma) della casta dei diplomatici italiani. Il vero scandalo infatti è questo e non la cd Indennità di Servizio all’Estero di cui tanto e a sproposito si parla e che non è affatto scandalosa (soprattutto da quando è in Euro) e che non viene rivalutata da oltre venti anni.
    Con la riforma della Carriera diplomatica del 2000, preceduta ca dieci anni prima dalla cd “leggina” (passata nel mese di agosto in Commissione Esteri al Senato) che equiparava giuridicamente, ma non ancora economicamente, alla dirigenza (ed in particolare alla dirigenza/magistratura) i funzionari della carriera diplomatica sin dal grado iniziale (sino ad allora erano equiparati alla VII qualifica funzionale e come tali erano retribuiti) si è creato al Ministero degli Affari Esteri un delirante e vergognoso abisso con gli altri funzionari della ex carriera direttiva amministrativa che anche se al grado apicale (direttore amministrativo ex IX q.f.) e reclutati con concorso nazionale che per difficoltà non ha nulla di meno rispetto al tanto strombazzato concorso diplomatico, guadagnano dopo 30 anni di servizio un sesto dei loro coetanei diplomatici e un terzo del pivellino diplomatico neoassunto. Questa folle e rapace impostazione si sta rivelando drammaticamente negativa, perversa e miope perché ha irrimediabilmente guastato il clima all’interno dell’Amministrazione, creando una sorta di regime di apartheid, un palese razzismo e una netta, palpabile e sdegnata distinzione tra gli eletti illuminati depositari del “potere” e quei poverazzi dei “dipendenti”, indistinti. Vomitevole. A cio si aggiunga che i dirigenti diplomatici sono ormai in numero spropositato (è l’unico concorso in Italia che si bandisce inesorabilmente ogni anno, per minimo 30 posti, alla faccia della tragedia in cui versano gli italiani) rispetto alle cd qualifiche funzionali (fortemente falcidiate dall’annoso blocco del turn over) con un rapporto di 1 a 3. Insomma non dirigono un bel nulla, al 90 per cento sono “alle dirette dipendenze” o con incarichi di “consigliere ministeriale”. E pur di inventarsi un incarico organizzativo profumatamente retribuito sin dal primissimo periodo di assunzione in prova si è creata la posizione organizzativa di “addetto all’ufficio” come se fosse concepibile che, una volta assunti, non si abbia del tutto ovviamente un ufficio cui si viene assegnati (l’alternativa quale è: passeggiatore di corridoio?) Insomma un vero schifo che va assolutamente denunciato alla opinione pubblica.

    • rob

      Delle ambasciate regionali vogliamo parlarne? Se per curare il tumore incidiamo solo sulla cellula ma non sulle metastasi non arriviamo da nessuna parte. Non si leva da nessuna parte la voce che l’origine di questo degrado economico ha un solo nome : Regioni! Non solo sperperano denaro, ma impediscono al funzionamento del sistema-Paese (vedi grandi opere), oltre che hanno generato una classe politica a dir poco mediocre ( meglio dire di analfabeti masanielli). Se questo Paese non ritrova la coscienza di guardare in faccia la realtà, ma seguita a coltivare il proprio orticello faremo una brutta fine. Il Paese diviso è manna dal cielo per i “soci” Europei, un sistema – Paese coeso ha potenzialità 10 volte superiori alla Germania . Faccio un esmpio : il mercato dell’auto tedesche in Italia è frutto del “lascito” ereditato dalla vergognosa gestione di marchi come Lancia e Alfa Romeo ( Mercedes e BMW hanno occupato i 2 segmenti di mercato). Basta vedere i 2 masanielli lombardi come stanno gestendo in termini di linguaggio e comunicazione l’ EXPO Milano come fosse una sagra della salsiccia.

  65. franco benincà

    Egregio Professore, l’opera di denuncia dei costi continua anche sul Corriere di oggi 28/12/2014 (articolo di Rizzo che riprende quello di Luna apparso sul quotidiano on line “la nuova bussola”). L’argomento è l’ipertrofico numero dei Prefetti senza funzione nominati dal Governo Letta, confrontando il relativo costo con quello ancor piu’ grave, della diminuzione dei medici specializzandi, i quali subiranno un drastico taglio. La guerra delle parole e delle denunce degli sprechi continua ed è destinata ad espandersi. Ma una riflessione è d’obbligo: da dove si inizierà a togliere le parti grasse delle rendite?…..effettivamente i titolari dei poteri di governo e gestione si lasceranno sottrarre l’oro di cui godono?…purtroppo la storia insegna che lo strisciante malcontento dirottato prima come un leggero zeffiro, poi con forza in una grossa tempesta, conduce all’imporovviso apparire di un salvatore che si autodestina a condottiero della salvezza dei popoli oppressi e vinti dalla crisi. Per chi, come me e molti altri, che crede nella via civile di cambiamento, si prepara un futuro di soccombenza intellettuale. Come i difensori dell’Isola di Melos, dovremmo arrenderci a nuovi poteri, a nuovi sprechi e nuovi burocrati.

  66. Grazie. Il Conto Annuale del personale è stato messo su internet alcuni giorni dopo la pubblicazione del mio articolo. Lo utilizzero’, ma avrei preferito l’ elenco nominativo dei dirigenti con i loro stipendi individuali. Ho notato che per alcuni ministeri c’è una differenza, alcune volte piccola, altre grande, tra la media della lista dei dirigenti e la media del conto annuale del personale.

  67. Piero Atzori

    Sarebbe utile conoscere anche la storia dei privilegi dei dirigenti ministeriali per come è andata sviluppandosi dal dopoguerra della seconda guerra mondiale ad oggi. Dall’epoca di De Gasperi e di De Nicola ad oggi. Basterebbero due grafici a confronto, con in ascisse gli anni dal 1951(anno di censimento) ad oggi uno dell’andamento delle pensioni sociali, l’altro quello delle retribuzioni medie dei dirigenti ministeriali. Inoltre, sarebbe bene ricostruire la crescita del numero dei dirigenti.

  68. Piero Atzori

    Prof. Perotti, quando potrà considerare i dati del Ministero della Difesa, tenga presente che i dirigenti militari, ossia i gradi da colonnello in su, sono in Italia in numero eccessivo rispetto alla truppa perché ci vuole tempo ad adeguarne il numero dopo l’abolizione della leva obbligatoria (legge n. 226 del 23/8/2004). Occorre dire che non è possibile mandare in pensione o in ARQ (aspettativa riduzione quadri), che mi pare sostanzialmente la stessa cosa della pensione, personale altamente qualificato senza trovargli una nuova e dignitosa occupazione.

    Oggi i dati non sono disponibili nel sito del ministero, ma tempo fa mi scandalizzai confrontando le retribuzioni dei generali, ad esempio i più alti in grado, quelli di Corpo d’Armata, età circa 60 anni, missioni all’estero, gravi responsabilità sulla vita dei loro soldati e circa 125000 euro lordi/anno, con quelle dei dirigenti civili, età circa 50 anni e 170-180000 euro/anno o più. Va bene il moto “Sa vida pro sa Patria”, ma essere messi in coda dopo sbarbatelli 35enni o 40enni probabilmente incozzati non è giusto. Ci vuole proprio una bella cura dimagrante!

    • francesco

      “Occorre dire che non è possibile mandare in pensione a 50 anni ….personale altamente qualificato senza
      trovargli una nuova e dignitosa occupazione”
      Ma perchè, non si licenziano gli operai quando non servono più?

  69. ago.manni

    Se lei dispone di questi dati sarebbe proficuo condividerli in rete o perlomeno fornirne la fonte. Anch’io sarei curioso di saperlo. Non è che gli stipendi d’oro ci siano solo in Italia. Aggiungo: anch’io vorrei conoscere p.e. gli stipendi che girano nella dormiente O.I.L.di Ginevra, quella che si occupa del lavoro, oppure quelli della FAO di Roma, di cui si sente parlare sì e no una volta all’anno. Forza allora: fuori i dati e pubblicizziamoli un po’.

    • Umberto

      Entry position con tre anni di esperienza all’OECD sono oltre 6,000 euro netti al mese. Non sono un segreto e non ci sono molti economisti che si lamentano 😉

  70. Dario Quintavalle

    Vedo che ormai si è scatenato il “crucifige!” nei confronti della PA: ci si dimentica che, se simili studi sono possibili, è proprio perchè la Dirigenza pubblica è più trasparente, e pubblica i suoi compensi. A quando l’obbligo di rendere pubblici CV e compensi di tutte le altre qualifiche apicali dello Stato (Diplomatici, Professori Universitari, Magistrati, Prefetti, Alti Ufficiali)? A furia di guardare solo in una direzione si diventa strabici….

    • Antonio Pandolfi

      Gentile Dario, a me pare che le “altre qualifiche apicali dello Stato” citate siano tutte figure non contrattualizzate: consistenza e dinamica dei loro stipendi viene decisa dal Parlamento, perciò la loro condizione è ben diversa (e ignoro se, e fino a che punto, confrontabile con quella dei loro omologhi di altri Paesi).
      Un filone ulteriore di ricerca per il prof. Perotti ed i suoi collaboratori potrebbe consistere proprio nel porre a confronto Italia ed altri Paesi per modalità e struttura della retribuzione di queste categorie.

      • marno

        In che senso non sarebbero ncontrattualizzati “Diplomatici, Professori Universitari, Magistrati, Prefetti, Alti Ufficiali”? Sono contrattualizzatissimi!
        Specie i magistrati: il loro stipendio è immutabile e non viene deciso certo dal parlamento! Ma si immagina? Magari!

      • Antonio Pandolfi

        Ringrazio “marno” perché mi consente di aggiungere qualche elemento. Il personale in questione non rientra nei comparti e nelle procedure ordinarie di contrattazione collettiva nazionale, in quanto personale in regime di diritto pubblico (decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, art.3). E’ il legislatore che, nell’aggiornare via via l’ordinamento di settore, può fissare delle procedure specifiche e stabilire per il futuro quali argomenti saranno disciplinati in modo negoziale. Per la carriera diplomatica ad esempio gli stipendi sono oggetto di negoziato e accordo tra sindacati e ministeri (MAE, MEF, Funzione Pubblica), perciò all’apparenza la situazione è identica a quella discussa nell’articolo. In realtà, quando quel personale si trova all’estero (e, da cittadino, mi auguro ciò accada sempre visto che è il loro mestiere), percepisce delle significative indennità aggiuntive “di natura non retributiva” fissate in una norma (decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, art. 171). Riconosco perciò di aver dato un’informazione imprecisa: per le categorie in regime di diritto pubblico non fissa più consistenza e dinamica di tutto lo stipendio (inteso in senso comune, come quel che arriva in tasca a fine mese per l’impiego che si ha), ma soltanto di una parte. E’ certo che questi stipendi, sia per la parte eventualmente negoziata che per quella normata (anche nella dinamica), non sono immutabili nel tempo.

        • marno

          Ah grazie, insomma si può ridurlo per legge. speriamo. Certo vorrei far notare che il concetto di indennità, giuridicamente, lo trovo ipocrita. Se uno sceglie una carriera diplomatica come fa a chiedere una indennità (cioè corrispettivo, diverso dal risarcimento, erogato a soggetto che ha subìto un danno) per il fatto di andare all’estero? Mi pare surreale. Capisco indennità per chi lavora in miniera ma per qualunque dirigente pubblico (e guardate quanto incidono, che so, al Mise) mi fa letteralmente sorridere (amaro).

      • Dario Quintavalle

        Con questo ragionamento potrei rinviare al Contratto collettivo di comparto, anzichè dichiarare la mia retribuzione, visto che comunque è uguale per tutti quelli che stanno nella medesima fascia! E poi la trasparenza riguarda anche i CV. Poi non vedo perchè non dovrebbe essere lecito conoscere i compensi dei singoli, anche se questi sono ricostruibili ‘grosso modo’ dalle tabelle – non esattamente documenti di facile reperibilità e leggibilità. Se trasparenza ha da essere valga per tutti.

    • Alberto Stornelli

      La trasparenza delle pubblicazioni delle Pa è atto di civiltà, è giusto il tuo impegno nel sottolinearlo, ma non nasce certo spontaneamente nella dirigenza pubblica (piuttosto è obbligato per legge dal D.Lgs. 33/2013). Finché la legge non obbliga anche le altre qualifiche, ma aggiungerei anche tutti i dati delle oltre 20000 Pa italiane, è giusto approfondire e generare degli studi così approfonditi e data-centered come questi del prof.Perotti. Quale sarebbe l’alternativa, aspettare che arrivi tutto prima di cominciare ad investigare?

      • Dario Quintavalle

        Perchè non nasce spontaneamente? E’ stata una richiesta sia del sindacato UNADIS sia dell’associazione Allievi SSPA, che pubblicavano i CV e retribuzioni già dieci anni fa. Al solito informarsi non guasterebbe, ma tant’è, ormai la PA è come il calcio, sono tutti esperti.

        • Alberto Stornelli

          Mi sfugge la connessione tra una richiesta sindacale e la successiva pubblicazione, visto che tu sembri essere certo di questo rapporto causa-effetto passami pure qualche documento, lo leggerò con piacere. Detto questo, c’è uno studio di un professore assolutamente rispettabile che equipara i compensi con i pari livello britannici e giunge alla conclusione di una maggiorazione ingiustificata negli stipendi. Perché dovrebbe essere un crucifige? Perché al legittimo interesse di analisi e conoscenza bisogna sempre vedersi indicare gli altri “E allora lui quanto guadagna? E l’altro, quanto guadagna l’altro?”.

          • Dario Quintavalle

            Per la semplice ragione che, una volta stabilito il legittimo principio che debbano essere pubblicati gli stipendi e i CV dei massimi dipendenti pubblici, fermarsi alla sola categoria dei dirigenti è illogico.
            Del resto, se la metodologia di analisi è basata su un paragone tra esperienze italiane e straniere, a maggior ragione è legittimo il paragone tra esperienze italiane.

            Tutto il resto lo aggiunge lei (e sottolineo “Lei”, visto che non ci conosciamo), attribuendomi retropensieri che non ho.

  71. ago.manni

    Adesso ci vorrebbe un bel libro per diffondere un po’ questi dati. E’ importante che comincino a circolare anche tra il pubblico e che le librerie lo espongano in bella vista, un po’ come quelli di Stella e Rizzo. Poi chissà, qualche presentazione ufficiale anche nel salotto di Vespa, perché no!
    Mi sembra il momento opportuno. Intanto la foto del post già mi sembra bellina per una copertina per il libro. Anche il titolo è di quelli che può incuriosire la gente comune, come me, perché sembra più suggerire delle soluzioni fattibili piuttosto che una denuncia ad effetto ma senza conseguenze pratiche. Poi oggi c’è una parte consistente di parlamentari che è molto sensibile a questi temi e che potrebbe far proprio questo studio per supportare la sua azione parlamentare. Un forte incoraggiamento e un cordiale saluto.

  72. giuppe

    Mi dispiace prof Perotti il motivo c’è ed è evidente la complicità tra la politica e la burocrazia.

  73. Ettore

    Sono completamente d’accordo,l’altro problema della p.a italiana è costituito dall’alto numero dei dirigenti in generale ( ossia non solo quelli ministeriali,ma anche quelli degli enti locali,delle regioni,delle province,etc) e dalle loro retribuzioni piu’alte rispetto a quelle di altri paesi. Per esempio,quando si parla di costo della p.a in Italia ( circa 170 miliardi di €) si sommano le retribuzioni del dipendente medio ( circa 1400€ al mese nette) con quelle delle figure apicali ( alti ufficiali forze armate,medici,magistrati,segretari comunali,etc) e questa sommatoria sfasa tutto perche’,appunto,ci sono troppe figure apicali che guadagnano troppo. Per cui esce fuori,x esempio,che il dipendente pubblico guadagna piu’ del privato. Questo sara’vero x le figure apicali,ma non x il dipendente medio! Inoltre,in tema di pa,occorre tenere presente che i dipendenti pubblici sono diminuiti di circa 334.000 unita’ egli ultimi 6 anni ( blocco turn-over), e che gli stipendi sono bloccati ormai da 5 anni con perdita delotere d’acquisto del 7% circa.

    • Raffaele

      Sarebbe opportuno avere una tabella di un Ministero x che confrontasse il totale dei costi dei dirigenti tra IT. e UK, cioè a dire quanto incidono sui costi totali i dirigenti IT rispetto a quelli UK. per poi confrontare il totale dei costi dei dirigenti con il totale dei costi per gli altri dipendenti. Potremmo forse renderci conto che i dirigenti IT assorbono forse piu’ del 50% dei costi totali !! Questo sicuramente accade nell’Esercito.

    • Max

      Magari 1400!

  74. Alessandro Ferrarese

    Domanda 1: non esiste un osservatorio sulle retribuzioni UE per avere dei confronti più sistematici?
    Domanda 2: sarei molto curioso di mettere a confronto il delta ITA/UE(uk) delle retribuzioni per livello tra pubblico e privato, se esistessero i dati (a quanto mi risulta nel settore dove lavoro io ad es il delta è negativo). Immagino che se in un sistema dreno risorse per retribuzioni senza un ritorno di output adeguato probabilmente ho meno risorse (indirettamente attraverso la fiscalità) per retribuzioni per posizioni potenzialmente più produttive, con un crollo a lungo termine della qualità dell’output di queste ultime (fuga all’estero e minore incentivazione della performance), ma naturalmente si tratta di una ipotesi di buon senso difficilmente dimostrabile

  75. Piero Atzori

    Prof. Perotti, Le sarei grato se si nel suo studio inserisse i dati dei dirigenti ministeriali del Miur, oggi, a quel che vedo, disponibili sul sito web del Miur stesso.

  76. abc7602

    Sono dipendente di una grande azienda di telecomunicazioni ed in 25 anni ne ho visto di cotte e di crude, e la mia prima impressione appena assunto e che tanti super stipendi di miei colleghi (già 25 anni fà) in azienda erano assolutamente i n g i u s t i f i c a t i ,
    Ho maturato l’idea che ad oggi stipendi netti superiori a 2.000 euro sono assolutamente ingiustificati e immeritati.
    Quindi per dare una possibilità vera a questa italia moribonda, è necessario che lo stato incameri il netto superiore a 2.000 euro e lo usi per sviluppo invece che succhiare risorse a chi ha poco.
    Tanto per cominciare.

  77. Raffaele

    Caro Prof.Perotti,
    oltre allo stipendio vanno aggiunte anche altre “prebende”.
    Commissioni, consigli di amministrazione, Consiglio di Stato, arbitrati. etc.etc..

  78. traduzione simultanea

    Questi ragionamenti con tutti questi bei dati sono molto belli.
    Se però, egregi Professori, non aggrediamo la madre di tutte queste mostruosità, la Riforma Bassanini, e successive modifiche e integrazioni, voluta dai DS e dalla CGIL, non eliminiamo la devastante distinzione tra personale dirigenziale al guinzaglio della politica, per questo lautamente e profumatamente retribuito, e personale non dirigenziale, al guinzaglio dei dirigenti controllati dalla politica, e non ripristiniamo per alcune categorie, come quella dei professori di ogni ordine e grado di scuola, il regime pubblicistico sottratto alla contrattazione e alla iperproduzione di clientele di precari che vengono poi stabilizzati senza alcuna procedura concorsuale, noi non riusciremo mai ad avviare una vera spending review e non riusciremo mai a rendere efficiente la nostra Pubblica Amministrazione.
    Parola di dipendente pubblico, vincitore plurimo di concorsi, libero e indipendente

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