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  1. Vincenzo Strati Rispondi
    Fino a qualche anno fa, assieme al riepilogo dei contributi versati, l'INPS forniva anche una previsione dell'assegno pensionistico. Il tutto era consultabile nella sezione Cassetto previdenziale a cui si accede con le opportune credenziali d'accesso. Come mai il dato relativo alla previsione è stato nascosto? Forse per potere continuare a cambiare le regole in modo unilaterale e retroattivo dando meno evidenza degli effetti provocati?
  2. Piero Rispondi
    Caro Ministro, gli Italiani non sono un popolo di ignoranti come Lei cerca di farci credere Le ricordo che con la commissione da Lei presieduta non è stato capace di fare il confronto europeo degli stipendi dei parlamentari, oggi vuole istituire una commissione per vedere quando sono ignoranti gli italiani, ci risparmi questa farsa, faccia il suo lavoro, inserisca i dati in internet, in modo che tutti possano leggerli, non si preoccupi anche il pensionato ha un nipotino in grado di controllargli la pensione.
  3. Angelo Rispondi
    Ha senso far conoscere la pensione attesa a chi sta per andarci se essa, una volta erogata, può essere rivista in conseguenza di una proposta di ricalcolo? La domanda è provocatoria e serve a sottolineare come in qualunque campo una decisione già operativa non possa e non debba essere rimessa in discussione. Un esempio in un settore diverso da quello delle pensioni è rappresentato dal ri-gassificatore di Brindisi per il quale, a realizzazione già iniziata, è stata revocata l'autorizzazione.
  4. marco stucchi Rispondi
    E' quantomeno singolare che la "prudenza" venga applicata non tanto al cambiamento delle regole, in un modo estremamente penalizzante per le giovani generazioni, ma alla comunicazione degli effetti pratici di tali cambiamenti. Ed é nascondersi dietro un dito la giustificazione che gli italiani potrebbero non capire. La "prudenza" nel dare informazioni dipende proprio dal fatto che gli italiani potrebbero capire..
  5. Franco Rispondi
    Gentile professore Giovannini, desidererei sapere perché nella dettagliata e seria descrizione delle elaborazioni necessarie per determinare i futuri pensionistici nonché nella presentazione degli incarichi ricoperti, non si ritrovi cenno del lavoro effettuato per individuare la media matematica dei compensi e stipendi dei parlamentari e/o insigniti di incarichi amministrativi pubblici europei per una corretta equiparazione tra colleghi. .Questo tema venne agitato qualche anno fa in occasione della presentazione in Parlamento di un disegno di legge di iniziativa popolare che raccolse centinaia di migliaia di firme ai banchetti sotto il simbolo dell'urlo di Munch circondato dalle parole "Nun te regghe più". I promotori e i sostenitori di quell'iniziativa nonché quelli che via via sottoscrivevano (tante liste rimasero inutilizzate per intoppi burocratici vari collegati al fatto della scarsissima propaganda concessa dai partiti politici) sostengono che, visto che il segnale più evidente dell' unione europea era dato solo da quello monetario, era necessario che proprio per quella strada retributiva si cominciasse a lavorare per un' unione politica Ora quel semplicissimo disegno di legge di iniziativa popolare giace da tempo nei cassetti del nostro Parlamento in compagnia di altri polverosi compagni esautorati dal mantra-tabù della crisi. Non crede che sarebbe oltremodo utile spiegare e riprendere quei lavori, per i quali Lei fu direttamente incaricato dall'allora Governo, e ciò anche per completezza dello strumento tecnico relativo a quella classe di eletti pubblici? Mi creda non c'è polemica alcuna nella mia domanda, ma riferimento proprio alla Sua riconosciuta serietà tecnica che , al di là del comprensibilissimo errore-confusione tra persone responsabili di lavoro e sviluppo, non può disgiungersi dalla vocazione-funzione di insegnamento universitario e dare quindi criteri sicuri di conoscenza e percorribilità a tutti questi e quanti giovani e meno giovani che urlano Augurandole buon lavoro per loro, resto in attesa di quanto potrà e vorrà fare Franco Elia.
  6. Piero Atzori Rispondi
    Definizione che darei di Giovannini da quel che mi risulta: docente universitario che assume incarichi vari ma che non riesce a cavare un ragno dal buco. Basti l'episodio della ricerca in campo europeo per limitare gli emolumenti ai parlamentari italiani. Come altri suoi colleghi, ad esempio Monti e Fornero quando si occupa di cose scolastiche e, in particolare di pensioni, fa danni. La critica viene da un quota96 della scuola.
  7. Dario Piersanti Rispondi
    Tutto bene quello che ci dice il Ministro ma vorremmo capire (visto che opera all'interno di un ministero che certo dispone di personale preparato ed adeguato) il perchè della nomina di una "commissione" e il suo costo e se ci sarà costo e quale anche nella "valutazione con esperti". Tanto per capire la reale economicità della operazione che viene, e giustamente, indicata.