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  1. Piero Atzori Rispondi
    Vorrei sperare che gli economisti,anche Fabrizio e Stefano Patriarca, oltre a dare supporto a politiche di risparmio sulla povera gente, ci aiutino ad individuare meglio l’entità dei privilegi, chiamati “diritti acquisiti”, che si annidano in vari settori istituzionali e che presumibilmente sono andati aumentando dal dopoguerra ad oggi. Roberto Perotti, che Dio lo sostenga, queste analisi le sta conducendo, ma mi pare piuttosto soletto.
  2. Mario Rispondi
    Se ho ben capito, ritenete che non sia giusto che uno che ha lavorato 42 anni e 6 mesi (questo è il minimo richiesto attualmente), iniziando a 18 anni, vada in pensione a 63 anni? A parte che aver lavorato in fonderia non è le stessa cosa che fare l'impiegato comunale o il banchiere, ma come si fa a pretendere cose del genere senza prima aver tolto le vergognose iniquità che ancora permangono? Pensioni d'oro, vitalizi per i politici, Enti pevidenziali con voragini nei conti accorpati all'Inps chiamando impiegati e operai a risanare. Ma qualcuno di voi ha solo lontanamente l'idea di cosa voglia dire per oltre 42 anni lavorare al freddo in inverno e al caldo in estate, respirare fumi e vapori, fare sforzi fisici...
    • Lorenzo Rispondi
      Le pensioni devono essere giuste, ossia proporzionali a quanto contribuito per il paese. Io do x e prendo y, funziona cosi dappertutto, solo noi siamo il paese delle banana (che ovivamente punisce i giovani grazie ad una generazione di nonni egoisti)