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  1. Enrico Rispondi
    Faccio un po' il polemico, non me ne voglia la ricercatrice (a cui va tutto il mio rispetto): è naturale che il le vie siano complicate, in fondo al sentiero c'è un posto *a vita* senza riguardo della produttività, ci vuole perseveranza e tenacia per "sistemarsi". E chi lavora nel privato non si lamenti troppo, deve pagare e tacere. Mi rivolgo alla ricercatrice: anche nelle sue esperienze all'estero le università non rimuovono i ricercatori meno produttivi? E quelli bravi a fare ricerca ma pessimi nell'insegnamento? E viceversa?
  2. Daniele Menniti Rispondi
    Italia: la patria degli UCAS (Uffici per la Complicazione degli Affari Semplici)
  3. rosario nicoletti Rispondi
    Quello che scrive la Ricercatrice non è altro che un tassello del mosaico di follia che condiziona l'Italia e le impedisce di progredire. Complicare qualsiasi atto della vita dei cittadini è il vero compito dei milioni di dipendenti statali (o assimilati).
  4. rob Rispondi
    chiara ieri ho letto un comunicato sindacale ( CGIL) inviato ad una azienda florida. Avendo io una certa età, leggendo quel comunicato, il suo linguggio distruttivo, ideologico, mi sono venuti i brividi sulla schiena al pensiero di certi ricordi. Trasferendo i miei pensieri nel suo ambiente mi sono risonate alte le voci del "6 politico" "il 27 politico" " gli "esami di gruppo" : La cultura forma un Paese , il '68 è vivo e vegeto ancora tra di noi!!