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  1. Marco Rispondi
    Mi vien solo da ridere. Spero che chi abbia scritto questo comunicato abbia la percezione di cos'ha scritto. Non parlo ovviamente del tono della comunicazione ma dal fatto che nella PA il bilancio preventivo riguarda le spese che "presumibilmente verranno effettuate". Esso è tanto più veritiero e corrispondente alla spesa reale EX-post quanto più chi lo redige è "capace" di farlo. Con questo concludo. BUona giornata a tutti
  2. raffaele principe Rispondi
    Mamma mia!! Se questa - del signor capo ufficio stampa della camera dei deputati- è una spiegazione, siamo messi male. Un non spiegazione sgrammaticata e dall'incerto italiano, per non parlare dell'incerta lettura di un bilancio. Tant'è. Questo è se vi pare
  3. maria Rispondi
    Sarei anche daccordo con l'ipotesi "questore Fontanelli" purche sia tutto documentato da atti legali e da doc. bancari che certificano quanto "lucrate" mensilmente e quante "trasferte o simili" percepite, e non da semplici chiacchiere.
  4. Cristiano Rispondi
    La risposta del Funzionario della Camera tenta di portare sul piano del tecnicismo formale quella che è invece una questione palesemente di sostanza: gli Organi Istituzionali costano troppo in relazione ad analoghe Istituzioni Europee e mondiali, dell'ordine di 2-3 volte. I cittadini sanno quanti soldi sono 1.000 milioni di €, conoscono il valore del denaro. Quindi, non vi sono tante raffinate disquisizioni da fare quando si tratta di eccessi di spesa di tali proporzioni. Né è di alcun interesse che i bilanci di previsione prevedano tagli del 2-3% quando l'ordine di grandezza dell'adeguamento da fare è del 60-70%. Stupisce che i Vertici della Camera dei Deputati ritengano che gli Italiani (da cui sono pagati) siano così stupidi. Tutti gli italiani hanno capito qual è l'argomento in gioco, tranne (ci vuol fare credere) chi beneficia di questa incredibile appropriazione di denaro altrui. Una soluzione per la Governance del budget di tali organi sarebbe sottrarre le principali voci di spesa dalla autodeterminazione di chi ne beneficia, ed affidarle alla valutazione di organi tecnici internazionali indipendenti, che poi sottopongono all'approvazione le diverse alternative da loro elaborate ad un collegio di rappresentanti dei cittadini estratti a sorte. La massaia o il padre di famiglia certo amministrerebbero meglio il denaro dei contribuenti. Per forzare il cambiamento, che sarebbe impossibile con le regole attuali dato il conflitto di interesse, propongo che le principali categorie di contribuenti (aziende, artigiani, commercianti, professionisti, ecc.) impongano una scadenza massima alle modifiche di budget e di governance. In mancanza di un pronto adeguamento entro la scadenza fissata, nessuno dei soggetti aderenti a tali categorie di contribuenti verserà imposte o ritenute. Giusto per far capire a chi spetta la decisione ultima.
  5. Antonio Nieddu Rispondi
    Diciamo che è la risposta di chi ha la coda di paglia. Una risposta del genere, se dovuta, andava fatta in maniera maggiormente tecnica e staccata da quelli che sembrano attacchi personali all'articolista piuttosto che spiegazioni di quello che è successo. Un'istituzione deve essere maggiormente asettica e, se proprio vuole dare lezioni, lo deve fare in modo tecnico. Diciamo che la Camera è caduta nella trappola della provocazione, sortendo l'effetto opposto a quello voluto.
  6. Pino Rispondi
    Il commento di G. Leone è molto probabilmente corretto secondo il metodo di interpretazione di quelle strane leggi che regolano i bilanci pubblici e quindi il suo tentativo di far credere che la spesa viene ridotta è viziato dall'eccessivo tecnicismo che ha portato tutte le istituzioni pubbliche a non funzionare per obiettivi. Ma quale obiettivo? Dovrebbe essere il rapporto tra costo e qualità percepita dei servizi pubblici da parte del cliente, pardon, cittadino finanziatore, su cui tutti i costi gravano. Penso che la classe politica, comunque e ovunque rappresentata, abbia da almeno 20 anni perso di vista questo dovere che era invece molto ben chiaro ai padri della Costituente! Se così non fosse la nostra situazione di spesa pubblica avrebbe ben altri valori di costo ed una qualità superiore dei servizi al cittadino.
  7. Enrico Rispondi
    Da cittadino comune ritengo che troppa complessità favorisca il fiorire di nicchie poco trasparenti. La vera trasparenza passa anche per la semplificazione, o almeno la creazione di strumenti di semplificazione in modo che ci sia una reale possibilità di comprensione ad ogni livello. Non commento sul tono della risposta : inadeguato ad un'istituzione come la Camera. In ultimo: ricordate che i soldi che gestite sono dei cittadini, che lavorano duramente tutti i giorni e che esigono rispetto nella gestione di quelli che dovete considerare "gocce di sudore".
  8. andrea Rispondi
    Mi chiedo a cosa serva la trasparenza quando la complessità della materia é arrivata a tali livelli. Come fa una persona comune a valutare l'efficienza di questi carrozzoni istituzionali?
  9. Piero Rispondi
    La risposta della Camera è un'offesa a tutti gli italiani. Dopo l'ampia lezione data sul criterio di cassa e di competenza, si ritiene offesa dall'articolo di Perotti e afferma che le spese sono le stesse dell'anno precedente, quando tutti gli italiani hanno tirato la cinghia.